A tu per tu con… Carlo Alfieri

Il Festival del giallo di Stresa, intitolato “Un aperitivo con…”  e organizzato da Ambretta Sampietro in collaborazione con la Città di Stresa, la Pro Loco, il Distretto dei Laghi e con il patrocinio della Provincia del Verbano Cusio Ossola, si è svolto in un caldo weekend dal 15 al 17 giugno.  Nella cittadina affollata di turisti che si godevano lo spettacolo del Lago maggiore e l’incomparabile vista sulle Isole Borromee, noi “Amanti dei Libri” non ci siamo lasciati sfuggire l’occasione e abbiamo incontrato per voi alcuni autori.

Tra questi Carlo Alfieri, autore di “Una vita complicata”, edito da Mursia, che con la sua pacata ironia ha risposto alle nostre domande.

Dedicatosi alla scrittura dal 2004, nel momento in cui è iniziata la sua vita da pensionato, ha già al suo attivo 11 romanzi, di cui 4 pubblicati. Può parlarci di come è nata la sua carriera di scrittore, dato che a 74 anni non si può parlare di “giovane promessa”?

E’ una domanda alla quale posso rispondere in base a un ragionamento logico che feci tempo fa. Già alle medie scrivevo molto bene e in tempi in cui erano avari di voti alti avevo 10 in italiano. Mi piaceva scrivere e ho accarezzato a lungo l’idea di iscrivermi al classico e poi laurearmi in lettere per fare il giornalista o il romanziere. Un giorno però, sfogliando la Treccani mi sono imbattuto in formule chimiche e ne sono rimasto incantato. Arrivato alla maturità scientifica avrei potuto ancora intraprendere studi umanistici, ma a quel punto ho fatto un ragionamento: nella vita uno può fare prima il chimico e poi lo scrittore, ma non viceversa. Ho quindi lavorato per alcune multinazionali farmaceutiche in laboratori di ricerca in Giappone, Inghilterra e Stati Uniti. Quando 7 anni fa sono andato in pensione mi sono accorto che qualcosa mi si era accumulato nella mente, tanto da scrivere 11 romanzi. Tre sono stati pubblicati da piccole case editrici con tiratura limitata, ma mi hanno dato fiducia in me stesso. A quel punto  ho deciso di mandare  manoscritti solo a grandi editori: Mursia mi ha risposto che gli interessava e mi ha pubblicato. Ho la soddisfazione di dire che non sono certo stato raccomandato, visto che nell’editoria non conosco nessuno. Credo proprio che occorra non perdere mai la fiducia.

Il suo romanzo attraversa ironicamente e in modo paradossale alcune vicende della prima metà del XX secolo attraverso le avventure di Igor Vasiliij, una spia rumena al soldo dei russi. Ci può parlare di lui?

Il protagonista è un agente segreto che fa il doppio o il triplo gioco, ma non perché è un traditore, anzi la sua fedeltà va ad una nazione. Come dice il titolo ha una vita complicata: è un poliglotta (parla 6 lingue) ed in virtù della sua professione gli succede di essere presente a molti avvenimenti (storici, letterari, cinematografici),  dal 1900 al 1950 circa. Lui annota su certi taccuini delle osservazioni: lo chiama il suo “archivio”. Arrivato a 70 anni si mette a riposo a e decide di aprirlo. E’ un libro di memorie scritto da un uomo che ricorda la sua vita e che ci dà un’interpretazione degli eventi totalmente difforme dalla storiografia ufficiale. E’ un personaggio che ha visto cose che gli altri non hanno visto.

Che rapporto esiste nel suo romanzo tra realtà e fantasia?

La storia resta la storia, ovviamente, mentre il resto sono fantasie vissute dal protagonista. Nelle mie intenzioni però c’era di celare una metafora delle falsità che ci raccontano da sempre e non solo perché la storia è scritta dai vincitori: sembra che la Verità storica sia inafferrabile, come un’anguilla unta d’olio che non si sa come prendere. Questo è il messaggio del libro, che ha comunque un tono divertente e paradossale e il cui effetto comico nasce dall’assurdità delle situazioni. In realtà non e’ un libro così leggero perchè occorre cultura per capirlo. Lo può leggere chiunque, ma se lo gode chi conosce i fatti e ne può apprezzare la “deformazione”. Addirittura arrivo a immaginare che  il film Casablanca sia una storia vera!

 Come sono stati scelti questi fatti storici o questi episodi  da trasfigurare ?

Si parla di Mata Hari, Bram Stoker, Lawrence d’Arabia, del Titanic, dell’assassinio dell’ arciduca Francesco Ferdinando,  di Lenin  edello sterminio dei Romanov, del film Casablanca e della morte di Hitler. In realtà è più semplice di ciò che sembra: si fa una cronotraccia, una linea verticale con date che vanno dalla nascita del protagonista in poi. In ogni momento si sa che età ha e si decide quali situazioni fargli vivere… è un montaggio al contrario. Tutti i riferimenti storici sono comunque rigorosamente esatti come da storiografia ufficiale.

Quali sono le modalità con cui il protagonista affronta le situazioni che gli capitano?

E’ un omone grande, grosso e forzuto; è di intelligenza media ma non è un creativo.  E’ un eterodiretto che fa le cose che gli dicono di fare e anche se non è uno stupido non prende iniziative autonome, a differenza ad esempio di James Bond. Quando è sul campo sa districarsi ma anche appoggiarsi agli altri, approfittandone con umiltà. Lo si può definire un ragazzo di buona volontà, che ha il vizio di innamorarsi di donne bellissime ovviamente! La sua prima fidanzata non la sposa mai, ma il taglio dell’homo eroticus è questo: quando si impegna gli va sempre male quando non si impegna qualcosa porta a casa. E’ una fortuna inversamente proporzionale all’impegno, molto vicina alla realtà. E’ quindi molto umano e per questo simpatico.

La stessa umanità e simpatia che ci trasmette lo scrittore mentre lo salutiamo per immergerci nuovamente nella piazza affollata alla ricerca di nuovi incontri…

 Acquistalo scontato su IBS.it, disponibile anche in ebook!

0

Milanese di nascita, vive da sempre nel Varesotto. Insegnante di lettura e scrittura non smette mai di studiare i classici, ma ama farsi sorprendere da libri e autori sempre nuovi. Sommelier, abbina quando può un buon romanzo al bicchiere appropriato.

Ti potrebbero interessare...

Login

Lost your password?