Scuola media. Gli anni peggiori della mia vita – James Patterson, Chris Tebbetts

Titolo: Scuola media. Gli anni peggiori della mia vita

Autori:  James Patterson, Chris Tebbetts

Traduzione: Pietro Formenton

Illustratore: Laura Park

Editore: Salani

Genere: narrativa per ragazzi

Anno di Pubblicazione: 2013

Pagine: 284

Prezzo:12 €

James Patterson è uno dei più grandi fenomeni editoriali dei giorni nostri, uno degli autori che ha venduto di più al mondo, scrittore perlopiù di thriller per un pubblico adulto e, con Scuola media: gli anni peggiori della mia vita, si rivolge per la prima volta ad un target adolescenziale. Tutti siamo stati alla scuola media, quindi tutti conoscono quel momento della vita in cui ci si stacca dalla famiglia per entrare in un mondo di grandi. E la distanza che separa i due mondi può generare una crisi profonda perché non sempre gli interessi e le speranze  di un ragazzino undicenne che si affaccia all’adolescenza sono compresi dalla scuola.

Questa è la storia di Rafe Khatchadorian, prima media, ragazzino introverso ma dotato di una fervida immaginazione. Inserito in questo nuovo mondo attua una sua strategia di sopravvivenza diventando un protagonista perfetto per questo libro. Non è sicuramente cattivo ma, agli occhi degli adulti, si comporta da ragazzaccio, insomma un bad boy. E la letteratura per ragazzi non è certo priva di simili esempi: dal classico Tom Sawyer di Mark Twain al più attuale Bart Simpson. Del resto al lettore piace scoprire “il cuore d’oro” nascosto da qualche parte sotto l’aria cattiva e Rafe è un protagonista abbastanza trasgressivo da essere interessante, ma sotto sotto abbastanza buono ed anche intelligente perché ha ben chiara la differenza tra giusto e sbagliato.

La storia prende l’avvio con il discorso di apertura dell’anno scolastico del preside. In tale occasione viene distribuito a tutti gli alunni un libretto con il Codice di Comportamento dell’istituto, una lista di 112 regole. Rafe ha un’idea: trasgredirà tutte le regole, una per una. Inizia l’operazione R.A.F.E. (Regole Assurde Finirete Eliminate). Questa sarà la sua grande impresa che gli permetterà di staccarsi dal mondo dei piccoli e farsi largo tra bulli, perfide insegnanti e ragazzine irraggiungibili.

Leggendo questo esilarante racconto si scoprirà come Rafe porterà a termine la missione che si era prefissato tra rocambolesche avventure non solo descritte ma sapientemente illustrate.

Il libro, da pochissimo in Italia, è già ai vertici delle classifiche della narrativa per ragazzi. In America si trova sugli scaffali il secondo volume perché la storia di Rafe sta diventando una vera e propria saga per i più giovani. La Salani, con l’uscita del libro, ha lanciato una serie di iniziative per far scoprire ai ragazzi quanto sia divertente leggere.

Il simpatico romanzetto, scritto a quattro mani con Chris Tebbets, può benissimo essere tra i libri da inserire nella valigia delle vacanze anche di un adulto: i gustosi siparietti creati dal monello protagonista sono gli stessi che ognuno di noi ha vissuto perché in ogni classe c’è sempre stato – mi smentisca chi asserisce il contrario – un Rafe e riviverlo in questa lettura è un po’ riappropriarsi della  passata adolescenza.

      

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  • Nella Bernardi

    ho letto il libro “scuola media, gli anni……” devo dire che non merita la popolarità che gli viene attribuita, sicuramente un servizio di marketing studiato appositamente per farne un best seller immeritato, non riesco a vedere o riconoscere dove sia così esilarante, è senz’altro un libro povero di testa e povero di cuore. Alla fine la scuola riconosce al ragazzo ciò che gli è artisticamente connaturale e pertanto viene giustamente aiutato. La trovo una storia tristissima dall’inizio alla fine dove una madre scellerata sembra accorgersi o prende posizione o si fa presente solo al culmine delle catastrofi scolastiche portate avanti da un bambino che il mondo intero ignora la sua esistenza e i suoi bisogni. Non riesco davvero a capire dove si trovino i punti divertenti ed esilaranti definiti dalla copertina del libro.
    Non mi è piaciuto per nulla e nemmeno mi passa per l’anticamera del cervello di regalarlo a qualcuno, starei molto male se fossi a conoscenza di un caso del genere…

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