Data di pubbl.: 2025
Pagine: 243
Prezzo: € 16,00
La poesia di Sara Zanghì merita una riscoperta perché la sua voce traccia un percorso evocativo e vibrante, unico e autentico.
Grazie alla curatela di Roberto Deidier esce da Les Flâneurs nella collana Icone diretta da Alessandro Cannavale Le poesie, un volume che finalmente raccoglie l’opera poetica di Zanghì che già dai suoi esordi fu apprezzata da Amelia Rosselli.
Infatti, quando uscì nel 1986 Fort –da, Amelia Rosselli volle firmare al volume la prefazione.
«Nell’insieme – scrive Rosselli – il libro non ha le stretture concettuali di Montale¸ anzi è molto sonoro il verso, e nostalgico nei confronti d’uno spazio che è spesso quello siciliano, luogo natio della Zanghì che vi ha vissuto fino a trent’anni».
La poesia di Sara Zanghì ha nel suo DNA il pensiero meridiano e quella meravigliosa lentezza contemplativa che finisce per affascinare il lettore che resta sempre rapito dalle suggestioni mediterranee che i versi della poetessa rievocano.
«Ora che possiamo riconoscerla nella completezza del suo tracciato, – scrive Roberto Deidier nell’introduzione – l’opera di Sara Zanghì si mostra nella sua inconfondibile coloritura mediterranea, profonda e intima. Questa intimità, che fin dalle prime prove si stabilisce con il lettore, è data due principali percorsi tematici di quest’autrice, condizionati dall’infanzia e dall’amore».
Con questo volume, che comprende tutte le poesie di Sara Zanghì edite nei libri Fort – dà (1986), Testarda tregua (1987), Una sospettata inclinazione (1995 e 2002), ci permette di conoscere nei dettagli un’autrice per molto tempo ignorata, il cui percorso poetico è ricco di significati.
Grazie a Roberto Deidier adesso possiamo leggere le poesie di Sara Zanghì, entrare nel suo vissuto di donna e letterata, rendersi conto della straordinaria potenza dei suoi versi che sulla faccia fanno rumore con un ciglio di scavo che scuote e non lascia indifferenti (a proposito colpisco molto le poesie raccolte nella sezione Con la morte i conti, ecco un esempio: «Con la morte i conti / li faccio tutte le notti. / Quando il silenzio dà tregua / all’affanno della città / mi interrogo sul dispiacere che proverò / a non ritirami viva / mentre l’aurora si denuderà / e il rumore mi farà venire / voglia di scappare».
La parola di Sarà Zanghì ha radici solide nella memoria e ci piace pensare a lei come una viaggiatrice immaginaria che prende tra le mani la poesia è con essa trova una lingua tutta personale per raccontare un sentire autentico in cui è naturale ritrovare una voce mediterranea e cosmopolita che contiene nel suo mondo tutti i Sud nel mondo. Perché dove c’è il Sud c’è una terra che ci accoglie.

