Poesie (2020 – 1997) – Vittorino Curci

Titolo: Poesie (2020 -1997)
Autore: Vittorino Curci
Data di pubbl.: 2021
Casa Editrice: La vita felice
Genere: Poesia
Traduttore: Prefazione di Milo De Angelis
Pagine: 164
Prezzo: € 16,00

Vittorino Curci è una delle voci più interessanti e consolidate della poesia italiana contemporanea. Non solo poeta, ma anche raffinato musicista, artista eclettico capace con geniale versatilità di esplorare la conoscenza con una ricerca sempre personale e riconoscibile.

Nel 1999 ha vinto il premio Montale per la sezione inediti. Scrive poesie da più di vent’anni, oggi cura per La Repubblica edizione di Bari  la Bottega della poesia.

Vittorino ha deciso di fare un bilancio della sua quasi trentennale attività poetica. Da La vita felice esce adesso Poesie (2020 – 1997), un’autoantologia che ci permette di conoscere il mondo complesso e affascinante del poeta pugliese. Milo De Angelis nella prefazione scrive: «Così il fascino di questa poesia è un soffio polifonico che raccoglie in sé diverse tonalità – dall’elegia alla riflessione sapiente, dall’invettiva alla supplica – per ricrearsi continuamente dalle sue ceneri, che sono le ceneri personali ma anche quelle della Storia: è una prospettiva vasta e generale, un’inquadratura in campo lungo, uno sguardo nitido e insieme visionario».

Vittorino Curci in questi lunghi anni al servizio della parola ha attraversato la poesia, e la sua poetica come un laboratorio di ricerca sempre in cammino ha varie fasi, tutte salienti e rappresentative, che hanno disseminato tracce importanti. La poesia di Vittorino Curci è un paesaggio letterario in cui le idee e le intuizioni incontrano sempre l’esistenza con il suo bagaglio di misteri e contraddizioni.

La sua poesia è sempre scritta nella verità dell’inchiostro e lui è sempre stato un poeta che con una fatica intelligente è entrato nella parola scegliendo sempre le vie più scomode.

In Sospeso tra due moltitudini estreme (2000) e in La stanchezza della specie (2005), il poeta indaga con la parole le rovine, si sofferma sul mistero del silenzio, è testimone della sua epoca e dei suoi sorrisi trafugati da sconfitte.

Ne Il frutteto (2009) è interessante l’esperimento della poesia – racconto. Il poeta si abbandona a un flusso di coscienza e nei testi di questa raccolta costruisce una poesia (che si contamina spesso con la prosa) di storie, quasi volesse mettere la vita in versi e presentarla al lettore nella sua cruda realtà.

Vittorino Curci è un poeta polifonico, sempre capace di reiventarsi, sperimentare e regalarci nuove prospettive.

Nella sua poetica arriva una svolta che fa di lui il poeta concreto che oggi apprezziamo.

Il libro che segna nella sua poetica una rivoluzione copernicana è Il pane degli addii (2012)

Qui Vittorino Curci raccoglie versi che presuppongono un meditato ascolto. Il poeta da subito non si sottrae alle contraddizioni del mondo e le attraversa chiamando in causa il lettore. Insieme a lui si sporca le mani con l’immobilità della vita, entra nel gelo del tempo, come un viandante incerto affronta la nebbia che inibisce l’orizzonte.

L’inferno a cielo aperto, questo racconta Curci mentre redige l’inventario delle ferite che non si rimarginano.

Davanti alla contemporaneità non resta altro da fare che scrivere una poesia per l’urgenza che richiede il tempo. Questo è il compito etico che svolge Vittorino Curci.

Nella sua raccolta sono catalogate le sconfitte, mappati e rendicontati i vuoti e le cancellature.

Il pane degli addii inaugura una nuova stagione della poesia di Vittorino Curci, che diventerà da ora in poi poeta e uomo implicato con la carne delle parole nell’accadere che lo riguarda e che ci riguarda.

Leggendo L’ora di chiusura, il suo ultimo libro uscito del 2019, troveremo il poeta che apre le porte a una malinconia immanente, quella che tocchiamo ogni giorno nei nostri passaggi non sempre facili in un quotidiano con il quale questo tempo ci costringe al conflitto.

Le parole della sua poesie sono nette, recidono, sanguinano quindi significano.

Della poesia di Vittorino Curci mi piace molto la sua urgenza. Lui è un poeta che sente scorrere nel sangue le ragioni della parola, materia viva nello specchio cieco del mondo.

Questo libro prima di tutto è l’itinerario umano di un poeta che non saprebbe vivere senza la passione per le parole. Anche se queste molto spesso arrivano per fare male.

 

 

 

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