Perverso, schietto, autentico. Parliamo di Crash, romanzo cult di James Graham Ballard e uscito nel 1973. Un testo che ancora oggi sconvolge per la sua attualità, per la sua capacità di profetizzare il mondo moderno.
La trama è lineare. Un gruppo di londinesi stravaganti e disperati sente il bisogno di eccitarsi e di divertirsi attraverso lo scontro automobilistico non virtuale, colleziona immagini di corpi mutilati, associa alle lamiere immagini pornografiche, consuma rapporti sessuali ad alta velocità.
Lo stesso scrittore si inserisce in questo contesto, è l’io narrante. Salvatosi miracolosamente da un incidente in cui i corpi si sono mischiati alle lamiere, il Ballard – protagonista descrive e vede il mondo solo attraverso immagini pornografiche.
Attratto dallo spericolato Vaughan, icona televisiva e psicopatico, anche lui tutto cicatrici e malato di sesso, Ballard si colloca in questa società post – moderna in cui non c’è comunicazione, dove l’uomo è sempre più spersonalizzato e soprattutto è vittima della spettacolarizzazione del corpo e della morte.
Sono passati 40 anni dall’uscita di questo romanzo ma la sua attualità sbalordisce. Tutto è spettacolo e si consuma velocemente: la morte, il sesso, la tecnologia come perversa compagna di giochi annoiati. Un libro da leggere mettendo da parte i pregiudizi.