Agnelli segreti – Gigi Moncalvo

Titolo: Agnelli segreti
Autore: Gigi Moncalvo
Editore: Vallecchi
Pagine: 522
Anno: 2012
Prezzo: euro 19

Nel decimo anniversario della morte dell’avvocato Agnelli, torna in libreria, con un nuovo libro inchiesta sulla famiglia più potente d’Italia, Gigi Moncalvo. Un’inchiesta da cronista di razza, senza peli sulla lingua, quella condotta dall’autore, che alle sue argomentazioni ed analisi, fa sempre seguire la pubblicazione di documenti, inediti e scottanti, perché mettono in dubbio le verità di comodo propinate all’opinione pubblica sugli eventi più controversi di casa Agnelli e di conseguenza della Fiat. Un saggio da non perdere anche per lo stile, per chi ama le inchieste giornalistiche, oggi sempre più rare nel panorama informativo italiano. Moncalvo va alle radici della famiglia Agnelli, partendo dai genitori dell’avvocato: il padre Edoardo, scomparso tragicamente, come purtroppo toccherà in sorte anche ad altri esponenti della famiglia e la mamma Virginia, la cui relazione con Curzio Malaparte verrà ostacolata, in ogni modo e con ogni mezzo, dal nonno di Gianni, il fondatore e patriarca della Fiat, nonché senatore, Giovanni, coinvolgendo nella vicenda persino Benito Mussolini.

Di Giovanni Agnelli, Moncalvo pubblica anche il testamento segreto, con la predilezione del fondatore per il giovanissimo Gianni Agnelli, “predestinato” sin da adolescente a guidare la Fiat. Interessante anche la parte del libro dedicata a Susanna Agnelli, detta Suni, la sorella dell’avvocato, che attraverso le sue relazioni sentimentali apre uno squarcio sulle abitudini e sull’educazione impartita in casa Agnelli.

Nel libro si possono leggere anche documenti inediti e riservati di natura finanziaria che riguardano la gestione della cassaforte dell’azienda torinese, tra conti all’estero, prestanome e scatole cinesi, con il ruolo preponderante dei consiglieri dell’avvocato come Gianluigi Gabetti o Franzo Grande Stevens, a scapito persino dei membri stessi della famiglia Agnelli.

Nell’ultima parte della sua inchiesta, quella più triste dal punto di vista umano, Moncalvo si occupa della figura di Edoardo Agnelli, figlio incompreso dell’avvocato, destinato ad ereditare per diritto il controllo di casa Fiat, ma di fatto sempre estromesso dalla stanza dei bottoni perché fatto passare per pazzo o drogato, solo perché idealista e sensibile e non cinico e menefreghista; le doti richieste evidentemente per guidare un’azienda come la Fiat. Attraverso la pubblicazione di lettere inedite scritte da Edoardo, emerge tutta la sua sofferenza per l’estromissione e l’isolamento cui il padre Gianni lo ha costretto. Moncalvo si è andato e rileggere le carte del fascicolo giudiziario riguardanti il suicidio, o sarebbe meglio dire il presunto suicidio. Un’inchiesta chiusa troppo frettolosamente, senza nemmeno svolgere l’autopsia, che nasconde tante incongruenze e buchi sospetti, che, secondo l’autore, potrebbero far pensare a qualcosa di diverso dal suicidio.

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  • Mario Bracco

    La Verità è a portata di mano ed è orrenda.
    A mio giudizio nessuno la vuole conoscere e divulgare perché ciascuno do noi si sente complice in simile porcaio,per il semplice fatto di averlo tollerato.

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