OLTRE LA PENNA di… Elvio Calderoni

 

I free hugs, insieme ai flash mob, sembrano il distintivo di un popolo senza terra.

Senza terra nel senso migliore del termine, sradicati e viaggiatori in cerca di valori nuovi, non consunti, non superati, che però profumino non del solito “ritorno al privato” ma che scatenino una reazione più condivisa.

Condivisa senza scadere nel territorio del virtuale, imperatore eletto (e rieletto ogni giorno) del nuovo millennio.

Accanto ai mimi, alle attrazioni, ai giochi coloratissimi, le piazze delle metropoli europee si riempiono, di giorno in giorno, di queste iniziative che fanno dell’ambizione e della comunicazione la loro prerogativa: è forse una reazione al quotidiano virtuale? Il contrappeso (il controcircuito) che, oltre alla visualizzazione, permette di far concorrere il tatto e l’olfatto, i grandi esclusi dalle piazze virtuali mondiali?

E i valori da condividere? La gentilezza disinteressata, l’impegno sociale, il creare movimento, la consolazione dell’attimo, l’importanza del frammento.

Sono tutti macrotemi che andrebbero approfonditi ma che riflettono, benissimo, la confusione dell’umano contemporaneo (italiano, aggiungerei!).

Sono sostituzioni per nulla patetiche, ma, anzi, piuttosto interessanti, di un’ipotetica condivisione di valori, probabilmente impossibile nell’epoca della globalizzazione, se non nei famigerati wall (patetici loro, forse sì!) dei social network, nella cronaca minuto per minuto dell’esistenza rappresentata di ognuno di noi, di persone che si rincorrono tra un tweet e un “mi piace”, in attesa della prossima partita a Ruzzle.

Il rovescio (positivo) della medaglia, forse, sono proprio queste libere iniziative, dagli International Free Hugs Day (il 30 giugno di ogni anno) ai vari bookcrossing (e raduni dei bookcrossisti stessi) fino all’iniziativa splendida di “regalare libri agli sconosciuti” che per due primavere (2010 e 2011) ha tenuto banco in varie città d’Italia (ne accenno anche nel mio “Volfango dipinto di blu”).

I raduni dei free hugs non si contano più, gli abbracci gratis offerti ai passanti profumano di un mondo ancora da costruirsi, un mondo lontanissimo dai telegiornali quanto dai social network, probabilmente tutto da inventare, ma che flirta con l’idealismo puntando dritto alla modernità.

Una bella scommessa, da abbracciare.

 

 

 

Elvio Calderoni nasce a Roma il 30 agosto del 1970. Insegna lingua e letteratura italiana e dirige un festival di cortometraggi, il Videocorto Nettuno. Ha scritto varie commedie brillanti per il teatro e sceneggiature di corti; è attore e regista ma la sua prima passione è probabilmente la musica. Per i tipi di Miraggi Edizioni ha pubblicato i romanzi lasciamisenzafiato nel 2011 e Volfango dipinto di blu nel 2012.

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