Data di pubbl.: 2026
Traduttore: Alessandro Gianetti
Pagine: 650
Prezzo: 23,00
“La vita è sfuggente e imprevedibile. A volte anche crudele e spietata. È questa mancanza di consapevolezza del nostro tempo storico che ci fa fare quello che facciamo, e, per di più, nel modo in cui scegliamo di farlo. È ciò che accade quella mattina di dicembre del 1963, quando la città ripete tutti i rituali del passato almeno quelli imposti dal glorioso Anno della Vittoria…Quei ragazzi stanno inventando un mondo che prima non esisteva. Non lanciano slogan anti-franchisti. Nessuno di loro è un imitatore dei guerriglieri…Non sono di quei ladri che di tanto in tanto colpiscono il regime e lo umiliano, lasciando in mutande banchieri, aristocratici e dirigenti. Ciò che dicono è distorto da un linguaggio sconosciuto. È rock&roll ed è pazzesco.”
Il momento è arrivato. Il momento di raccontare l’intensa e lunga lettura, di una grande opera. Vi racconto “L’odio dentro”, libro scritto da Servando Rocha vero e proprio personaggio di spicco del mondo letterario europeo e non solo, autore poliedrico, grandissimo saggista e io aggiungo, ricercatore instancabile che ovunque si muove e si attiva per poterci consegnare studi approfonditi su temi, luoghi e vicende epocali. Grazie alle Edizioni readerforblind per aver investito in quest’opera e al traduttore Alessandro Gianetti.
In questa sua opera, impegnativa per il lettore con le sue quasi 700 pagine, ma che non vorresti finisse mai e più si va avanti più si comprende il perché, in quest’opera dicevo, impegnativa soprattutto per l’autore stesso che ci ha dedicato più di un lustro della sua vita, Servando Rocha ci porta con sé attraverso la Spagna, nel periodo che va dalla guerra civile alla caduta del dittatore Franco, concentrando la maggior parte del “viaggio” nella capitale Madrid e negli innumerevoli suoi quartieri.
I temi affrontati sono più d’uno, il viaggio si fa fin da subito culturalmente interessantissimo, ed è un viaggio che coinvolge profondamente il lettore. Non è una gita organizzata per vedere monumenti, visitare musei, apprezzare usi costumi ed enogastronomia spagnola. Anche, in parte. Ma questo percorso, questa sorta di pellegrinaggio laico, ma mica tanto, è un incontro a ritmo cadenzato con innumerevoli persone, donne e uomini simili o diametralmente opposti, di cui avreste difficilmente sentito parlare se un autore come Servendo Rocha non avesse avuto la visione e la forza di realizzare questo immenso lavoro. Si incontrano mondi, si incontrano storie che fanno la Storia, si incontrano persone che danno voce a chi non ne ha, si incontrano luoghi dannati, si percorrono spesso strade apparentemente senza uscita, spesso davvero strade chiuse.
“L’odio dentro” contiene grandi temi, alcuni filoni principali da cui si diramano poi tantissime piccole storie di vita quotidiana a formare una trama intricata e ricchissima, e tre o quattro sono i temi forti, struttura portante dell’opera: la situazione politica della Spagna nel periodo in questione; il mondo giovanile di quei tempi, mondo che cambia dagli anni trenta del novecento, alla conclusione del libro che si avvicina alla fine del novecento; le bande giovanili, fenomeno dello stesso mondo giovanile; il pugilato, lo sport del protagonista di questo libro di cui non ho ancora accennato e che vedete in copertina, il grande Dum Dum Pacheco; le prigioni, luoghi che lo stesso Pacheco racconterà nei dettagli più scabrosi, per averli vissuti sulla sua pelle. E non ultima la musica. Sì, la musica che da veramente il “la” al cambiamento. Sembra uno scherzo, ma succede proprio così. La musica cambia il mondo, e forse questo aspetto è il più bello di un libro che contiene molta fatica, molta rabbia, molto odio dentro.
“Non so bene come tutto questo sia cominciato. Non ricordo esattamente quando sentii parlare per la prima volta di questa storia affascinante e praticamente sconosciuta, ma per anni fu un elefante nella stanza a cui ogni tanto gettavo un’occhiata.”
Servando Rocha si incammina alla ricerca di Dum Dum Pacheco, un bambino nato e vissuto nei quartieri più poveri di Madrid, luoghi di miseria e disperazione, dove tutto porta con la forza di un grande fiume in piena verso la ribellione, la violenza, le urla, lo sfogo dell’odio verso tutto e tutti, odio che ti abita dentro. Avevo intravisto sui social questo libro, perché seguo e leggo readerforblind fin dalla sua nascita, ma confesso che mi faceva un po’ paura la dimensione. Il destino però, nello spirito forse del libro stesso, ha voluto che il libro arrivasse per conto suo da me. Così è stato, e il destino si chiama Marino Magliani, grande autore, grande uomo di lettere e libri, conoscitore del mondo e delle sue storie che ci racconta con maestria.
L’autore ha un obiettivo, chiaro: conoscere bene Dum Dum Pacheco, incontrarlo e farsi raccontare la sua vita che lo porterà ad essere uno dei pugili più grandi, e per questo realizza un grandissimo lavoro di ricerca, fatto di chiacchierate, interviste, visite a luoghi curiosi e talvolta inquietanti. Tutto questo lavoro Servando Rocha ce lo racconta, occupa una buona parte del libro ed è quello che lo rende accattivante, magnetico, più che interessante, perché non è una lezione ma una narrazione. Mentre leggi sei il suo accompagnatore, il suo aiutante che standogli accanto sente tutto in prima battuta, e così conosci dal vivo la storia della Spagna, la storia vera, non quella dei titoli dei giornali, la storia dei suoi giovani, la storia delle loro famiglie. La vita di Dum Dum però è legata, intrecciata a doppio filo alla sua terra che vive tempi di profondo cambiamento, e il progetto di Servando Rocha muta e si amplifica, via via che incontra le persone e metabolizza ciò che gli raccontano.
Per conoscere Dum Dum è necessario e fantastico conoscere prima tanti suoi amici e compagni di vita, di lotta, di avventure, di galera. Tra i tanti temi di cui alcuni fondanti che ho elencato prima, in questi incontri ci si rende conto della coesione, della forza vera dell’amicizia che animava la vita delle bande giovanili. Nulla poteva scalfire la loro unità, che veniva dalla condivisione delle fatiche e della disperazione.
Quanto potremmo imparare e ancora studiare dall’analisi che ci offre l’autore di questo libro, della nascita e dello sviluppo di un fenomeno sociale incredibile. In queste pagine non si analizza il singolo incontro, il singolo scontro, tra bande o tra pugili, si approfondisce una situazione umana in profonda trasformazione, e con il richiamo continuo delle date precise degli eventi, spesso ti chiedi, ti dici – “Ma io quell’anno ero lì, facevo questo e quest’altro, ma non sapevo nulla…”, e si rinnova la convinzione di quanto sia importante leggere, possibilmente anche studiare, fenomeni come quelli ampiamente trattati in “L’odio dentro”.
“All’inizio il cambiamento avviene senza clamore, in modo quasi naturale, finché non arriva il momento in cui tutto esplode e i due mondi si scontrano. È un vero e proprio assalto alla capitale di Spagna, alla Città Imperiale piena di peccati che sta cadendo a pezzi.”
Ho preso un sacco di appunti, sottolineato decine e decine di righe e paragrafi di questo libro, e potrei andare avanti ancora molto a mostrare cosa ho trovato al suo interno. Ho già detto molto, e mi rendo conto di non aver detto tanto altro. Lascio ai prossimi lettori scoprire la ricchezza de “L’odio dentro”.
Non privatevi di questa opportunità, di questi stimoli utili a mantenere sveglia, attiva, all’erta la nostra mente, e la nostra umanità.
“Esistono pulsioni nascoste, segreti inconfessabili. I visionari che tornavano dalla Russia scaricavano la loro violenza in un circo romano. I primi delinquenti giovanili, maltrattati fin dalla nascita, facevano la stessa cosa. Non c’erano molte altre opzioni. Una società malata, un grande panopticon, ha bisogno di una via di fuga, del proprio rituale di guarigione.”
Buona lettura.
Claudio Della Pietà



