Storia della nostra scomparsa- Jing-Jing Lee

Titolo: Storia della nostra scomparsa
Autore: jingjing lee
Data di pubbl.: 2020
Casa Editrice: Fazi editore
Genere: Romanzo drammatico, Romanzo storico
Traduttore: stefano tummolini
Pagine: 302
Prezzo: 17.00

La città di Singapore durante la prima metà del Novecento è una meta molto ambita per le popolazioni cinesi limitrofe. La Cina non è ancora una grande potenza comunista ma un impero allo sbando attraversato da molte correnti, da molti popoli diversi e dove la presenza degli occidentali è ancora molto forte e lascia impronte molto evidenti. Nella speranza di sfuggire alla miseria e di poter fare fortuna con i nuovi mercati emergenti, i genitori di Wang Di si trasferiscono da un piccolo villaggio verso la grande città dove conducono una vita semplice e povera e dove nulla di grandioso sembra accadere. Poi scoppia la guerra. I giapponesi, alleati delle grandi dittature europee, decidono di portare avanti la loro politica espansionistica e di puntare alla conquista del sud-est asiatico. Singapore cade. La Manciuria cade. Il pacifico è sconvolto. Ma l’orrore della guerra non si ferma con l’invasione nipponica e la sottomissione dei popoli. Wang Di ( e con lei molte altre ragazze) vengono catturate in massa e condotte in un luogo (“la casa in bianco e nero”) dove saranno costrette a lavorare come donne di piacere e intrattenere i soldati giapponesi e stranieri che passano da quella zona.

Passano gli anni la guerra finisce e con questa gli orrori che aveva portato. Wang Di torna a casa e cerca di nascondere l’orrore vissuto e di seppellirlo il più lontano possibile dal suo cuore e non racconta nulla nemmeno a suo marito, Il Vecchio, fino a quando la morte non lo porta via facendo riemergere molti ricordi, anche dolorosi, della vita di Wang Di. Ed è qui che la sua storia si intreccia con quella di Kevin, un ragazzo maldestro e di estrazione sociale modesta, bullizzato a scuola e ignorato nella vita di tutti i giorni che, alla morte di AhMa, la nonna, scopre nella sua stanza numerose lettere che lo conducono ad un viaggio della memoria assai inatteso.

Non avevo mai letto nulla dell’autrice di questo romanzo, Jing-Jing Lee quindi per me è stata una bella scoperta sia per lo stile che questa autrice ha usato per narrare la sua storia sia per il contenuto del romanzo che ho trovato molto bello e molto tosto da digerire. Siamo infatti abituati alla narrazione del secondo conflitto mondiale leggendola attraverso gli occhi di chi la guerra l’ha vissuta in Europa dimenticando (senza colpa) che l’orrore e la devastazione furono grandi anche nel lontano oriente.

Nelle pagine del suo roomanzoJing-Jing Lee riesce a raccontare in modo molto convincente e ralistico (senza scadere nel pietistico e nel banale) la terribile situazione che molte donne cinesi furono costrette a vivere sotto l’occupazione nipponica, la spersonalizzazione che questi eventi hanno portato negli individui e le conseguenze che ci sono state in seguito. Ma non è solo il male il grande tema della storia. Attraverso alcuni personaggi (il fornaio, AhMa, la compagna di stanza di Wang Di) la scrittrice riesce a mostrare anche l’altro volto dell’umanità. Quello di chi riesce a ridare dignità all’individuo, quello della gentilezza e della pietà.

Particolarità interessante del romanzo è l’intreccio di molteplici storie che si incontrano portando i personaggi a essere sempre diversi e, in un certo senso, sempre nuovi. Ecco che la Wang Di bambina è protagonista di una storia, ha pensieri e sogni diversi dalla Fujiko (identità che la ragazza sarà costretta ad assumere nelle case di piacere) che a sua volta è molto più complessa della Wang Di anziana che vive tra i palazzi di Singapore cercando un senso alle mille storie che la circondano. Complesso è anche il giovane Kevin che inizia la sua avventura tormentato da Albert e inquadrato nel rigido sistema scolastico cinese (descritto con precisione e accuratezza) per poi trasformarsi in una persona nuova.

Altro grande punto di pregio di questo romanzo è la traduzione che permette di godere delle varie sfumature linguistiche che rendono particolare ogni romanzo straniero.

Storia della nostra scomparsa è un romanzo molto intenso che lascerà nel suo lettore un senso di meraviglia e di amarezza che solo i grandi romanzi sono in grado di fare

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Gabriele Scandolaro

Mi chiamo Gabriele e sono un lettore. Ho iniziato a leggere quando ero molto piccolo, complice una nonna molto speciale che invece delle classiche favole riempiva le mie giornate raccontandomi i capolavori teatrali di Shakespeare e di Manzoni. Erano talmente avvincenti le sue narrazioni che, appena mi è stato possibile, ho iniziato a leggere per conto mio. Ma terminato il mio primo libro ne ho iniziato subito un altro. Poi un altro. Da allora non riesco più a smettere di leggere. Quando non leggo o studio, lavoro come Educatore e suono il violino.

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