La perfezione non è di questo mondo – Daniela Mattalia

Titolo: La perfezione non è di questo mondo
Autore: Daniela Mattalia
Data di pubbl.: 2017
Casa Editrice: Feltrinelli
Pagine: 168
Prezzo: 15,00 €

Adriano è un professore di filosofia, in pensione, da poco rimasto vedovo. Gemma è una ragazza allegra e sensibile, che non ha ancora trovato la persona giusta. Fausto invece è un ragazzo creativo e scanzonato, in cerca di una strada professionale e personale. Olga, per finire, è una signora sobria e brillante, forse un po’ sola. Ah, e non dimentichiamo Archibald, il bracco esagitato di Fausto, che corre e sbava da tutte le parti. Quattro storie, quattro vite (e mezzo) apparentemente diverse e distanti che si ritrovano pian piano intrecciate nella trama dolce e piacevole del romanzo di Daniela Mattalia, La perfezione non è di questo mondo.

Tutto ha inizio con Adriano, l’anziano professore che ha da poco perso l’amata moglie Giulietta e che ha un segreto del quale si vergogna un po’: la moglie non c’è più, ma lui continua a vederla tra le corsie delle Molinette, come un fantasma birichino. Adriano sa che non può essere vero, eppure lei è lì, che lo guarda e sorride. E se fosse possibile? Chi l’ha detto che morendo si debba per forza andare in un altro mondo, in un paradiso perfetto e lontano? Mentre Adriano cerca di capirci qualcosa, sul suo cammino incrocia gli altri personaggi, anche loro in effetti alla ricerca di risposte, chi sul proprio passato, chi sul futuro. Storie semplici, di vita quotidiana, con i piccoli grandi problemi che dobbiamo affrontare tutti i giorni: amori, amicizie, solitudine, realizzazione lavorativa. E, così, tra dialoghi brillanti e qualche colpo di scena, si intrecciano nuovi amori, nascono amicizie: il cerchio si chiude, con Archibald che tira il guinzaglio da tutte le parti fino a quando i quattro protagonisti non imboccano la stessa strada, e tutti i problemi sembrano trovare una soluzione.

 “ Ma senti Ernesto, di là com’è? Che cosa c’è? E Dio, che tipo è?” Ernesto fissava il vuoto. “ A dirti la verità, mia cara, non ne so granché. Non ci sono ancora stato, rimando sempre. Credo che stiano tutti bene, che siano tutti abbastanza felici.  Una specie di riunione condominiale dove tutti vanno d’accordo. “ (p. 164)

Un romanzo piccolo piccolo, ma capace di entrare nel cuore con leggerezza e umorismo. Ti strappa un sorriso, ti invoglia a girare pagina, e pian piano i protagonisti trovano spazio dentro di te. Sembra quasi di vederli, un signore distinto che guarda lontano, malinconico, mentre un ragazzo che insegue un cane indisciplinato adocchia una ragazza carina che fa jogging. Una storia leggera, ma non banale, ironica e tenera, dedicata a chi vuol sorridere e, soprattutto, rivolta a tutti quelli che hanno sofferto per una perdita perché, con delicatezza, aiuta a vedere il lato dolce e piacevole dell’esistenza.

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Chiara Barra

Se dovessi partire per un’isola deserta, e potessi portare con me soltanto un libro...sarebbe un’ardua impresa! Come immaginare la vita senza il mistero di Agatha Christie, la complessità di Milan Kundera, la passione di Irène Nemirovsky, l’amarezza di Gianrico Carofiglio, il calore di Gabriel Garcia Marquez, la leggerezza di Sophie Kinsella (eh sì, leggo proprio di tutto, io!). Ho iniziato con “Mi racconti una storia?” e così ho conosciuto le fiabe, sono cresciuta con i romanzi per ragazzi che mi tenevano compagnia, mi sono perdutamente innamorata dei classici...che ho tradito per i contemporanei (ma il primo amore non si scorda mai)!

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