Parigi è sempre una buona idea – Nicolas Barreau

Titolo: Parigi è sempre una buona idea
Autore: Barreau Nicolas
Data di pubbl.: 2015
Casa Editrice: Feltrinelli
Genere: Commedia
Traduttore: Monica Pesetti
Pagine: 264
Prezzo: 15,00

Nel quartiere di Saint-Germain, uno dei più celebri e pittoreschi di Parigi, c’è rue du Dragon, una graziosa stradina fiancheggiata da edifici medievali, a pochi passi dalle chiese di Saint-Germain-des-Prés e di Saint-Sulpice. Qui, tra una boulangerie, un bel negozio di scarpe, numerosi caffè e ristoranti e, perfino, la casa dove ha vissuto Victor Hugo, potreste imbattervi in un negozietto con una vecchia insegna in legno, un grazioso campanello d’argento sulla porta e, all’interno, mensole piene di carta da lettere, biglietti e cartoline finemente illustrati: la papeterie di Rosalie Laurent.

La giovane e bella Rosalie ha un grande talento d’illustratrice e, a dispetto dei desideri della madre, ha aperto la cartoleria Luna Luna grazie alla quale fa conoscere ai clienti i suoi biglietti dei desideri, deliziose cartoline che illustra a mano e su ordinazione. Caparbia e affascinante, Rosalie è una ragazza che sa gioire dei piccoli piaceri quotidiani ed è una grande sostenitrice dei rituali: “i rituali davano una forma alla vita, aiutavano a creare un ordine nel caos e mantenere una visione s’insieme. Il primo caffè della mattina. Il croissant della boulangerie. La passeggiata quotidiana con William Morris. La fetta di tarte au citron nei giorni dispari. Il bicchiere di rosso dopo la chiusura. Il mazzo di nontiscordardimé sulla tomba del padre ad aprile” (p. 27)…sicuramente Rosalie ha una sua personale idea di vita felice! A queste piacevoli abitudini, se ne aggiunge una molto particolare che la ragazza non manca mai di osservare il giorno del suo compleanno: salire i settecentoquattro gradini della Tour Eiffel fino al secondo piano e, da lì, lanciare in aria un biglietto su cui ha scritto un desiderio.

I suoi desideri non sono mai stati esauditi fino al giorno in cui il destino le fa conoscere Max Marchais, anziano e celebre scrittore per l’infanzia, che le chiede di illustrare il suo nuovo libro, La tigre azzurra: una collaborazione che ottiene un enorme successo.
La tigre azzurra è una favola magica, che si rivela capace di lanciare la carriera di illustratrice di Rosalie e, soprattutto, di farle conoscere un affascinante professore americano, innamorato di Parigi e convinto, per qualche oscuro motivo, che la storia sia sua e non di Max Marchais. Indagare è d’obbligo: l’americano è un po’fuori di testa oppure è Marchais a nascondere un segreto?

Una storia frizzante e romantica in una Parigi immersa tra scrittura, arte e sentimenti. Come nei precedenti romanzi, Nicolas Barreau riesce con grazia e sentimento a trasportare il lettore in una romantica favola contemporanea: una giovane donna un po’sopra le righe, un uomo affascinante e di cultura, un legame che si consolida man mano nello scoprire, al di là dell’attrazione, di avere tantissime cose in comune. Non manca nessuno dei deliziosi ingredienti ai quali l’autore ci ha abituato e con i quali è capace, ogni volta, di sfornare una storia deliziosa; piacevole è l’alchimia che si crea tra i personaggi: battute frizzanti, battibecchi e incomprensioni come nella più classica delle commedie romantiche.

Protagonista d’eccezione è la capitale francese, che appare in tutto il suo charme indolente e artistico, trasportandoci in un’atmosfera nella quale joie de vivre e nonchalance sono all’ordine del giorno. Nicolas Barreau sembra innamoratissimo della sua città e riesce sempre sottolinearne l’allure magica e misteriosa, conferendole un fascino d’altri tempi come i personaggi che predilige, sempre un po’avversi alla contemporaneità e innamorati di storia, arte, musica, letteratura e passeggiate notturne.
Quella in cui vive Rosalie è una Parigi dove si fanno “le ore piccole a dipingere, scrivere, leggere e discutere bevendo vino rosso e la mattina dopo ci si alza con calma, possibilmente iniziando la giornata con una bella tazza di café au lait a letto” (p.18): probabilmente non sono molti i parigini che vivono in questo modo, anzi, ma…possiamo sempre continuare a crederlo!

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Chiara Barra

Se dovessi partire per un’isola deserta, e potessi portare con me soltanto un libro...sarebbe un’ardua impresa! Come immaginare la vita senza il mistero di Agatha Christie, la complessità di Milan Kundera, la passione di Irène Nemirovsky, l’amarezza di Gianrico Carofiglio, il calore di Gabriel Garcia Marquez, la leggerezza di Sophie Kinsella (eh sì, leggo proprio di tutto, io!). Ho iniziato con “Mi racconti una storia?” e così ho conosciuto le fiabe, sono cresciuta con i romanzi per ragazzi che mi tenevano compagnia, mi sono perdutamente innamorata dei classici...che ho tradito per i contemporanei (ma il primo amore non si scorda mai)!

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