A tu per tu con… Monica Pasero

L’editoria, la passione per la scrittura, la vita quotidiana e i sogni nel cassetto. Abbiamo parlato di tutto questo con Monica Pasero, scrittrice che naviga in quel mare immenso di autori sconosciuti al grande pubblico, ma che con la loro forza di volontà alimentano il sacro fuoco della letteratura. Una passione, quella di Monica, che abbatte difficoltà e pregiudizi. Tutto questo per inseguire i propri sogni: cibo per l’anima e per la mente.

Tanti libri, tante emozioni. Come descrivere tutto in poche righe?

Ogni libro per me è stato un percorso di crescita importante. Nasce tutto con l’esigenza del ricordo, il bisogno di elaborare una grave perdita personale e così riscrivo su pagine di quaderno la mia infanzia, carpendo un lato di me fino allora ignoto: la mia capacità di scrivere emozionando. Da qui nasce nel 2009 il mio primo libro “E come diceva sempre mia nonna”, un libro intriso di ricordi, di vita e d’immensa tenerezza. Questo libro apre le porte a un nuovo capitolo della mia esistenza. La necessità di scrivere non si arresta. Così inizio il mio secondo scritto, questa volta dedicato ai ragazzi, lanciando un messaggio chiaro: didattica e divertimento sono alleati vincenti nella crescita scolastica dei nostri figli. Con mia grande soddisfazione nel 2011 nasce “Lungo viaggio verso il ritorno”, un romanzo che trasporterà i nostri ragazzi in un’ avventura fantastica attraverso 500 anni di storia, in cui apprenderanno divertendosi. Nello stesso anno, con mio grande stupore, mi si chiede di scrivere una storia vera. Un contatto di Facebook legge i miei libri e mi propone di scrivere la sua storia. Un genere completamente diverso da quelli finora trattatati. Amo le sfide con me stessa e accetto, così, davanti a una tazza di caffè e due chiacchiere fra amiche, nasce “L’abbandono” un libro doloroso, ma di grande speranza e rinascita. Avrei dovuto fermarmi, ma “Scritto tra le pagine del fato” già bussava nei miei pensieri e nel 2012 viene alla luce questo libro in cui tratto diverse tematiche: adolescenza, famiglia, amore, vendetta e soprattutto affronto il tema dell’handicap. In quel periodo inizio a scrivere anche poesie e, senza accorgermene, nasce la mia prima silloge poetica “Alchimia”,  disponibile in ebook , una raccolta legata alle anime gemelle, a quell’amore eterno che va oltre i confini dell’anima e che mi dà la spinta per scrivere il mio primo fantasy. Questo nasce nell’estate del 2013: “Leggenda di un amore eterno”, un romanzo adolescenziale dove l’amore riluce d’essenza, dove la favola prende vita, e passato e presente per magia si ritrovano per compiere un destino già scritto.

Le sue principali influenze?

Io immagino che ha influito in tutti i miei libri la mia vita, le mie esperienze le mie gioie e i mie dolori. Sicuramente la componente essenziale nei mie scritti resta la mia sensibilità, la mia esigenza di donare comunicando.

Quanto legge e quanto scrive?

Leggo tantissimo perché faccio molte recensioni, perciò leggere è, tra virgolette, il mio lavoro. Scrivo tanto, scrivo sempre, forse perché solo così sono felice.

Dico una parola: sperimentazione. Qual è la risposta?

Dico che io sono l’esperimento di me stessa perché nella mia esperienza non immaginavo che avrei avuto né le capacità né la possibilità di poter fare ciò che ho fatto. In questi anni ho sperimentato tante cose: la forza di volontà legata al sogno fa miracoli; credere in se stessi e andare contro tutti per realizzare i propri obbiettivi serve; anche senza avere molte cose, ma solo un cuore e un viso pulito, si può andare avanti. E ho compreso che la cultura non sta sui diplomi incorniciati alle pareti, ma dentro di noi e, cosa fondamentale, per crescere bene occorre rimanere bambini, sempre.

Come vive il suo status di scrittrice underground?

Lo vivo con la consapevolezza che il mio scrivere non giungerà mai nei grandi circuiti letterari riservati da sempre ai già famosi, ma che il mio intento non è giungere alla popolarità. Il mio scopo è sfiorare il cuore di chi legge, lasciare una carezza, un messaggio, un momento di vita condivisa tra me e il lettore. Poi, se un giorno si capirà che il talento non è solo di chi pubblica con grandi Case Editrici, forse le cose cambieranno.

Cosa odia dell’editoria italiana?

L’editoria italiana esiste, ma è soffocata dal monopolio delle grandi Case Editrici che ci propinano libri dei soliti noti, ci danno un minima fetta di quello che realmente è la proposta editoriale italiana. Ci sono libri che meriterebbero tanto. Leggo testi di tantissimi esordienti con talento, che non vengono valutati perché non sono politici, soubrette o assassini. Siamo monopolizzati in tutto, dalla scelta del detersivo fino alla scelta del libro. Si compra un romanzo perché è di un grande marchio, non importa se poi non si legge, si compra per moda, ma se iniziassimo a capire che letteratura e scrittura sono universali potremmo aprire la nostra mente anche agli autori emergenti. Bisogna provare a leggere almeno un libro di un autore sconosciuto, forse sveleremmo un mondo a noi ignoto chiamato “Scelta”. La buona editoria esiste, ma finché il lettore si farà condizionare dal nome della casa editrice e non dal contenuto del libro, le cose non cambieranno mai.

Crede nei premi letterari?

Sì, se sono seri e ideati da case editrici valide sono un ottimo trampolino di lancio per gli emergenti. Io diffiderei dei premi letterari che chiedono contributi elevati.

Secondo lei cosa forma uno scrittore?

Uno scrittore a mio avviso si forma tramite la lettura e dal viaggio interiore che fa con se stesso.

Chi è Monica?

Monica principalmente è una mamma che è cresciuta insieme ai suoi due ragazzi speciali, che ha lottato e lotta per dare loro una vita migliore. Monica è anche una moglie che ha un marito molto buono, che non si arrabbia mai anche se brucia il sugo perché sta componendo o dimentica le camicie da stirare perché sta cercando di terminare una recensione. Monica è un’inguaribile sognatrice, uno spirito libero anticonformista, che non ha mai amato la normalità, forse perché lei si è sempre sentita diversa. Vive un po’ nel suo mondo fatto di sogni e di speranze, quel mondo fantastico nel quale compongono gli artisti.

Per lei scrivere è vivere?

Scrivere è assolutamente terapeutico, aiuta a scindere, a respirare nuova energia. È un’esperienza consigliabile a tutti, anche ai non scrittori. Scrivere fa bene. Spesso non vengo compresa, ma è difficile spiegare il perché sia cosi importante per me lo scrivere. Solo leggendomi lo si comprende.

Cosa c’è nel suo futuro?

Nel mio futuro si spera ci sia lavoro nel mondo editoriale e poi ancora la scrittura. Sto terminando un libro a due mani, di un genere a me non consono, ma tornando alla domanda sulla sperimentazione io “esperimento”. Non pongo limiti, perché la versatilità è un grandissima fonte in questo campo.

Il suo saluto alla nostra redazione.

Ringrazio in primis Martino Ciano, che con mia grande sorpresa ha voluto darmi questa enorme possibilità e poi la Redazione, i collaboratori, e tutti quelli che hanno lavorato per un’ anonima scrittrice. Li saluto con affetto, mandando questo mio augurio: che non vi manchi mai la passione in ciò che state facendo. Grazie ancora a tutti!

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Martino Ciano

Classe 1982, vive a Tortora, comune della provincia di Cosenza. Promesso ragioniere, lascia la partita doppia per la letteratura, la poesia, la musica e il giornalismo. Si laurea in Scienze Storiche all’Università La Sapienza di Roma. Attualmente è corrispondente per l’emettente televisiva Rete 3 Digiesse. Nel 2011, l’incontro con Gli amanti dei libri, per cui cura la rubrica Amabili letture. Collabora anche con le riviste letterarie Euterpe, Satisfiction e Zona di Disagio di Nicola Vacca. Ama scrivere racconti, alcuni dei quali sono stati pubblicati su siti e riviste on-line. Tra questi, La logica del difetto è nel catalogo dalla Bla - Bookmark Literary Agency di Paolo Melissi. La sua pagina personale facebook è Dispersioni 82. AMABILI LETTURE: I libri che mi piacciono, i classici che mi hanno formato, il profumo delle parole che mi hanno riempito l’anima. Sono un lettore anarchico, che si sposta da un genere all’altro con il solo obiettivo di saziare le mie curiosità. Voglio condividere con voi le mie impressioni sulle opere che mi hanno reso un divoratore di parole. In questo spazio verrà data voce agli esordienti, agli autori dimenticati, ai poeti, ai sognatori, agli irregolari. La letteratura è arte e scrivere d’arte è il mestiere più bello del mondo.

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  • stel samo

    Ho letto l’intervista che ho molto apprezzato. Come Monica, anch’io mi cimento nell’arte dello scrivere e mi sono ritrovata completamente in quello che lei ha detto. Anch’io come lei, penso che c’è molta gente che ha un grande talento, ma che rimane adombrata perché è gente semplice che non ha alle spalle qualcuno che la sponsorizzi. Ciò che mi sento di dire a lei, ma anche a me stessa e a tutti gli altri che coltivano la nostra stessa passione, è di perseverare, perseverare, perseverare …

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