La migliore delle vite – David De Juan Marcos

Titolo: La migliore delle vite
Autore: David De Juan Marcos
Data di pubbl.: 2018
Casa Editrice: Harper Collins Italia
Genere: narrativa contemporanea
Traduttore: Sara Papini
Pagine: 272
Prezzo: 18.00

Il romanzo racconta la storia di Nicolas, la storia che attraverso città, volti, amori, insoddisfazioni e fatiche lo ha reso da ragazzino arrivato a Cambridge per studiare a uomo. Si può dire che questo sia un romanzo di formazione in cui l’autore racconta emozioni, sentimenti, progetti e decisioni con lo scopo di descrivere la vita del protagonista (che poi, in fondo, è la vita di ognuno di noi) e il suo significato.

Nicolas, appena arrivato dalla Spagna a Cambridge, conosce Pierre, un ragazzo francese tutto da invidiare per la sua vita (quasi) perfetta, che a sua volta gli presenta Lei, affascinante, misteriosa, bellissima, inquieta tanto da fuggire in continuazione…Lei è il centro del romanzo, il Tu a cui Nicolas parla, il punto che Nicolas vuole raggiungere, attraverso i suoi silenzi e i suoi segreti. Lei inizialmente guida le decisioni del ragazzo che si trova in un vortice di azioni ed emozioni che non aveva mai provato finchè…

“Ciò che accade a ognuno di noi non è altro che la conseguenza di infinite combinazioni, di una stravagante catena del caso dentro un’entropia infinita. Siamo formiche. Ti metteresti a ridere. Ti piacque il paragone con la formica. Davvero, non ridere, siamo semplici formiche.”

…finchè tutto crolla: l’immagine che Pierre si era creato, il padre e la sua continua idea di fallire in tutto, pure Lei crolla e l’unico che scopre la forza per andare avanti, l’unico che veramente inizia a decidere come e cosa cambiare della vita è Nicolas.

Il romanzo descrive la vita e il cambiamento di Nicolas attraverso numerosi incontri, le fatiche con la sua famiglia di origine che ha perso il fratellino Marcos, la saggezza del nonno con la sua scacchiera, l’intraprendenza e la semplicità di Gennaro e i suoi coinquilini ma soprattutto il rapporto tra lui, Pierre e Lei che si intreccia, si avvicina, si allontana e si sposta attraverso tutta Europa.
La vita di Nico che in Spagna era disperata e silenziosa subisce una svolta sorprendente che lo condurrà a trovare il suo posto nel mondo. Pure il libro, inizialmente un po’ lento e molto descrittivo, subisce una svolta a Parigi, come per la vita di Nicolas, e diventa più interessante, più coinvolgente anche nella lettura.

“Abbiamo soltanto una vita. E basta. Quando qualcuno prende una decisione per noi, saltano le molle del destino e le vite smettono di funzionare.”

Un buon libro che permette al lettore di riconoscere come le scelte di fronte alle cose che, previste o non, accadono nella vita possano cambiare la realtà. Un senso profondo: il rimettersi in gioco anche attraverso il dolore ti può far amare la tua vita benchè non perfetta. Uno stile particolare, non ruffiano, forse un po’ troppo lirico e complicato all’inizio che si snellisce nella seconda parte dove diventa molto più narrativo. Un autore ancora giovane che però ha ben chiaro lo scopo di quello che ha scritto.

“La vita è assurda, non trovi? Cresce perfino nelle fenditure più oscure e impervie. E’ un miracolo.”

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