Tutte le poesie – Cosimo Ortesta

Titolo: Tutte le poesie
Autore: Cosimo Ortesta
Data di pubbl.: 2022
Casa Editrice: Argolibri
Genere: Poesia
Pagine: 355
Prezzo: € 18,00

Cosimo Ortesta (Taranto, 13 novembre 1939 – Roma, 2 settembre 2019) è una delle voci più inattuali della poesia italiana del secondo Novecento. Un poeta appartato con la vocazione della conoscenza. Nel progetto di un freddo perenne, pubblicato nella collana bianca da Einaudi nel 1989 è uno dei vertici della nostra poesia più recente.

Da tempo i libri di Ortesta sono praticamente introvabili e sulla sua opera è caduto un oblio ingiustificato.

Per fortuna esistono realtà editoriali che riconoscono la grandezza degli inattuali.

Grazie a Argolibri oggi esce un volume che ripubblica tutta l’opera di Cosimo Ortesta.

Tutte le poesie (a cura di Jacopo Galavotti, Giacomo Morbiato e Vito M. Bonito) raccoglie tutti i libri del poeta tarantino, le poesie disperse, quelle ritrovate e le traduzioni.

«Il lavoro di Ortesta – scrive Bonito nell’introduzione – è testimonianza di un solitario rigore stilistico e di una parola severa e compiuta che si è tenuta lontana da qualsiasi rispecchiamento ornato dal gesto lirico, orfico o innamorato che sia, tanto quanto dall’esibizione di qualsivoglia vacua sperimentazione di andata e ritorno, pervicacemente autoreferenziale».

La sua poesia è una lingua del sentire e del patire, della memoria e della materia.

Ortesta è un poeta complesso che non ama la retorica. Scrivere significa prima di tutto circoscrivere i punti di frattura, le zone mancanti dell’io.

Profondo conoscitore e appassionato della cultura francese e dei suoi poeti che tradurrà, Ortesta darà vita a un suo personale progetto di scrittura che avrà una sua particolare fenomenologia percettiva.

Giacomo Morbiato sul lavoro poetico di Cosimo Ortesta scrive: «La poesia coincide con il tentativo di imporre, attraverso un lavoro poetico che è insieme ascolto, osservazione, memoria e volontà, una forma a quelle zone della vita di tutti rese almeno in parte refrattarie alla conoscenza attraverso la lingua dalla loro natura opaca e urticante».

La poesia di Ortesta nasce dall’urgenza è non rinuncia a un forte richiamo etico. La sua parola è sempre sull’orlo dell’abisso.

«Nel progetto di un freddo perenne / lenimento si sveglia inerme / a severa distanza un lamento all’orecchio. / Tra le crepe nello stesso odore / ancora cresce illusione non desiderata / dentro un cerchio antico di due forme una forma / che accresciuta non grida non vuole / venire fuori / lì per un accesso di dolore / inosservata chiedendo più attenzione / a eccesso di colore».

Leggendo questi versi tratti da Nel progetto di un freddo perenne, il libro più importante e coeso di Cosimo Ortesta, siamo travolti da una cifra problematica del disincanto espressa con una lingua poetica che alle parole chiede lo schianto.

La sua poesia oggi legge con tutte le sue dinamiche dell’abisso questo nostro attuale progetto di un freddo perenne dal quale non ne usciremo vivi.

Ortesta, assente da tutte le ricostruzioni letterarie e critiche del secondo Novecento, merita attenzione, studio e soprattutto una visibilità che gli è stata ingiustamente negata.

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