Generazione 100 euro – remix – Antonio Incorvaia, Alessandro Rimassa

Titolo: Generazione 100 euro - remix
Data di pubbl.: 2016
Casa Editrice: Feltrinelli
Genere: letteratura contemporanea
Pagine: 162
Prezzo: 5,99 €

Claudio è un giovane libero professionista che si muove con fatica tra le mille insidie del mondo del lavoro, con tutte le difficoltà che comporta l’avere oggi, nel nostro bel paese, una partita IVA. E’ un avvocato? No. Allora un architetto? Nemmeno. Forse un giornalista? Niente di tutto questo. Claudio sbarca il lunario facendo il “Social Media Manager”, una figura professionale nuova che fatica ad acquisire dignità a causa della cultura del nostro paese, così legata ancora alla tradizione: “Sia chiaro: a me piace il mio lavoro, ho studiato sodo (durante e dopo l’Università) per acquisirne le competenze necessarie e non lo cambierei mai con quello che volevano farmi fare i miei genitori. Certo, dici “Medico”, “Architetto”, “Avvocato” o “Giornalista” e ti fanno i complimenti anche se sei disoccupato, dici “Social Media Manager” e ti ridono in faccia anche se hai appena sbancato Facebook con la gif di un gattino” (p. 6), ironizza Claudio.

Seppur bistrattato, l’impegno richiesto al Social Media Manager è grande:  riunioni, incontri, serate passate davanti al pc per preparare presentazioni, viaggi di lavoro mal (o nulla) rimborsati… Claudio si arrabatta come può in un mondo ostile nei suoi confronti, facendo i conti con la mancanza di tutele e con una pressione fiscale opprimente: “i clienti continuano a non pagarmi, due giorni fa ho sborsato 270 euro per non so quale tassa (ormai sono arrivato al punto che finché non mi entra Equitalia o la Finanza in casa non mi faccio neanche più domande) e, con tutti gli extra imprevisti che mi sono piombati addosso, mancano dieci giorni alla fine del mese e sono già alla canna del gas” (p. 59). Tuttavia, il nostro simpatico protagonista ha molte carte da giocare: è intelligente, brillante e volenteroso, capace di uno sguardo ironico e divertito con cui rilegge la realtà a volte difficile nella quale vive. Esuberante e determinato, Claudio si muove tra trentenni pieni di capacità e di frustrazioni in una Milano sempre meno da bere (bhe, dodici euro a consumazione…), ma che mantiene il suo fascino dinamico e metropolitano.

Divertente e brillante, Generazione 1000 euro – remix si legge velocemente, col sorriso sulle labbra, non senza prendere coscienza della realtà che racconta e ben descrive in un’ironica riflessione senza scampo sul presente: trentenni che si muovono tra smart office e startup, tra appartamenti in condivisione e spesa al supermercato coi soldi contati, in un continuo uso e abuso di anglicismi (con i quali i due autori sanno sapientemente giocare). Coscienti che il sistema sia corrotto e che il precariato sia ormai una condizione diffusa, Antonio Incorvaia e Alessandro Rimassa non spingono tuttavia sull’autocommiserazione, ma invitano a riflettere sulla scelta di essere alla costante ricerca di un miglioramento, prendendo coscienza delle proprie capacità.

Deejay, visual merchandiser, store manager o art director: quale sia la professione scelta, questi giovani sono alla ricerca del loro posto del mondo, della credibilità che gli spetta e dello stipendio adeguato al loro impegno. E, come poteva mancare? Anche e soprattutto di relazioni, amicizia e amore che siano, perché anche nelle giornate più difficili, “una cosa so per certa: che non sono da solo, e che posso contare sui miei amici” (p. 37). Brillante, fresco e arguto: consigliatissimo.

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Chiara Barra

Se dovessi partire per un’isola deserta, e potessi portare con me soltanto un libro...sarebbe un’ardua impresa! Come immaginare la vita senza il mistero di Agatha Christie, la complessità di Milan Kundera, la passione di Irène Nemirovsky, l’amarezza di Gianrico Carofiglio, il calore di Gabriel Garcia Marquez, la leggerezza di Sophie Kinsella (eh sì, leggo proprio di tutto, io!). Ho iniziato con “Mi racconti una storia?” e così ho conosciuto le fiabe, sono cresciuta con i romanzi per ragazzi che mi tenevano compagnia, mi sono perdutamente innamorata dei classici...che ho tradito per i contemporanei (ma il primo amore non si scorda mai)!

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