Il cielo degli invisibili – François Morlupi

Titolo: Il cielo degli invisibili
Data di pubbl.: 2026
Pagine: 238
Prezzo: € 18,00

Otello De Bartolo è tornato da anni in Italia dopo un lungo periodo in Scozia con i genitori emigrati. Ormai solo e prossimo alla terza età, vive a Roma, per lui la più bella città del mondo, ma anche la più incasinata, assurda e violenta. Ora vende panini in un vecchio autobus FIAT 642Rn sistemato poco lontano dal Policlinico Umberto I, il più grande ospedale della città e forse d’Europa, vecchio, fatiscente, labirintico, affollatissimo di un’umanità confusa e dolente. Ma Otello è uno spirito sereno. Il suo immenso amore per la letteratura ha fatto sì che il suo chiosco si chiami ‘Panini parlanti’. Già, perché ogni panino è abbinato al titolo e alla storia di un libro famoso e viene incartato in tovaglioli che portano impresse frasi della Divina Commedia. Ad aiutarlo, l’intelligente e tecnologica Alice Penna, una ragazza che Otello considera sprecata per quel lavoro, ma che lui ha assunto a tempo indeterminato e che ama come un padre in assenza di suo figlio Giorgio, giovane di successo che vive lontano. Otello ha clienti affezionati: il professore che è un esperto in morti singolari di uomini celebri; la Marchesa Margherita, una trans che consuma la vita su un lurido raccordo stradale, ma possiede un cuore d’oro; il clochard Giuseppe con il suo chitarrino e una sfrenata passione per il Milan. E poi, a far compagnia a Otello, c’è il pappagallo Virgilio, una formidabile presenza e una vera attrazione.

C’è però un cliente assiduo che Otello non vede da qualche giorno. È il giovane medico specializzando del Policlinico Joseph Koné, nativo del Gabon e in Italia da tempo. Sebbene Alice gli dica di non preoccuparsi, Otello è inquieto, quell’assenza non gli piace. Come non gli piacciono gli stralunati racconti del clochard Giuseppe su strane cose che si muovono nel suo mondo di ultimi e invisibili.

Parallela alla vicenda di Otello si muove quella del maresciallo dei carabinieri Manlio Buzzini e degli uomini del suo comando: Della Porta, Fanelli e Trevisana. La denuncia da parte di due amici della sparizione di un cinese diventato un clochard e poi trovato morto gli ha dato parecchio da fare. 

E se Otello è un appassionato dei classici della letteratura, Buzzini lo è dei filosofi e dello studio del cielo notturno. Insomma due personaggi speculari che sembrano destinati a incontrarsi e a…scontrarsi. Cosa che puntualmente accade dopo la denuncia, faticosa e complessa per incomprensioni linguistiche, dello zio di Joseph, Guillaume, a Roma in visita al nipote che non vede da due giorni. Buzzini e i suoi indagano mentre lo fa anche Otello il quale, nel frattempo, ha conosciuto Guillaume, disperato e incompreso, alla ricerca del nipote al Policlinico. Indaga Otello, ma non da solo. Lo accompagna la Marchesa Margherita che conosce il mondo del Policlinico e ne sa una più del diavolo. E di cose ne scopriranno, eccome! Oltre a fornire un formidabile aiuto al maresciallo Buzzini. Resta, alla fine, l’ultimo enigma: trovare un collegamento fra la scomparsa di Joseph Koné e la morte improvvisa di alcuni clochard.

A parte un cameo calcistico in cui appaiono i 5 di Monteverde, Il cielo degli invisibili mette in campo nuovi, accattivanti personaggi avvolti in un intreccio dolce-amaro di solitudine, silenzi, abbandono e incomprensioni. Non solo i clochard, come ci ricorda in un passaggio il brigadiere Della Porta:

“Ricordò ad alta voce che secondo le statistiche i clochard rappresentavano non solo la categoria più emarginata della società ma anche quella maggiormente sotto assedio. … Una piccola, ma violenta parte della collettività sfogava senza vergogna la rabbia repressa su di loro, gli ultimi tra gli indifesi.” (p. 88)

Ma anche coloro che ruotano intorno a Otello De Bartolo sono creature di cui la società si serve senza pudore a vario titolo, ma pretende di non vedere per non essere costretta a fare i conti con la propria coscienza. Sono un mondo a parte, ma non invisibili gli uni per gli altri, almeno, bensì animati dal desiderio e dalla voglia di aiutarsi a vicenda, di sostenersi e sconfiggere il male che li assedia. François Morlupi ce li racconta in questo noir con mano ferma e gentile, con umorismo e affetto. Un inno all’amicizia e al rispetto dell’altro, chiunque esso sia, in un mondo che sembra aver smarrito questi semplici e basilari valori del vivere insieme in una grande comunità.

Francesca Battistella

Francesca Battistella (Napoli, 1955) si è laureata in Antropologia Culturale nel 1979 alla Federico II di Napoli e ha conseguito un Master nella stessa materia presso la Auckland University, Nuova Zelanda, nel 1982. Ha lavorato come Lettrice d’Italiano e Storia Contemporanea nella stessa università nel 1983 e nel 1984. Tornata in Italia è stata traduttrice dal francese e dall’inglese per l’Istituto di Studi Filosofici di Napoli e in seguito per dieci anni segretaria di alta direzione, promoter, editor e organizzatrice di eventi presso la società INNOVARE, gruppo Banco di Napoli. Dal 2008 vive e lavora a Lugano, Svizzera. Negli anni ha pubblicato il romanzo storico Gli esuli (2004), un giallo Il parco delle meraviglie (2006), un noir Re di bastoni, in piedi, una trilogia gialla ambientata sul lago d’Orta che comprende La stretta del lupo (2012), Il messaggero dell’alba (2014), La bellezza non ti salverà (2016) e ancora un noir La verità dell’acqua (2019). Gli ultimi cinque libri per la casa editrice Scrittura&Scritture. Scrive recensioni per Gli amanti dei libri, la rivista Airone (Cairo editore) e Luoghi di libri.

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