Al via il Salone del Libro di Torino, tra tecnologia e tradizione

Leggo, 10 maggio

L’attuale primavera digitale contro il possibile autunno del libro. È una vera e propria sfida tra avanguardia e tradizione l’oggetto della 25ª edizione del Salone Internazionale del Libro, da oggi fino al 14 maggio, al Lingotto di Torino. Obiettivo: comprendere i cambiamenti del vivere in rete per lettura, scrittura, comunicazione e perfino memoria delle informazioni.
Tempo e tempi della lettura sono cambiati e il mercato vuole analizzarli, comprenderli e soprattutto assimilarli. Farli propri, nel vero senso del termine. Le condizioni ci sono e pure i numeri. Dalla prima edizione, nel 1988, allo scorso anno, i visitatori sono passati da 100mila a oltre 300mila, gli espositori da 553 a 1200. Quanto basta perché il Salone – per la prima volta con due paesi d’onore, Spagna e Romania – possa fregiarsi del titolo di più grande libreria d’Italia e dell’intera area del Mediterraneo. La formula è quella del festival con più sezioni. Si va dall’Incubatore, vetrina per editori con meno di due anni di attività, a Dimensione Musica, dedicata al dialogo con le note, dal Bookstock Village, per i più giovani, a Book to The Future, tra e-book e sviluppo digitale. Nel mezzo, editori grandi, piccoli e medi e, di conseguenza, novità, audiolibri, fumetti, libri rari e quant’altro. Un paradiso per lettori, addetti ai lavori e, ovviamente, scrittori, da Elizabeth Strout, che ritirerà il Premio Mondello Internazionale conferito dal giudice unico Paolo Giordano, a Amitav Ghosh, da Björn Larsson a Luis Sepúlveda. Gli ospiti sono oltre duemila tra Premi Nobel, scienziati, filosofi, storici e personalità di politica e cultura.
Il programma di incontri, convegni, e iniziative – da Nati per Leggere a Adotta uno scrittore – è fitto. La vetrina importante, basti pensare al debutto di tre grandi player internazionali come Amazon, Nokia, Trekstor. Senza dimenticare il Salone Off, con eventi in strade e quartieri. A Torino per cinque giorni il libro si compra, vende, discute e legge. Si adatta, sia ad altri linguaggi, per primo quello cinematografico, che alle nuove tendenze ed esigenze, e crea perfino il lettore, tra produzione e promozione dell’arte. Anche di leggere.

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