Gli Orrori della Siberia- Emilio Salgari

Titolo: Gli Orrori della Siberia
Autore: Emilio Salgari
Casa Editrice: Ianieri editore
Genere: romanzo di avventura
Pagine: 374
Prezzo: 18.00

Ho ricevuto questo romanzo per pura casualità. Una vecchia edizione particolarmente interessante che ha attirato il mio sguardo e la mia curiosità, perciò eccomi a leggere un romanzo di Salgari che non sicuramente tra i più conosciuti. Di Salgari si legge davvero troppo poco. Non lo si studia nelle scuole e ci sono poche letture sui testi antologici. Dopo una breve gloria avuta con alcuni sceneggiati televisivi della Rai le sue opere (che bene si adatterebbero al grande schermo) sono praticamente scomparse. Si sente parlare di qualche ristampa ma nulla di più e questo è un grandissimo peccato perchè resta uno degli scrittori migliori del romanzo di avventura in assoluto. Questo grandissimo autore mi ha sempre affascinato per diverse ragioni: la prima è avere una scrittura estremamente moderna e incalzante, ricca di phatos e di colpi di scena. Sicuramente uno stile singolare (oggi non ci faremmo caso ma lui aveva iniziato a scrivere nel’800 un epoca in cui il romanzo, come genere letterario, si stava ancora affermando) che anticipava di molto la narrativa a cui oggi siamo abituati. L’altra dote che mi ha sempre affascinato è stata la sua abilità nel delineare e descrivere luoghi esotici e lontani..senza essersi mai mosso dal Piemonte ma solo leggendo i racconti di viaggi e osservando le cartine geografiche, lasciando che la sua immaginazione colmasse la pesante lacuna di essere costretto a sognare quei luoghi e a non poterli visitare davvero. Inoltre, Salgari fu autore prolifico (diede alla luce un vasto numero di titoli di romanzi) e in un certo senso fu il primo autore di Saghe letterarie…almeno in Italia.

Gli Orrori della Siberia non rientra tra i suoi lavori maggiormente conosciuti (se pensiamo a Salgari pensiamo a Sandokhan o ai Corsari); malgrado ciò, questo romanzo è comunque all’altezza dei lavori più famosi. Ricco di ideale e dal ritmo narrativo serrato, L’Orrore della Siberia racconta le sorti che potevano toccare le persone più diverse nella rigida Russia prerivoluzionaria. Accanto (forse) all’ideale di giustizia verso i prigioniri politici e le loro sorti (amare in ogni stato, anche nei più liberali) Salgari affianca affetti e una certa dose di inquietudine in grado di oinvolgere ancora oggi il suo lettore.

Ci sono moltissime novità nel mondo editoriale attuale, ma anche il lavoro di rilettura e riscoperta di qualcosa di insolito o di dimenticato (e sottovalutato aggiungerei) resta comunque un’esperienza intrigante.

Perchè i libri di questo autore sono qualcosa di più di una semplice narrazione. Sono un viaggio gratuito in un mondo familiare e non, uno spettacolo cinematografico emozionante senza l’ausilio del grande schermo.

TRAMA:

La Russia tra Ottocento e Novecento è ancora una grande nazione, almeno in senso territoriale. Politicamente e socialmente è ancora una società molto arretrata e chiusa, comandata dal pugno di ferro dello Zar che attraverso la polizia politica fa arrestare qualsiasi oppositore e nemico dell’ordine costituito. La figura del Padre della Patria non è ancora messa in discussione (ci vorrà una guerra mondiale perchè questo accada) e tutti seguono le leggi dello Zar.

Qualcuno, però, chiede a gran voce democrazia e riforme. Socialisti? no. Broghesi e rivoluzionari, persone affascinate da quei moti democratici e riformisti che avevano attraversato l’Europa dopo la Restaurazione e avevano portato la nascita di monarchie costituzionali dove il parlamento cercava di affermare in modo sempre maggiore l’autorità e il popolo rivendicava a gran voce le riforme e la giustizia. Tra i propugnatori di un cambiamento nella fredda Russia zarista ci sono il colonnello Sergio Wassiloff e un giovane polacco Ivan Sandorf. Dopo essere stati catturati e imprigionati con l’accusa di cospirazione, rovesciamento sociale e nichilismo, i due vengono condannati a far parte della catena umana,una gigantesca fila di persone scelte dalle carceri e obbligata a marciare per il territorio inospitale della Siberia fino a raggiungere luoghi inospitali e disabitati e quindi colonizzarli…a patto che la marcia, le rigide condizioni climatiche e le sevizie dei poliziotti non li uccida prima.

Inizia la lunga marcia lungo la Wladimirka, la strada dei forzati, che è sempre più impossibile e dura per i tutti i mebri della catena umana (molti moriranno e verranno abbandonati lungo la strada). A capo della carovana della morte c’è il colonnello Vladimiro Bauje, uomo inflessibile e dalla fama crudele che in realtà cela dietro le apparenze il cuore di un rivoluzionario. Sarà solo il suo aiuto nascosto a Sergio e a Ivan a garantire ai due un viaggio meno duro di quanto previsto. Vladimiro, infatti, pur recitando la parte del reazionario è un uomo di buoni ideali ed è riconoscente a Sergio per il suo salvataggio durante una battaglia.

L’arrivo nella inospitale Siberia è segnata da alcuni episodi incredibili (l’arrivo di Maria, i tentativi di estorsione da parte della Tojka) e in particolar modo dall’assalto compiuto da un gruppo di cosacchi che cerca di uccidere i membri della catena umana. Sarà la fuga di alcuni prigionieri (capitanati da Sergio e Ivan) in Manciura a salvare la vita di molti, ma anche in questa terra i russi si troveranno a dover affrontare numerose insidie fino a riuscire a tornare nella loro madrepatria dove un destino nuovo li attende.

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Gabriele Scandolaro

Mi chiamo Gabriele e sono un lettore. Ho iniziato a leggere quando ero molto piccolo, complice una nonna molto speciale che invece delle classiche favole riempiva le mie giornate raccontandomi i capolavori teatrali di Shakespeare e di Manzoni. Erano talmente avvincenti le sue narrazioni che, appena mi è stato possibile, ho iniziato a leggere per conto mio. Ma terminato il mio primo libro ne ho iniziato subito un altro. Poi un altro. Da allora non riesco più a smettere di leggere. Quando non leggo o studio, lavoro come Educatore e suono il violino.

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