Un incantevole aprile – Elizabeth von Arnim

Titolo: Un incantevole aprile
Autore: Elizabeth Arnim
Casa Editrice: Fazi editore
Genere: narrativa classica
Pagine: 287
Prezzo: 15€

“Tutto ebbe inizio a Londra in un club per signore, un pomeriggio di febbraio … , quando Mrs Wilkins, …, vide questa inserzione: Per gli estimatori dei glicini e del sole. Piccolo castello medievale italiano sul Mediterraneo affittasi ammobiliato per il mese di aprile.”  – (pag. 1)

Questo è l’incipit del romanzo, tutto ha un’origine casuale, un annuncio spinge Mrs Lotty Wilkins a desiderare una pausa dalla propria triste esistenza. Ella risparmia da tempo per i tempi bui, ha un marito, una vita dignitosa ma scialba e sembra i tempi bui li stia ormai vivendo da sempre. La pigione è sopra le sue possibilità ma magari trovando delle compagne di viaggio, potrebbe permetterselo.

Mrs Wilkins conosce di vista Mrs Rose Arbuthnot, la vede in chiesa e la stima per le sue attività benefiche per cui decide di rivolgersi a lei per coinvolgerla nel proprio progetto di soggiornare in Italia. Dopo un po’ di insistenza da parte di Lotty e dato che anche Rose ha problemi coniugali col suo Frederick, anch’ella decide di partecipare al viaggio in Italia.

Le spese risultano ancora elevate per due persone, il castello prevede otto posti letto, quindi le due donne decidono di pubblicare a loro volta un annuncio per trovare altre due compagne e le uniche che rispondono sono Mrs Fisher e Lady Caroline.

Mrs Fisher, la più anziana del gruppo, è una vedova che vive di ricordi ormai lontani e vorrebbe passare del tempo in solitudine.

Lady Caroline, invece, è una giovane ereditiera, annoiata dai complimenti e dalle mille attenzioni  che è abituata a ricevere e che ormai le danno la nausea, alla ricerca di un po’ di pace.

L’effetto del castello è immediato per Lotty, nonostante il viaggio travagliato e l’arrivo in piena notte.

“La prima cosa da fare in questa casa, disse con solenne dolcezza, è darci un bacio” – (pag. 72)

Col passare dei giorni Lotty rifiorisce e vede con occhi diversi il suo Melleresh tanto da invitarlo a raggiungerla. Il suo entusiasmo è contagioso, ben presto anche Rose inizierà a beneficiare dell’atmosfera amena del castello ma il suo rapporto con Frederick è così logoro che teme non la considererebbe nemmeno se lo invitasse.

“Smisero di parlare, di menzionare il paradiso e si aprirono al mondo, pronto ad accettare tutto.” – (pag. 101)

Come evolveranno le cose per le protagoniste? Riuscirà l’arcigna Mrs Fisher a riscaldare il suo cuore e la snob Lady Caroline a vedere oltre se stessa? Lascio a voi scoprirlo.

La liricità dei luoghi opera un cambiamento in tutti gli ospiti, chi prima e chi dopo, alla fine credo il tutto faccia effetto anche al lettore, personalmente ho provato un certo rasserenamento alla fine.

“Il colore si riversava dappertutto, colori uno sull’altro a strati, colori che scorrevano a fiumi … Rimasero a osservare in silenzio questa moltitudine di incanti nel suo allegro scompiglio” – (pag. 98)

Si tratta di un romanzo d’ambiente, descrive infatti uno spaccato della vita degli inglesi del primo Novecento, tra borghesia e nobiltà. E’ stato scritto quasi un secolo fa, per la precisione nel 1921, eppure ha un fascino intramontabile.

L’introduzione iniziale al romanzo ci illustra il contesto in cui il romanzo è maturato e ci racconta dell’autrice, conoscendo la sua storia si può capire da chi e cosa abbia trovato spunto per la stesura del romanzo e soprattutto per la caratterizzazione dei personaggi.

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laureanda in ingegneria gestionale con la passione per la lettura, il cinema, i viaggi e la cucina

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