Data di pubbl.: 2026
Pagine: 243
Prezzo: € 18,00
Esemplare, travolgente e magnifica, nonostante i tanti dolori – ma non è forse così ogni vita? – l’esistenza di Antonietta Costa Galera (Loano 1777 – Genova 1859) mirabilmente narrata con passione e precisione da Milena Contini e Michela Martignoni in questo romanzo che scorre veloce come il vento, che a volte spazza la città di Genova, e riporta a noi l’immagine di una donna coraggiosa e determinata, animatrice di uno dei più noti salotti culturali genovesi, pittrice, madre, moglie, amica e amante di uomini illustri.
Inizi difficili per Antonietta nella paterna casa Galera, nonostante la presenza dell’adorata balia Susanna e del figlio Gabrio, amico e fratello nel cuore. Promessa a sedici anni al Cavalier Verney si rifiuta di sposarlo e, di conseguenza, la madre Maria la sottopone a ogni genere di torture per convincerla al matrimonio, senza alcun risultato. A salvarla da un inferno fatto di costrizione al cibo – che lei rifiuta – e altre sevizie propinate prima dalla famigerata signorina Adele e poi dal castrato Alfonso, ci pensa Giacomo Costa, lontano parente della madre, uomo di cinquantotto anni dal fascino selvatico e irresistibile. Sarà lui che Antonietta sposerà contro il volere dei genitori che la dichiarano morta, ma alla fine sono comunque costretti a renderle la dote che le spetta. E sarà un matrimonio felicissimo, un’unione di menti e corpi che non tiene alcun conto della grande differenza di età. Da Giacomo, Antonietta avrà due figli, Anna e Bartolomeo. Grande sarà la sua pena quando Giacomo deciderà di ritirarsi nella villa di Quinto accanto al mare lasciandola nel palazzo genovese: vuole che sua moglie viva una vita piena, altri amori, altre avventure, tutto quello che per età lui non può più darle. Per Antonietta è difficile capire la capitolazione di un uomo amatissimo ma orgoglioso e pieno di principio di realtà. Un uomo che lei non smetterà mai di amare fino alla di lui morte e oltre.
Gli anni passano e con loro passa la Rivoluzione Francese e poi l’ascesa al potere di Napoleone Bonaparte. Antonietta ne incontra la moglie, la creola Josephine, durante una festa a Genova. La rivede a teatro, un collier, che come un serpente le avvolge il collo, e ne comprende il fascino misterioso e arcano. Corteggiata da uomini che la bramano per la sua bellezza e per il distacco che dimostra nei loro confronti, Antonietta cederà al generale napoleonico Andrea Massena, comandante della piazza di Genova durante l’assedio degli austriaci, il periodo più atroce per la popolazione disperata per la mancanza di cibo e l’imperversare di malattie mortali. In quei due mesi Antonietta si occuperà per quanto possibile dei malati negli ospedali e dei prigionieri austriaci su richiesta di un giovane Ugo Foscolo, un altro suo spasimante, subirà un terribile stupro e resterà di nuovo incinta fino all’aborto spontaneo.
L’incontro con Vincenzo Monti è forse il momento più basso nella vita di Antonietta che non si rende conto di essersi perdutamente innamorata di un narcisista maligno e di un efferato manipolatore finché non apre gli occhi, torna a vedere e lo licenzia in tronco. Intanto cade Napoleone e nel 1815 il Congresso di Vienna decreta l’annessione di Genova al regno Sabaudo mentre un altro giovane, Giuseppe Mazzini, le parla di un’Italia unita, un sogno che presto Antonietta condivide.
Ma le avventure di questa donna fuori dal comune non sono ancora finite. Le lasciamo scoprire ai lettori insieme ai mille altri dettagli sparsi fra le pagine di questo bel libro. Resta nel cuore l’immagine di una donna bellissima, dal carattere forte che nulla è mai riuscito a piegare. Una donna di grande intelligenza, intuito e lungimiranza dalla quale noi, oggi, non possiamo che prendere esempio mentre ringraziamo le autrici per averci riconsegnato Antonietta, la bella Costa, e la sua vita straordinaria.


