Nero Caravaggio – Max e Francesco Morini

Titolo: Nero Caravaggio
Autore: Max e Francesco Morini
Data di pubbl.: 2017
Casa Editrice: Newton Compton Editori
Genere: Giallo & Thriller
Pagine: 256
Prezzo: 9.90

Misericordia era soddisfatto. Seduto su una sedia scalcinata del commissario aveva cominciato a fornire al povero Ceratti un po’ di lumi, l’ispettore troppe cose non sapeva e troppe cose non gli tornavano, l’esistenza di Aurora-Maddalena per esempio.” (p. 225)

Ettore Misericordia gestisce da molti anni una piccola libreria storica nel centro di Roma, insieme al suo fedele assistente Fango. Entrambi vengono coinvolti dall’ispettore Ceratti nelle indagini di un omicidio avvenuto vicino Piazza Navona, nella Basilica di Sant’Agostino in Campo Marzio, proprio sotto il celebre dipinto La Madonna dei Pellegrini di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio. Il cadavere appartiene ad un cittadino romano di nome Paolo Moretti, ucciso con un oggetto molto affilato e sottile, in pieno giorno.

Diversi sono gli interrogativi a cui rispondere dato che l’arma del delitto non si trova e Paolo Moretti apparentemente non sembra avere nemici. Ma c’è un filo conduttore neanche troppo sottile che lega la vittima al genio del ‘600 Caravaggio, e che porterà il duo libraio-ispettore a rimettere in gioco tutto, quando ormai le conclusioni sono tratte.

Un romanzo giallo veloce e simpatico, in stile romano, sulla scia della fiction degli anni ’90 Linda e il brigadiere, in cui un personaggio fuori dal corpo di polizia riesce sempre ad essere decisivo nelle risoluzioni delle indagini. La trama è abbastanza originale e la stesura pulita. Personalmente ho apprezzato i diversi richiami a Roma, alla storia romana, alle vie, alle chiese e ai locali storici. Tuttavia questi elementi a volte riuscivano a distogliere l’attenzione della vicenda narrata. Un esempio è legato alla toponomastica di alcune piazze, che sì può essere interessante, ma risulta avere l’effetto copia-e-incolla: stessa frase, diverso capitolo, funziona lo stesso (il troppo stroppia).

Alla fine, anche lui come Misericordia era un solitario. Il libraio e l’ispettore: due animali simili che si erano fiutati, riconosciuti e alla fine piaciuti, legati a doppio filo da Roma e anche da qualcos’altro: e cosa può legare un poliziotto e un appassionato di romanzi polizieschi? Indovinato? Gli omicidi.” (p. 16)

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