Una rivoluzione – Alessandro Golinelli

Titolo: Una rivoluzione
Autore: Golinelli Alessandro
Casa Editrice: Frassinelli editore
Genere: Romanzo
Pagine: 334
Prezzo: 16.50 €

Gennaio 2011. Un gruppo di turisti italiani si conosce durante un’esclusiva vacanza in Egitto. La comitiva, benestante e benpensante, riunisce le caratteristiche e le contraddizioni proprie della borghesia italiana contemporanea. Riccardo, medico dalle frustrate ambizioni letterarie, è partito con la moglie Sara, imprenditrice dal passato contestatario; Adele, disinibita legale in carriera, festeggia il cinquantesimo compleanno dell’amica Tania, produttrice televisiva disoccupata e scontenta affettivamente; Bruno, affarista aggressivo e spregiudicato, concede qualche briciola del proprio tempo alla famiglia, formata dall’elegante e insoddisfatta Elsa e dal piccolo Alessandro. Si ritroveranno tutti intrappolati nella torre d’avorio di un lussuoso resort, mentre la nazione egiziana esplode nella rivoluzione contro il trentennale regime del presidente Hosni Mubarak.

Ismail, ventiduenne aspirante attore della capitale, è incaricato dall’agenzia turistica a fungere da interprete e guida alla comitiva. Abbagliato dalla possibilità di rapportarsi con Tania, esperta dello showbusinnes, il giovane si sentirà lacerato fra il desiderio di “sfondare” nel mondo dello spettacolo occidentale e il sempre più impellente bisogno di partecipazione civile alle drammatiche vicende del proprio paese.

“Ismail era paralizzato di fronte alla tv, cercava volti amici. Era frastornato: addormentatosi attore, si era svegliato ancora sorpreso e lusingato per il successo, le lodi e gli abbracci, per ritrovarsi studente con una rivoluzione troppo lontana per potervi prendere parte come desiderava. Non aveva ancora smaltito l’adrenalina del palcoscenico quando cominciò a risalirgli davanti alle immagini: esercitavano una forza di gravità cosi irresistibile che sarebbe partito immediatamente” Pag. 187

Complici l’ozio e la convivenza forzati, i sei italiani si troveranno costretti a riflettere sulla propria esistenza, ad analizzare le rispettive frustrazioni e contraddizioni, abbandonando così le maschere e le finte sicurezze esibite al momento delle presentazioni.

Dei diversi ruoli che assumiamo per adattarci all’ambiente, indossiamo abiti di scena e non necessariamente maschere se non sentiamo la necessità di nasconderci, ne interpretiamo alcuni quotidianamente e a lungo. Come quello di genitori o figli. O esercitando un mestiere: magari controvoglia come Adele. O due, come Sara, per oltre vent’anni impiegata e ora imprenditrice. (…) Mentre Alessandro, come ogni bambino, si fissava su una parte alla volta, e ora interpretava Alì. Però di rado un ruolo prende il sopravvento sugli altri, più spesso ci serviamo di un personaggio ideale, il solo con l’autorità di rimproverarci e farci sentire in colpa.” Pag. 260

Il progressismo di facciata si sgretolerà, mettendo alla luce la vera posizione di ciascuno dei turisti. Solo il piccolo Alessandro non si limiterà a un’osservazione pietistica della popolazione locale ma, nonostante le difficoltà linguistiche, costruirà una sincera amicizia con Youssef, un giovane garzone del resort.

La rivoluzione non sarà solo quella egiziana, ma anche il cambiamento intimo che ciascuno dei personaggi scoprirà nella propria vita.

L’autore dimostra una notevole conoscenza dell’ambientazione e del contesto storico narrato, ricostruendo con perizia eventi e scenari. Il romanzo si dipana soprattutto attraverso vivaci dialoghi dove, a tratti, il contrappunto della voce narrante si fa un po’ troppo invadente nel desiderio di spiegare e giustificare ogni evento o atteggiamento dei personaggi.

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