Academy Street – Mary Costello

Titolo: Academy Street
Autore: Mary Costello
Casa Editrice: Bollati Boringhieri
Genere: Romanzo
Traduttore: Maya Guidieri Berner
Pagine: 180
Prezzo: 16 euro

Due incontri sono i punti che in qualche modo supportano sempre la vita di Tess, dopo la morte della mamma, alla metà degli Anni Quaranta, nella loro casa in Irlanda, quando la protagonista del libro di Mary Costello aveva solo sette anni.

Due incontri che diventano entrambi compagni di viaggio nel percorso dell’esistenza di una ragazza prima, e di una donna poi, che vive la quotidianità in maniera quasi comune, e che però diventa tema di una narrazione: l’amicizia con Willa, la generosa e saggia vicina di casa in Academy Street a New York, dove Tess si trasferisce negli Anni Sessanta per cercare di raggiungere una sorella cui era legatissima e da cui invece a poco a poco e senza apparente motivo si allontana. E la passione per la lettura.

I libri, la ricerca dei libri, accompagnano tante tappe dell’esistenza di Tess, ne diventano un po’ esseri capaci di consolarla, di dare sollievo alle sue pene, alla sua solitudine, al suo trovarsi tradita, o illusa, da amori e affetti che pensava forse avrebbero potuto essere per sempre, come la breve, strana storia con il fratello della collega infermiera, David, dal quale avrà un figlio, Theo, ma che non rivedrà mai più dopo l’unica notte d’amore passata insieme.

“Nel corso degli anni, durante le lunghe serate invernali e i pomeriggi estivi, Tess maturò una passione per i libri. Spesso le capitava di sfiorare con le dita una copertina su uno scaffale in biblioteca, o sui banchi davanti alle librerie, che come per incanto si adattava perfettamente al suo stato d’animo, come se lei fosse dotata di un particolare istinto […] La lettura è una vocazione non dissimile dall’innamoramento, pensò […] Tutto ciò che aveva cercato – amore, bellezza e un po’ di spiritualità – lo trovò nei libri” (pagina 151).

La “bambina che sta per scomparire”, come Tess viene definita a pagina 41, schiacciata da un dolore che parte con la perdita della mamma che corrisponde, per un certo periodo, anche alla perdita della parola per la piccola, quasi il silenzio che circonda dopo il lutto la casa di Easterfield sia per lei vero e proprio mutismo, cerca i libri per tutta la sua vita. E nei libri cerca la conoscenza, il ristoro, la comprensione, il sostegno che vengono meno solo quando viene colpita da quello che, nonostante la sua esistenza non sia mai stata propriamente fortunata, resta il dolore più forte, insanabile, distruttivo, e che si unisce a uno dei capitoli più terrificanti della storia contemporanea.

Non è un personaggio dinamico, Tess, all’opposto della figura di Willa che, nonostante conduca una classica vita da madre e moglie, appare nel libro come donna attiva, capace di decidere e di consigliare. In Tess c’è piuttosto “una passività, un’acquiescenza incompatibile con qualsiasi cambiamento o trasformazione, era come se temesse di tirarsi addosso qualche disgrazia o di adirare qualche creatura capricciosa che giaceva dormiente in fondo alla sua anima” (pagina 143). Forse perché i momenti della sua vita che hanno subito o deciso cambiamenti le hanno portato dolore, come la morte della mamma, o il trasferimento in America, dove crede di trovare l’amore, ma si trova invece abbandonata e in attesa di un figlio.

Figlio che diventa a questo punto del romanzo il terzo, fondamentale punto di riferimento della donna.

La particolarità del libro della Costello, primo romanzo di un’autrice la cui raccolta di racconti, “The China Factory”, è risultata finalista al Guardian First Book Award, ed esso stesso finalista al Costa First Novel Award 2014, forse è proprio questa: far assurgere il racconto di una vita apparentemente comune a narrazione centrale di un libro.

Eppure, a ben guardare, la vita di Tess comune non è: forse sarebbe meglio dire che “accomuna” tante esistenze che si svolgono nel silenzio, nella routine, ma che sempre e comunque si trovano a dover affrontare prove, difficoltà, anche gioie, e a condividerle solo con se stessi o con pochi fidati riferimenti.

Con “Academy Street”, Mary Costello racconta più di mezzo secolo di storia e di vita in maniera accurata e delicata, mantenendo sempre quella “distanza” anche dalle vicende più dure e tragiche che attraversa Tess, ma senza alienarsene. Introversa, spesso dura con se stessa, in Tess c’è però sempre, costantemente, quella forza mai mostrata in pubblico, ma prepotentemente vissuta in se stessa, dei sentimenti. Di donna, di figlia, soprattutto di madre, per la quale sono gli affetti a dare un senso alla vita.

Sara Magnoli

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Prendete racconti per bambini e ragazzi, unitevi romanzi gialli, shakerate ed ecco che salto fuori io: letteratura per ragazzi e thriller sono passioni che mi accompagnano da sempre, insieme comunque alla condivisione del decalogo di Daniel Pennac con i suoi dieci imprescrittibili diritti del lettore. Che prevedono anche quello di “leggere qualsiasi cosa”, pur avendo una spiccata passione per quanto enunciato in apertura di presentazione. Pensando in ogni caso che nelle pagine, non sempre, ma in molti, moltissimi casi, uno scrittore ci sta donando qualcosa di profondamente suo: non per forza un ricordo, ma anche solo un modo di esprimersi, un ritmo narrativo, e ogni volta una creazione. E dunque una forza che va almeno conosciuta. Se poi questa forza avvolge fin da piccoli e aiuta a diventare lettori, oppure dissemina le pagine di indizi che trascinano chi legge in un’inchiesta al cardiopalma… allora conoscerla mi piace ancora di più.

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