Una notte in una libreria Waterstones

images (1)Poniamo che la libreria presso cui state facendo un giro chiuda alle ore 19.30, e poniamo, allo stesso modo, che voi non vi accorgiate di che ore siano e rimaniate chiusi nella libreria per le due ore successive, muniti solo del vostro cellulare e un connessione 3G. Poniamo, ancora, che questo sia realmente successo in una delle librerie Waterstones ad un turista americano riuscito ad uscire solo grazie a Tweet spiritosi e ironici in cui chiedeva di “Essere liberato” e che è stato ascoltato solo dopo due ore dalla sua richiesta di aiuto. Gli utenti del social network di cui David Wills ha usufruito non gli hanno fatto mancare il supporto: chiamando la polizia, offrendogli del cibo, o consigliandogli qualche libro da leggere, perché, diciamocelo, rimanere chiusi in una libreria può risultare molto meno noioso che rimanere chiusi in una bigiotteria, ad esempio. Dopo la liberazione del turista, la Waterstones ha postato su Twitter attraverso il suo profilo ufficiale “Siamo lieti di annunciarvi che Mr Willis è di nuovo un uomo libero. Grazie per il vostro interessamento e per i tweet”; un evento del genere non poteva che scatenare un’ondata di commenti non propriamente comprensibili nei confronti della catena li librerie, la quale, però, ha deciso di giocarsela in maniera straordinaria con il concorso “Se rimaneste chiusi in una libreria per tutta la notte, quale libro leggereste e perché?” e ad essere letteralmente sommersa di richieste per passare una notte chiusi in una delle librerie Waterstones, purtroppo ( o per fortuna) i fortunati prigionieri potranno essere solo 10.

La notte in libreria si rivela una formula vincente per rinforzare, ricreare, riallacciare i legami tra librerie e lettori offrendo a questi ultimi la possibilità di un’esperienza diversa e del tutto insolita.

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