Perdersi- Elizabeth Jane Howard

Titolo: Perdersi
Autore: Elizabeth Jane Howard
Data di pubbl.: 2020
Casa Editrice: Fazi, Fazi editore
Genere: romanzo psicologico
Traduttore: Sabina Terziani, Manuela Francescon
Pagine: 421
Prezzo: 20

Harry Kent è molte cose ma una cosa di sicuro non la è: una persona onesta. Harry, rimasto orfano in giovane età ha avuto una vita fatta di tensioni, di voglia di libertà tristemente mescolata a una feroce paura che lo ha portato a seguire il destino paterno. Ma non è questo ciò che rende Harry una persona deprecabile. Harry è un manipolatore e un imbroglione. Grande seduttore fin dalla giovane età, Harry ha sempre saputo come muovere le donne, come far fare loro quello che voleva e come ingannarle per bene. Ma il tempo passa e le sue bugie vengono mano a mano smascherate. Harry arriva a sessant’anni, due matrimoni falliti e una grande solitudine ad accompagnarlo. Nel ripercorrere la sua esistenza, Harry non riesce a trovare un po’ di redenzione o una riflessione critica sul suo vissuto ma decide di cercare una nuova vittima per i suoi scopi. Una nuova donna da irretire e da conquistare, forse per non passare quello che resta della sua vita in solitudine.

Inizia così una grande e minuziosa preparazione, fatta di bugie e di storie a cui Harry stesso finisce per auto convincersi, fino ad arrivare, dopo molti tentativi alla conoscenza di Daisy, una drammaturga che ha appena superato i sessant’anni e che vive in un grazioso cottage assieme alla figlia. L’incontro tra Harry e Daisy, segnato da un crescente interesse da parte di Harry verso quella vedova così brillante quanto ingenua, diventa una sfida costante che mira ad arrivare al cuore della donna in un crescendo di tensione amorosa e passione. Ma non tutto va secondo i piani di Harry. Daisy è molto amata e circondata da familiari e amici che riescono a vedere oltre alla coltre di bugie di Harry e che sono disposti a tutto pur di fermare questa relazione malsana.

 

Fin dalle prime pagine, momento in cui Harry inizia a narrare la sua storia e a presentarsi al lettore,  non ho potuto non associare la figura di Harry Kent a quella di Zeno Cosini, il famoso protagonista del fortunato romanzo di Italo Svevo.  Ma a differenza di Zeno che era un’anima semplice sconfitta da se stessa e in perenne lotta contro la propria inettitudine (e mi scuso per queste parole forti sia con Zeno sia con Svevo) Harry mi è parso subito una creatura infida, piegata dalla propria inettitudine quanto sporcata dalla propria promiscuità. Il signor Kent si racconta ai lettori senza suscitare il benché minimo desiderio, senza che un briciolo di pietà possa sorgere per lui (almeno Zeno riuscivo a compatirlo). È proprio il caso di dirlo: Harry Kent è un personaggio detestabile. Le sue prodezze, raccontate senza filtri e con uno sguardo crdo e disincantato, quasi fastidioso, lo rendono una figura cupa e maligna che si muove ghignando e compiacendosi davanti agli occhi impotenti del lettore. Non so perché spedo tante parole per raccontare di Harry Kent e della forte antipatia che provo per lui. Forse perché, alla fine, è un personaggio che nella sua complessa e malata psicologia è estremamente realistico e verosimile e credo che molti nella vita abbiano avuto a che fare con spregevoli individui come il sig.Kent.  a contrapporsi alla tenebra viscida di questo personaggio maschile vi è, quasi si trattasse del disegno dello Yin e dello Yang, un personaggio che è tanto adorabile quanto Kent era detestabile. La buona Daisy, l’ingenua Daisy che non riesce, vittima forse della sua stessa voglia di colmare un vuoto tetro che si cela nella sua esistenza, a guardare oltre il velo di Maya e a scoprire Harry Kent per quello che davvero è. La sua ottusa dolcezza quasi provoca una nuova irritazione nel lettore segno che Elizabeth Jane Howard sa davvero come raccontare dei personaggi. Personalmente ho gradito molto questo libro. Ho gradito lo scorrere continuo della narrazione e la buona descrizione dei personaggi che vengono messi a nudo in tutta la loro (terribile) completezza come sono rimasto affascinato dall’idea del truffatore “romantico” che si nasconde dietro un finto volto rispettabile di Harry Kent. L’autrice, con una grazia narrativa davvero insolita e particolare, affronta numerosi e attualissimi temi come quello dell’assoggettamento degli individui ma anche della violenza che si instaura tra uomo e donna, una violenza che non è fatta di urla e di percorse ma di parole che trasformano la realtà, la modificano e feriscono le anime nel profondo.

Ho molto apprezzato Perdersi un libro che ho trovato piacevole e intrigante al punto giusto e che più volte è stato in grado di lasciarmi emozioni intense e molto forti. Non credo di aver abbastanza spazio o tempo per continuare questa recensione senza rischiare di scadere nel banale o nell’anticipare troppo ai lettori che possono essersi incuriositi. Diciamo che, se siete alla ricerca di un libro consistente e profondo, qualcosa che vada oltr il leggero e il banale, questo è il romanzo giusto per voi.

Consigliatissimo

5

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Gabriele Scandolaro

Mi chiamo Gabriele e sono un lettore. Ho iniziato a leggere quando ero molto piccolo, complice una nonna molto speciale che invece delle classiche favole riempiva le mie giornate raccontandomi i capolavori teatrali di Shakespeare e di Manzoni. Erano talmente avvincenti le sue narrazioni che, appena mi è stato possibile, ho iniziato a leggere per conto mio. Ma terminato il mio primo libro ne ho iniziato subito un altro. Poi un altro. Da allora non riesco più a smettere di leggere. Quando non leggo o studio, lavoro come Educatore e suono il violino.

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