Le deboli – Flora Fusarelli

Titolo: Le deboli
Autore: Flora Fusarelli
Casa Editrice: 4Punte edizioni
Genere: Narrativa
Pagine: 124
Prezzo: € 12,90

Le deboli è il romanzo d’esordio di Flora Fusarelli. La giovane scrittrice abruzzese, innamorata della letteratura del Novecento nel suo libro percorre le strade inattuali del romanzo, riportando con la sua scrittura l’attenzione su un mondo di cui si è persa memoria.

Torna alle radici e ambienta le sue storie negli anni Quaranta del secolo scorso in un piccolo paese dell’Abruzzo.

Protagoniste delle vicende narrate dall’autrice sono tre donne: Vincenza, Anna e Maria. Nonna, mamma e figlia al centro di una società patriarcale nel cuore nel regime fascista e degli anni di miseria della guerra.

Fusarelli entra nel cuore dell’universo femminile dell’epoca, considerato debole. La donna con il suo ruolo subalterno a cui è negato diritto di parola.

«Debole è qualcuno che non è forte di fisico e di animo».

Ma le tre donne del romanzo di Flora Fusarelli dimostrano di non essere affatto deboli.

Anna cerca l’emancipazione attraverso la conoscenza, Vincenzina e Maria portano avanti la loro vita sapendo che sono le donne a reggere il mondo.

Flora Fusarelli racconta le storie di questo piccolo paesino dell’entroterra abruzzese, simile a quello narrato da Silone in Fontamara, dove uomini e donne si fronteggiano e nei fatti di tutti i giorni la vita scorre con le sue ingiustizie e le sue discriminazioni. Sullo sfondo la miseria della guerra e l’arroganza del fascismo, che è lo sponsor ufficiale della società patriarcale e maschilista.

Le deboli sembra uscito da una costola di Ignazio Silone e da quella grande letteratura del nostro Novecento a cui l’autrice dimostra di essere appassionata.

In queste pagine, scritte con passione accesa, li ritroviamo tutti i cafoni di Ignazio Silone.

Nel romanzo è rievocato anche il loro mondo fatto di sacrifici, ingiustizie e miserie, di lotta e dignità calpestata.

Anna, Maria e Vincenza sono donne forti in un tempo che le vuole deboli e rassegnate. (“Quelle tre donne erano la forza di tutti gli uomini assieme”).

Perché deboli non lo sono mai state anche se tutto lo farebbe pensare. “In qualunque modo decidiamo di fare le cose, deboli non lo siamo mai, perché già soltanto per decidere la via da prendere, qualunque essa sia, ci vuole forza».

Nelle parole di Anna c’è il riscatto, la voglia di non cedere, il desiderio di lottare nella vita, che non è mai giusta fino in fondo, la convinzione che le donne non saranno mai deboli, perché sono loro che reggono il mondo,

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