I morti non mi sono mai piaciuti – Giuseppe Fusari

Titolo: I morti non mi sono mai piaciuti
Data di pubbl.: 2026
Pagine: 320
Prezzo: € 20,00

Che volto mostrano i morti ammazzati? Sorpreso, con un’ultima contrazione involontaria, un’espressione inorridita. Questo pensa il commissario Amedeo Alessandri, per tutti Ale. A lui, di sicuro, i morti non sono mai piaciuti, non si è mai abituato a osservarli nella loro ultima manifestazione terrena. Ferrarese di nascita – manca però da vent’anni dalla sua città natale di cui conserva “una memoria poetica non reale” (p. 192) -, figlio di un’insegnante di matematica e di Roberto Alessandri professore universitario nonché celebrato, attento, preparatissimo storico dell’arte, Ale ha un vero culto per una dieta ferrea e gli esercizi fisici, tanto da recarsi in palestra prestissimo ogni mattina, e vanta un bel numero di tatuaggi sul corpo. Avrebbe dovuto seguire le orme paterne alle quali era stato preparato fin dalla più tenera infanzia, ma, per una tragica circostanza che i lettori scopriranno, così non è stato. È diventato un poliziotto, spinto e aiutato da un grande amico del padre, un uomo di potere che Ale chiama zio. Dopo cinque anni come agente sotto copertura e dopo essere a malapena scampato alla morte e alla cecità, oggi è commissario in una città del Nord – Brescia? Cremona? poco importa -. Gli avevano promesso un incarico tranquillo che smette di essere tale una mattina di ottobre, dopo un violento temporale notturno. Appoggiato a un albero in viale Zara giace il cadavere di uno dei più noti storici dell’arte cittadini, il trentasettenne Riccardo Mazza che, il caso ha voluto, Ale incontrasse proprio la sera prima nel vasto appartamento del prefetto durante il cocktail che seguiva l’inaugurazione della nuova mostra su 30 capolavori ritrovati a Palazzo Vassalli. A presentargli il silenzioso, sfuggente prof. Mazza è stato il PM Gargiulo. Una stretta di mano lieve e impacciata, la moglie del prefetto che lo trascina via con sé per una telefonata urgente. E ora Mazza è lì, sembra dormire contro quell’albero del viale, la testa fracassata, gli abiti in disordine. Un uomo stimato e riverito da collezionisti ed esperti d’Arte, uno la cui parola sull’autenticità di un quadro era Vangelo, uno dalle cui labbra tutti pendevano. Da dieci anni sulla scena, si avvaleva della collaborazione del direttore del Museo di Santa Chiara, il dottor Cirmoli, ma negli ultimi due anni lo si vedeva in giro di rado, chiuso nel suo sontuoso e immacolato appartamento cittadino. 

“Riccardo Mazza era riuscito a mettere in piedi la sua impresa per fare soldi. «Aveva costruito tutto meticolosamente. Fin dall’inizio. Niente esposizione mediatica. Niente social. Niente clamori. Un’immagine di basso profilo. Pochissimo da sapere su di lui. Alla fine era solo un esperto. Anzi, l’esperto.” (p. 55)

Ma chi era in realtà Riccardo Mazza? Chi e perché aveva un movente per ucciderlo? Come era riuscito, in pochissimo tempo, a scovare quadri che si credevano persi per sempre? Infine, com’è possibile che quell’impeccabile genio dell’Arte avesse l’intero corpo tatuato da un’unica parola?

Coadiuvato dal fedele ispettore Cragnotti e dagli altri agenti della squadra, Ale inizia un’indagine popolata da reticenze, false piste, colpevoli improbabili, suggestioni esoteriche e personaggi a dir poco ambigui, tutti, senza eccezione, depositari di un pezzo di verità, una verità contorta e distorta, peraltro sepolta in un passato che Ale conosce bene e che lo trascina in un vortice di ricordi legati alla sua infanzia e giovinezza, a suo padre, al suo lavoro di storico dell’Arte, alla sua morte. Un’indagine in cui è lui stesso a ricevere pesanti suggerimenti a lasciar perdere, tanto non ne verrà mai a capo. Un’indagine che Ale si sente, invece, obbligato a concludere in nome della Verità più che della Giustizia.

Giuseppe Fusari, vincitore con questo formidabile e imperdibile giallo della settima edizione del Premio Neri Pozza 2026, accademico dell’Ateneo di Brescia, insegnante di Storia dell’Arte presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, presbitero e collaboratore della parrocchia di Volta Bresciana, appassionato di bodybuilding, affida a noi lettori un libro intenso, dalla prosa ricca, martellante e sincopata. Perché così dovrebbe essere la musica che accompagna un’indagine di polizia: periodi brevi, attimi di fiato sospeso, rabbia che tracima, ricordi che è difficile seppellire. E un messaggio: l’inutilità d’inseguire la fama, che nasconde un insondabile vuoto, e la hubrís, quel terribile peccato di orgoglio e presunzione che spinge gli esseri umani a travalicare i propri limiti morali. 

Francesca Battistella

Francesca Battistella (Napoli, 1955) si è laureata in Antropologia Culturale nel 1979 alla Federico II di Napoli e ha conseguito un Master nella stessa materia presso la Auckland University, Nuova Zelanda, nel 1982. Ha lavorato come Lettrice d’Italiano e Storia Contemporanea nella stessa università nel 1983 e nel 1984. Tornata in Italia è stata traduttrice dal francese e dall’inglese per l’Istituto di Studi Filosofici di Napoli e in seguito per dieci anni segretaria di alta direzione, promoter, editor e organizzatrice di eventi presso la società INNOVARE, gruppo Banco di Napoli. Dal 2008 vive e lavora a Lugano, Svizzera. Negli anni ha pubblicato il romanzo storico Gli esuli (2004), un giallo Il parco delle meraviglie (2006), un noir Re di bastoni, in piedi, una trilogia gialla ambientata sul lago d’Orta che comprende La stretta del lupo (2012), Il messaggero dell’alba (2014), La bellezza non ti salverà (2016) e ancora un noir La verità dell’acqua (2019). Gli ultimi cinque libri per la casa editrice Scrittura&Scritture. Scrive recensioni per Gli amanti dei libri, la rivista Airone (Cairo editore) e Luoghi di libri.

Ti potrebbero interessare...

Per continuare a navigare su questo sito, accetta l'informativa sui cookies maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi