A tu per tu con… Anna Maria Barbera

Un’Anna Maria Barbera inedita, nuova e fresca, che mette da parte la sua più celebre creazione “Sconsy”, per dare spazio ad Anna Maria. Eh già… Anna Maria Barbera è molto di più! E ce ne da una stupenda dimostrazione nel suo nuovo libro “Caro amico diLetto” edito da Foschi editore.

In questo libro, che è una raccolta di lettere, Anna Maria mette a nudo l’amore e il rapporto di coppia in tante sfumature e sfaccettature, indirizzandolo alle donne, ma anche a tutti gli uomini che si riconoscono in almeno una delle tipologie di uomo descritte nel libro.

L’autrice ha la capacità di dar voce ai sentimenti, fa parlare il cuore e utilizza un linguaggio che alterna emozione e sentimento a cenni ironici. È facile ritrovarsi in una o più lettere, e colui che si ritrova, riflette… e non è facile riflettere sui sentimenti, è forse una delle cose più difficili della vita, ma Anna Maria ci aiuta, soprattutto parlando di amore.

Questo è di certo un libro che merita attenzione. Come del resto la merita l’autrice che mette da parte il suo stampo da comica per dare voce a ciò che sente, pur non dimenticandosi di quella simpatia ed ironia innata di cui dispone.

“E ho sperato

che in quell’immobile assenza

 la vita mi dimenticasse

e mi lasciasse inutile e solitaria

come un ombrello scordato sul treno”

La presentazione si è svolta alternando momenti di reading di alcune lettere del libro a canzoni cantate e personalizzate dall’autrice in maniera straordinaria.

Sono anche state rivolte delle domande ad Anna Maria Barbera, alle quali trovo siano state date risposte curiose, che mi piacerebbe condividere con voi, cari lettori.

Lei parla di amore e sentimento, cosa ne pensa di questa società violenta?

Io penso che ci siamo persi l’anima. Alcuni scelgono il male sapendo di farlo, ci sono anche persone le quali il male ha scelto loro e c’è un percorso umano e cristiano che devono compiere, secondo me, e poi per fortuna ci sono tante belle persone. A volte siamo in balia di cose da cui non riusciamo a difenderci, a volte la violenza esplode anche in casa. E penso sia la situazione che merita più attenzione, perché poi in difficoltà sono entrambi… sia la persona che usa violenze, sia la vittima che non sa come difendersi. Ci sono aggressività dichiarate e aggressività latenti, che ti sottraggono forza quotidianamente.

La violenza dicono appartenga agli animali, ma in questo periodo non ne sono più così convinta!

La violenza è un dato di fatto di questa società e sarebbe bello che una persona riesca a difendersi sempre con amore, però è una forza straordinaria che è difficile avere. A volte da una sofferenza si esce più forti, a volte invece il tessuto vitale non si ricuce. L’aggressività è un aspetto cattivo della vita, che penso si possa combattere! Mi piace immaginare la figura del giardino, in cui sono presenti erbe cattive, come fai ad eliminarle? Le estirpi tutte? Non ce la fai! E allora bisogna piantare quelle buone, cosìcchè tali radici tolgano terra a quelle non buone. Speriamo che ognuno stasera torni a casa e trovi un po’ di pace. La pace interiore è importante e un aspetto della vita da non sottovalutare.”

Come mai questo cambiamento dalla vena comica di “Sconsy” ad un‘Anna Maria molto introspettiva e profonda che parla di sentimenti?

“Io da piccolina mi sono sempre detta che avrei voluto fare l’attrice, pur non sapendo appieno cosa significasse, ma sapevo cosa sarei stata io. Cosa vuol dire essere attrice per me? Io sono convinta che Dio dia a tutti un talento, privato o pubblico, tutti abbiamo un senso, un compito preziosissimo che è anche quello di arrivare a casa la sera ed aver vissuto come eroi senza saperlo, per quello dicevo prima che chi semina pace e armonia ha già fatto tantissimo. L’attore è fatto così, capta la vita degli altri, a volte utilizza gli altri per interpretare poi in realtà se stesso, invece, come nel mio caso, non mi interessa di parlare di me, io desidero, per l’attitudine che ho, raccontare le vite nostre. Sconsy è nata con Gasman, e la mia ironia mi ha aiutato a campare, è una dote che ho e che ha dato origine appunto a Sconsy, che nasce per “sconsolare” il nostro quotidiano in cui più o meno tutti ci imbattiamo con le nostre difficoltà dalla cucina alla camera da letto, alla camera iperbarica, come dice Sconsy. È proprio con l’ironia che ho cercato di dare una mia interpretazione della vita e il dato di fatto era chella gente rideva. Piaceva. Ora però io non voglio vivere su Sconsy, perché non è corretto. Ogni creazione appartiene al pubblico e non all’autore e Sconsy siete voi. Questa scelta mi ha portato a dire dei no, e sono no che sono pesati, sono quattrini in meno che sono entrati nelle mie tasche, e nonostante possa rischiare di tornare a fare le pulizie, ora io voglio esprimere ciò che sento, questa è la mia onestà umana e artistica. E speriamo che la gente mi dia fiducia…”

Da sottolineare più di tutti in questo libro sono due aspetti. Il primo è che allegato al libro è presente un cd che contiene una traccia audio di una canzone scritta dall’autrice. E il secondo è che la bontà di Anna Maria Barbera sta anche nella beneficenza, infatti, destinerà parte dei proventi della vendita del libro alle ricerche sulla sclerosi multipla condotte da Gianvito Martino, direttore della divisione di neuroscienze presso l’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele di Milano.

E infine, un omaggio a tutti voi, i saluti di Anna Maria:

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Riccardo Barbagallo

Lavoro da qualche anno nell'editoria, mi occupo di comunicazione per editori e autori e sono un digital addicted. Al contrario di altri, non mi posso definire un lettore da sempre, 'La coscienza di Zeno' in prima media è stato un trauma troppo forte da superare per proseguire serenamente la relazione con la lettura. Più avanti ho deciso di leggere un libro per piacere, e non per obbligo, ed è stato lì che ho capito quale sia la vera forza della lettura: la capacità di emozionare. Credo che sia questo il segreto, se così possiamo definirlo. Non ho più smesso.

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