Una bugia – Alfredo Stoppa

Titolo: Una bugia
Pagine: 185
Prezzo: 18 euro

“Una bugia” è un romanzo breve che costituisce un’immersione diretta in  “quegli anni di rabbia e di morte, di sogni e speranze, di furore e viltà che sono stati e restano il periodo storico che ci fa più onore”. Così dice la donna dai capelli scuri, invasi dal bianco, esile e forte: una delle persone che il protagonista incontra nel suo viaggio. Un viaggio che ha il ritmo lento del ricordo in cui un giornalista in cerca del passato di suo padre, si inoltra.

Il paese di montagna teatro di questo incontro con la memoria è remoto e poco abitato, popolato di anime vaganti, che hanno imparato a vivere fluttuando nella quotidianità, pronunciando frasi e sentenze, talvolta rabbiose come il loro cane. La narrazione è anch’essa intervallata da proverbi e citazioni, a ricordarci che facciamo parte di una storia collettiva e che quella del nostro presente è stata tracciata in quegli anni tormentati e difficili.

Il protagonista si convince man mano che quel viaggio vale una bugia e noi lettori che valga la pena seguire il suo percorso di incontri fuggevoli ma intensi. La bugia del titolo infatti ha varie sfaccettature, a partire dalla prima, quella che il protagonista dice alla sua compagna per allontanarsi: partecipare a un convegno importante per la sua carriera. Il suo sguardo (in cui riconosciamo quello dell’autore)  è sognante, ma concreto e saldo al tempo stesso: “Amava perdersi con un solo sguardo in un cortile abbandonato, in una casa diroccata, in una finestra sventrata (…): non le vedeva come cose perse ma come cose sparse” (pag. 131).

Alfredo Stoppa si inserisce, come lui stesso scrive, nella tradizione di autori come Meneghello, Revelli e Pavone non dimenticando anche un grande cantore della montagna come Francesco Guccini e attraverso questi echi  ci racconta indirettamente ma con franchezza che la guerra è sporca, che quando anche gli onesti e i buoni sono costretti a uccidere qualcosa nella loro storia e nella storia del mondo si spezza per sempre.

Un racconto che ha i sapori e i profumi di un luogo preciso, anche se non ha nome perché è la storia dell’Italia che ha sofferto una guerra fratricida di cui ancora oggi mostra le ferite.

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Milanese di nascita, vive da sempre nel Varesotto. Insegnante di lettura e scrittura non smette mai di studiare i classici, ma ama farsi sorprendere da libri e autori sempre nuovi. Sommelier, abbina quando può un buon romanzo al bicchiere appropriato.

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