Prendi la mia vita – Lottie Moggach

Titolo: Prendi la mia vita
Autore: Moggach Lottie
Data di pubbl.: 2015
Casa Editrice: Nord
Genere: Romanzo
Traduttore: Patrizia Spinato
Pagine: 296
Prezzo: 16,40

“Prendi la mia vita” è il romanzo d’esordio della giornalista Lottie Moggach. Questo romanzo pubblicato dalla casa editrice Nord può essere visto sia come un romanzo thriller che come un saggio sull’abuso dei nuovi mezzi di comunicazione. Prima di iniziare a parlare della trama del libro voglio sottolineare come la bellezza di un libro spesso non sia una trama avvincente quanto  gli interrogativi che riesce a porre in chi lo legge.

Leila è una ragazza sola e timida che fa fatica a costruire relazioni sociali. Il suo lavoro lo svolge da casa e l’unica persona con cui ha dei contatti è la madre molto malata. La perdita della madre la chiuderà ancora di più in sè stessa e le sue relazioni si focalizzeranno nel web prima in giochi di ruolo per culminare in un forum filosofico diretto da Adrian, un carismatico leader abile nel plasmare giovani menti fragili.

Tess è l’opposto di Leila: è una ragazza dinamica, estroversa, sensuale, appariscente, con molte relazioni. Una persona che sembra splendere di luce propria ed attirare tutti gli uomini che ha attorno a sè. Tess è in realtà molto debole, non riesce a mantenere un lavoro, è talmente umorale che perde facilmente amori e amicizie, ha molte dipendenze (alcool e droga) e ha bruciato tanto velocemente le tappe della sua vita che sente il desiderio di lasciare tutto alle spalle e morire.

Il terzo elemento di questo libro è Adrian,  ideatore del forum filosofico Red Pill ( facile il riferimento alla pillola onirica di Matrix) dove convoglia e plasma giovani menti. Questi giovani vivono nel web più che nella realtà,  cercano una scalata sociale virtuale e non reale, farebbero qualsiasi cosa per ottenere l’approvazione del loro leader dall’aderire al suo credo iperlibertario a contribuire ai suoi piani che sfociano nell’eutanasia.

Leila, nel corso del romanzo, scala sempre di più la gerarchia della setta virtuale e riesce ad incontrare di persona il suo mentore che le propone un folle piano: impersonare nel web (e mail, social forum, Twitter e Facebook) Tess, la donna che vuole suicidarsi in maniera dolce e graduale per non far soffrire troppo parenti e amici. Leila accetterà questo progetto e conoscerà Tess attraverso varie mail e colloqui via Skype; quando avrà appreso ogni aspetto della vita della persona che dovrà impersonare incomincerà a vivere la vita di Tess nel mondo virtuale.

Tess vivrà agli occhi dei suoi amici attraverso i suoi post, le sue mail ed i suoi like su Facebook.  Tutto falso, vita, lavoro ed amicizie, ma reso credibile attraverso una conoscenza accurata delle relazioni, dello stile e di quello che ama e detesta la persona che deve impersonare.  Il lavoro sembra semplice per Leila finché non s’innamorerà di Connor, un ex amante di Tess, un amore che la indurrà a voler uscire dal mondo virtuale  a quello reale.

La trama è semplice, ma quello che più mi ha colpito come lettore è come negli ultimi anni siamo abituati a condividere più che vivere, mostrare non quello che siamo, ma quello che crediamo possa piacere agli altri, dimostrarsi coraggiosi nel web quando si è pavidi nella realtà. Un libro che entra nella nostra quotidianità e ci interroga sulle nostre abitudini e sulle modalità in cui noi ci relazioniamo con il mondo.

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