Il mio lungo viaggio – Piero Angela

Titolo: Il Mio Lungo Viaggio
Data di pubbl.: 2017
Casa Editrice: Mondadori
Genere: Autobiografia
Pagine: 224
Prezzo: 19,00

Da un libro si impara sempre qualcosa.

Da Piero Angela si impara sempre qualcosa.

E se il libro è un’autobiografia di Piero Angela, niente di meglio per assorbire nozioni di vita vera.

Il mio lungo viaggio” non è solo un titolo figurativo, ma un vero e proprio sunto di ciò che il testo racchiude. Un viaggio durato, ad oggi, 90 anni.

Piero Angela racconta di quello che ha visto e di quello che ha sentito. Sempre con la mente allerta, ma con grande cuore.

Testimone di momenti ricchi anche nella povertà, di episodi a volte insipidi nello splendore dell’abbondanza, di rapporti veri e genuini e di conoscenze effimere. Racconta la vita di ieri e quella di oggi partendo dagli episodi della sua infanzia, passando per l’avvio della sua carriera, la nascita di una nuova famiglia, fonte di immenso orgoglio, per arrivare ad aneddoti di attualità che insegnano le regole della vita civile e che, come gli altri, rimarranno sempre attuali.

“Il mio lungo viaggio” è un testo che sicuramente si allontana dai classici divulgativi di Piero Angela, ma che, comunque, mantiene una linea inconfondibile tipica di chi lo ha scritto.

Come sottotitolo “90 anni di storie vissute”, niente di più diretto, esplicito ed esaustivo.

Forse anche una provocazione, perché se interpretata così, l’ultima opera di Piero Angela rivela un significato ben preciso: oggi la vita ci sta sfuggendo di mano. Tanto tempo a disposizione, come ieri, ma non goduto. Perso tra social network e ricerca di approvazione effimera, che poco sazia. Perché la vita autentica, quella che racconta nel libro, era – ed è! – fatta di sguardi, emozioni che si percepiscono, che non hanno necessità di essere sbandierate in un post.

Lo “sharing” esiste da sempre, ma si trattava allora di una condivisione di momenti, di passioni.

Da queste righe arriva l’ennesima conferma che la vita, cinquant’anni fa, aveva un sapore deciso,  autentico.

Tra provocazioni quindi, e consigli, il libro si legge in pochi giorni. Perché scorre veloce, ricco di ricordi e aneddoti che sempre comunicano qualcosa.

Si parla di viaggi, e sono tanti, intorno al mondo sempre con una missione: conoscere e portare a casa, per tramandare. Si legge chiara e netta la voglia di sapere, che fosse per lavoro o per interesse personale, ma che ha in ogni caso apportato qualcosa.

È riconoscibile l’ottica e l’analisi di un uomo che da sempre si nutre di stimoli, non forzati ma accolti con entusiasmo. Ed è questa la chiave.

La critica all’Italia di oggi emerge, e Piero Angela ne fa questione non appena spicca lo spunto, qua e là nel testo. Ma critica non intesa come grezzamente si potrebbe: non si tratta di polemica, è vera e propria osservazione da cui vengono tratte definite conclusioni.

Il confronto con le tante culture esplorate e raccontate ne “Il mio lungo viaggio” aiuta ad approfondire una riflessione forse scontata quanto fondamentale: ognuno di noi è un bene prezioso per l’evoluzione e l’ottimizzazione sociale.

Qualche passaggio dedicato alla Rai, a come ha iniziato la sua nuova avventura lì, tra i servizi giornalistici, il TG, ed i programmi dedicati poi.

Ma, in fondo, è impossibile fare un sunto della trama perché parla di vita.

Mi piace di più fare accenno a quanta passione si assapora da questo libro, ecco, forse è questa la luce che accompagna fino all’ultima parola dell’ultima pagina: la passione ed il desiderio di contagio.

Un libro piacevole e che merita tanto, e poi.. Riesce a farci riflettere anche quando la prerogativa è un’altra. E sennò non sarebbe Piero Angela!

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