Il palazzo degli incontri – John Boyne

Autore: John Boyne

Titolo: Il palazzo degli incontri

Editore: Rizzoli

Traduzione: R. Zuppet

Genere: romanzo

Pagine: 414 .

Anno di pubblicazione: 2013

Prezzo: 14,90 euro 

Nel nuovo romanzo di John Boyne, già autore de “Il bambino con il pigiama a righe”, a fare da protagonista è la Russia del 1915 di Nicola II, “Zar di tutte le Russie”.

La storia viene narrata dal protagonista Georgij Daniilovic Jachmenev. Interessante è la qualità e il metodo narrativo del romanzo: Boyne sceglie di far parlare il suo narratore in due momenti storici diversi. I capitoli, infatti, si alternano e sono narrati in parte da un Georgij diciassettenne, che da un povero villaggio della Russia contadina si trova catapultato nei fasti della corte zarista a San Pietroburgo, e in parte da un Georgij anziano al capezzale della moglie malata.

Mentre il primo racconta i fatti andando avanti negli anni, il secondo lo fa tornando indietro nel tempo; le parole della stessa voce narrante arrivano però ad incontrarsi nel capitolo finale, quando i due Georgij finalmente tornano ad essere uno solo, e la vecchia vita finisce per dare inizio ad una nuova.

Il libro ripercorre, in linea di massima, gli ultimi due anni di vita del potere degli zar sulla Russia intera, sottolineando in ogni momento l’enorme e incolmabile differenza che intercorreva tra la famiglia imperiale e il popolo. E’ un momento difficile per il Paese, ma anche per il resto dell’Europa a causa dell’incombere della prima Guerra Mondiale. In Russia, poi, la Rivoluzione d’Ottobre miete vittime e incoraggia all’odio sia nei vicoli delle città sia nelle campagne più povere. E’ in questo momento che un giovane contadino, salvando da un attentato il cugino dello zar, il granduca Nikolaj Nikolaevic, vedrà la sua vita cambiare all’improvviso. Portato a San Pietroburgo, diventa guardia del corpo dello zarevic, l’erede al trono Aleksej, ed è proprio nel maestoso Palazzo degli Incontri imperiale che il giovane incontrerà colei che amerà perdutamente e per sempre, la donna per la quale tutto potrà e dovrà essere superato. L’amore tra Georgij e la figlia più giovane dello zar, Anastasia è, insieme alla Guerra, il filo conduttore di queste pagine: un amore romantico, travagliato, pressoché impossibile soprattutto a causa della differenza di classe sociale eppure capace di vincere ogni pericolo e destinato a continuare nel tempo.

In modo ambizioso l’autore ha saputo mescolare la realtà storica e documentata con la finzione senza mai che una delle due sia cornice dell’altra, rimanendo entrambe parte integrante del racconto.

Il lettore potrà rimanere un pochino perplesso di fronte ad alcune scelte di Boyne, prima fra tutte forse proprio quella dell’amore tra i due giovani protagonisti. Infatti Georgij e Anastasia si vedono per la prima volta lo spazio di un secondo, lui ha 17 anni e lei 15 ma sarà amore per la vita. In generale il loro rapporto da giovani è dato quasi per scontato, poco approfondito, avvolto come il resto della storia nella paura e nell’oscurità, quasi che l’orrore della Guerra e i dissapori tra la popolazione e la classe governante possano intaccare anche la freschezza e il romanticismo dei due giovani.

L’amore profondo appare invece nelle parti raccontate da Georgij anziano che riconosce giorno dopo giorno la fragilità della moglie, destinata a vivere per sempre con il peso di ricordi terribili, nella continua fuga per l’anonimato fino ad una malattia che la consumerà. Il personaggio della granduchessa Anastasia rappresenta in qualche modo la “cartina tornasole” degli avvenimenti storici e del tempo del racconto; il suo carattere e il suo spirito si trasformano lungo le pagine: la ragazzina felice e solare cede via via il posto ad una donna bellissima ma malinconica e turbata, profondamente infelice, con un segreto doloroso nel cuore.

Boyne costruisce con le parole la vita di due persone i cui destini, in qualche modo, vengono ribaltati l’uno in favore dell’altra. Questo perché in ogni storia nulla succede per caso. 

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