Passare la notte a studiare sugli eBook? No grazie, ancora sui libri di carta

Leggono e studiano su libri di carta, hanno pc e dotazioni tecnologiche ma le usano per socializzare più che per studiare o per leggere: ecco i ragazzi di oggi, i manager di domani. E’ quanto emerge dall’indagine “Passare la notte sull’eBook? Studenti universitari, manuali per lo studio e nuove tecnologie” a cura dell’Ufficio studio dell’Associazione Italiana Editori (AIE), realizzata in base ai 2.196 questionari compilati dagli studenti universitari che hanno partecipato al concorso è-book (in allegato gli slogan dei dieci vincitori) e presentata questa mattina a Roma (la sintesi è in allegato) nella giornata conclusiva del Maggio dei libri.

Chi sono questi giovani (età media 23 anni – per il 65,9% tra i 20 e 24 anni)? Ragazzi che leggono certo, ma il 22% non legge più di 4 libri all’anno diversi da quelli di studio. In media leggono – oltre a quelli universitari – circa un libro al mese.

Sono tecnologici? Non tanto quanto si creda e li si rappresenti: pressoché tutti (il 99,5%) hanno e usano il pc. La metà (circa) utilizza uno smartphone (è il 48,9% degli intervistati). Solo uno su dieci invece ha un tablet (è il 13,5%) o un e-reader (è l’11,5%).

Usano Facebook più che le tecnologie: praticamente tutti sono su Facebook (l’86,9%); già meno della metà hanno invece un profilo Twitter (il 40,8%) o un accesso a Google+ (29,1%). Solo uno su dieci (l’11,4%) è iscritto ad Anobii, il più importante e noto social network dedicato a libri e lettura.

Come studiano: scelgono ancora libri (universitari) di carta, anche se carta e digitale per loro convivono tranquillamente. Le tecnologie sono un’integrazione dei tradizionali manuali di carta (utilizzati in modo continuo dall’81,4%): il 30,9% utilizza anche testi reperiti online, e – ad oggi – solo il 19,9% usa ebook. Il 63,8% integra lo studio con gli appunti di lezione, percentuale quasi identica a chi utilizza materiali online forniti dal docente nelle piattaforme d’ateneo (59,9%). Anche in questo caso analogico e digitale convivono.

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  • Rinkashika

    Il punto è che l’e-reader non riesce a dare la visione di insieme che da un foglio. Studiarci non è la stessa cosa che leggere un libro anche se sono permesse azioni come la sottolineatura.

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