A tu per tu con….Michele Navarra

Titolo: Una giornata cominciata male
Data di pubbl.: 2022
Casa Editrice: Fazi editore
Pagine: 316
Prezzo: 17.00

Dopo aver letto il suo ultimo romanzo (Una giornata cominciata male) abbiamo pensato di fare alcune domande a Michele Navarra sul suo ultimo lavoro.

Intervista a cura di Gabriele Scandolaro

 

  1. Nessuno dei personaggi che compare nella scena è davvero innocente di qualcosa. Come mai?

Nessun personaggio è innocente perchè il mondo non è perfetto. Tutti noi siamo “imperfetti” e nessuno è mai completamente “bianco” o “nero” dentro di sé. Ci muoviamo all’interno di una grande zona grigia dove le sfumature sono importanti, ci sono molti lati oscuri e molte possibilità sia di fare la cosa giusta sia di sbagliare. Anche la parola “innocente” è giuridicamente complicata e va contestualizzata. Un personaggio può essere “innocente” circa un’accusa che gli viene mossa ma colpevole di un’altra.

2)Nel romanzo molti personaggi parlano della dicotomia “Legge e Giustizia” ponendole quasi in antitesi. Come mai?

Perchè applicare la Legge in modo preciso e corretto è molto difficile. Ognuno fa del suo meglio per farlo ma le variabili che ci si ritrova davanti quando si giudica un caso sono moltissime. A volte pendono per un lato della bilancia a volte per l’altro e quando si tratta di decidere si deve scegliere di applicare delle leggi che non abbiamo scritto e dal risultato abbiamo applicato la Legge ma non reso Giustizia.

3)Parliamo del personaggio di Polara: è un Pubblico Ministero davvero atipico che fa di tutto per adempiere al suo dovere nel migliore dei modi anche andando contro il suo stesso interesse. Come nasce questo personaggio?

Polara è un personaggio strano, diverso dai precedenti Pubblici Ministeri che ho dipinto nei miei libri. Mi è piaiciuta molto l’idea di tratteggiare un personaggio che fosse molto fedele al regolamento e che credesse intensamente al suo mandato.Polara sa perfettamente che una etichetta, una volta posta addosso a qualcuno, non si toglie mai. Nemmeno se questa persona è innocente. Quindi mentre svolge le sue considerazioni e le sue indagini, cerca anche di trovare gli elementi che possano aiutare anche l’imputato.

4)Nel romanzo viene citato anche un caso giudiziario importante, il caso Bebawi. È un caso realmente esistito? Se sì, ha fornito lo spunto per scrivere questa storia?

Il caso Bebawi fu un caso realmente avvenuto e, come descritto nelle pagine del romanzo, davvero i due imputati si accusarono a vicenda rendendo impossibile una risuluzione della vicenda. Furono assolti in primo grado ma condannati in secondo, anche se fu inutile perchè nel mentre i due imputati erano fuggiti all’estero. L’esistenza di questo caso non mi ha dato l’idea per il romanzo. È stato mentre scrivevo il romanzo che ho deciso di inserire anche questo episodio, ma solo perchè la storia mi ha portato in una direzione che mi ha consentito di inserirlo.

5)In tutto il romanzo si sente una fortissima tensione amorosa (che continua dai precedenti libri) e che continua a coinvolgere Gordiani e la sua collega. Come mai questa scelta di calare i due in questa situazione?

Perchè Gordiani è un essere umano e come tale può crescere, cambiare idea, avere tentazioni o avere dubbi. Il tempo passa per tutti e subentrano trasformazioni che possono mettere in discussione alcune decisioni prese in passato e tra queste decisioni viene messa alla prova anche la relazione con Chiara. Non è un percorso obbligatorio in cui tutti incappano, ma può succedere nella vita.

6)Collegandonci a questo argomento, per mezzo di uno dei personaggi dici che ci sono molti “adult, adolescenti” che vivono le relazioni con troppa superficialità. Pensi che sia effettivamente così?

Penso che oggi, a differenza di 30-40 anni fa, ci siano condizioni diverse. Oggi viviamo in una società adolescente e molto narcisistica. A questo si aggiungono delle tecnologie che rendono particolare la vita dei ragazzi ma affascinano anche gli adulti che finiscono per esserne tentati.questa grande voglia di apparire, questo spirito più “leggero” non è solo degli adolesccenti, ma affascina anche gli adulti che ne rimangono tentati e finiscono per comportarsi in modi diversi da quelli di un tempo.

7)Sempre proseguendo nella lettura, in tutti i tuoi romanzi affianchi la narrazione degli eventi a spiegazioni su come funziona il mondo della Legge. Come mai questa scelta quasi “didattica”?

Ho sempre pensato che la narrazione deve essere veloce ma deve anche aiutare il lettore a capire cosa sta accadendo, perchè succedono certe cose e cosa significano certi termini. Oltre a rendere più verosimile la storia, consente al lettore di avere delle nozioni importanti che possono essere utili nella vita.

8)Una costante della tua scrittura è parlare degli Ultimi, degli invisibili. Persone che vivono ai magini della società (non per loro scelta) che non sono i protagonisti ma risultano essere essenziali per lo svolgimento della vicenda. Come mai questa attenzione?

Un po’ di tempo fa leggevo una frase che diceva “il mondo si divide in due categorie di persone. Quelle che porgono il piatto al cameriere e quelle che invece non lo fanno”. È una bella metafora per indicare che nel mondo ci sono persone che si accorgono di essere privilegiate e decidono di aiutare chi è meno fortunato e invece chi non si interessa e va avanti con la sua vita. Bisogna sempre ricordarsi che non scegliamo dove nascere e crescere. Qualcuno è stato fortunato, qualcuno, come la giovane prostituta del mio libro, no. È un modo per dare spazio anche a loro e per ricordarci che la loro sorte, poteva essere la nostra ed è nostro dovere aiutare chi ha bisogno.

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Gabriele Scandolaro

Mi chiamo Gabriele e sono un lettore. Ho iniziato a leggere quando ero molto piccolo, complice una nonna molto speciale che invece delle classiche favole riempiva le mie giornate raccontandomi i capolavori teatrali di Shakespeare e di Manzoni. Erano talmente avvincenti le sue narrazioni che, appena mi è stato possibile, ho iniziato a leggere per conto mio. Ma terminato il mio primo libro ne ho iniziato subito un altro. Poi un altro. Da allora non riesco più a smettere di leggere. Quando non leggo o studio, lavoro come Educatore e suono il violino.

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