La donna di troppo – Enrico Pandiani

Titolo: La donna di troppo

Autore: Enrico Pandiani

Edizione: Rizzoli

Genere: romanzo giallo

Anno di pubblicazione: 2013

Numero di pagine: 350

Prezzo: E. 17

La Torino della ricca borghesia, con la sua anima austera corrotta dalle notti della moderna movida,  fa da sfondo perfetto a questa storia noir a tratti cruda ed efferata.

L’episodio iniziale è la misteriosa  morte di un facoltoso imprenditore, Leone Dalmazzo, unita alla contemporanea scomparsa del figlio Filippo. La madre, Lucrezia, separata dal marito e sposata con il fratello di lui, ingaggia la detective privata Zara Bosdaves per ritrovarlo.  A quel punto si mette in moto l’azione scandita da un’alternanza rapida di scene. La menzogna gioca da subito un ruolo fondamentale: il lettore ha la sensazione di muoversi in un mondo ambiguo, dove i comportamenti dei personaggi non sono trasparenti e quindi si trova a dover essere circospetto nel giudicarli e nel seguire le loro mosse. È quello che prova anche  la protagonista:  ex-poliziotta decisa e fragile, tosta e sensuale, si trova da un anno a Torino, città in cui cerca di ricominciare e mettere ordine nella sua vita.

“Zara ebbe l’impressione di essere seduta su uno di quei cactus rotondi. Aveva voglia di alzarsi, di muoversi e, perché no, di mangiare un pinguino alla vaniglia. L’agitazione le stava montando dentro e non era ben sicura di quale fosse l’atteggiamento giusto da prendere” (p.108).

È anche un romanzo sulle donne, come si comprende dal titolo. Se ne incontrano diverse dalle personalità contrastanti: oltre a Zara e alla capricciosa e cinica Lucrezia c’è Clotilde Majo, una poliziotta che si mette alle costole della detective, e Simona, un’amica innamorata di lei. Molte le sfaccettature dell’universo femminile qui rappresentato, anche se forse un po’ tutte hanno tratti maschili piuttosto marcati.

E gli uomini? A parte il giovane Filippo, fragile e confuso, c’è spazio anche per un cattivo con la passione per la letteratura o meglio per un autore, Josè Saramago, dai cui libri non si separa mai e per un poliziotto capace, ma sgradevole nei modi e nelle abitudini. Su tutti campeggia il compagno di Zara, il “dio nero” Francois:  bello, forte e protettivo, arrivato direttamente da Parigi. Chi conosce Pandiani  farà i dovuti collegamenti alla saga de “Les Italiens”, ambientata per l’appunto nella capitale francese.

La loro relazione, malvista dall’anziano padre di lei, è prepotentemente fisica e la  forza di questo sentimento emerge anche nei momenti di maggiore difficoltà: ” Si sentiva sporca e puzzolente, impregnata dell’odore nauseabondo di quelle cantine. Sognava una doccia, un grande letto e Francois come coperta” (p. 311).

Questa passione è forse una delle cose che rimane più a lungo nella mente una volta terminata l’avvincente lettura, che lascia anche una sensazione di dissonanza: nelle manie, nei pensieri e nei dettagli dei personaggi che contrastano talvolta con i loro ruoli e nel paesaggio che si inserisce con brevi scorci nel vivo dell’azione.

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Milanese di nascita, vive da sempre nel Varesotto. Insegnante di lettura e scrittura non smette mai di studiare i classici, ma ama farsi sorprendere da libri e autori sempre nuovi. Sommelier, abbina quando può un buon romanzo al bicchiere appropriato.

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