Concluso il NebbiaGialla 2014, Roversi svela i segreti di un format di successo

L’ottava edizione del Festival NebbiaGialla, che si tiene ogni anno a Suzzara in provincia di Mantova, si è concluso ieri sera. Abbiamo chiesto all’ideatore e organizzatore, Paolo Roversi, a sua volta autore di gialli e direttore di Milano Nera Web Press, un bilancio di questa edizione.

Devo dire che sono molto soddisfatto gli incontri hanno visto una notevole partecipazione di pubblico, anche nella fascia oraria mattutina, quella normalmente più difficile. l’interesse per questa manifestazione sta crescendo e si nota anche un’attenzione per i singoli scrittori, che hanno un loro pubblico specifico. C’è rotazione, la gente sceglie cosa ascoltare e partecipa direttamente. I giallisti sono una piccola comunità e i questa occasione possono incontrarsi con molti colleghi e con il pubblico in modo diretto. Spesso c’è la possibilità di scambiarsi delle idee, far nascere dei progetti: questo perchè si sta insieme per tre giorni e si ha l’occasione di condividere diversi momenti, non solo quelli classici della presentazione al pubblico.

Secondo lei si tratta di un modello esportabile in altre realtà?

Senz’altro, a patto che si parli di piccoli centri, dove tutto possa essere raggiungibile comodamente a piedi: biblioteca, teatro ristorante, come qui. Il Nebbia Gialla, assieme alla passione per le storie, trasmette anche un legame con il territorio, le sue specificità e i suoi prodotti.

Qual è lo stato di salute del giallo italiano oggi?

Pur con numeri ridotti a causa della crisi il giallo italiano continua a vendere: soffre ma resiste. In un paese come il nostro in cui vi sono misteri irrisolti e fare inchiesta è spesso difficile la sua caratteristica peculiare è di prendere in esame una situazione reale, trasformarla in fiction e grazie a questo analizzarla. Ultimamente però sono presenti molti prodotti costruiti a tavolino, che impiantano una trama gialla su una situazione che di per sé non ha molto a che vedere con questo genere per sfruttarne il successo.

Per quanto riguarda i suoi progetti invece, cosa ci può dire?

Da novembre ho inaugurato, tramite l’antologia “Giallo a Milano” una collana per l’editore Novecento intitolata Calibro 9. Ogni mese pubblicheremo un romanzo o una raccolta di autori emergenti che avrà di volta in volta in copertina strilli di scrittori famosi. Personalmente credo molto nelle antologie, basta vedere il successo che hanno ad esempio quelle edite da Sellerio. I mio prossimo romanzo invece sarà un Young Adult scritto a quattro mani con mia moglie (Eleonora Boggio ndr) ed uscirà per Fabbri. Il protagonista sarà un Lupo Mannaro che vivrà una storia d’amore. Per questo romanzo abbiamo scelto o pseudonimo di Stella Martini con lo scopo di differenziarne la voce narrativa: non c’è nessun mistero però, gli autori siamo noi due! 

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