Trans Europa Express – Paolo Rumiz

Autore: Paolo Rumiz
Titolo: Trans Europa Express
Editore: Feltrinelli
Genere: diario di viaggio
Numero di pagine: 231
Anno di pubblicazione: 2012
Prezzo: € 18,00

“E’ stato un bagno di umanità questo viaggio ad est. Mai come questa volta non sono stato io a fare il viaggio. Ma le persone che ho incontrato. Come dire che è stato il viaggio a fare se stesso, ignorando i miei schemi mentali” (pag.17).

Paolo Rumiz, uno dei più grandi viaggiatori contemporanei,  nell’estate del 2008 partendo da Kirkenes, estrema Norvegia, racconta un viaggio che si snoda da nord a sud, capolinea Odessa, magica città ucraina sul Mar Nero. Un viaggio “in verticale”, sul filo delle frontiere dell’Est, tra Unione Europea e Russia, lungo 6000 km. Due i compagni di viaggio: una nota fotografa  e interprete  polacca, grande esperta di culture, popoli e religioni, Monika Bulaj, e uno zaino di soli 6 kg. Oltre un mese trascorso a ridiscendere l’Europa frontaliera in autobus, treno, battelli fluviali, mezzi di fortuna, passaggi in auto e camminate forzate,il tutto a sessant’anni, vissuto quasi da hippy. Un viaggio a ridosso delle frontiere, scegliendo luoghi dimenticati dal turismo, ma anche dalle istituzioni, alla ricerca di minoranze storiche, attraverso paesaggi di rara bellezza e regioni sconosciute ai più, ma dai nomi dolci e musicali, echi di fiabe, quali Carelia, Polesia, Podolia, Bucovina, Volinia.

Il racconto è questo libro: Trans Europa Express. Uno stupendo spaccato di un’Europa poco conosciuta, a due passi da casa nostra, quasi fosse un altro pianeta. Procedendo a zig-zag Rumiz entra ed esce dalle frontiere europee spostate ora verso Est, ancora più rigide di quelle del passato, senza aver mai incontrato né gruppi di turisti  né ristoranti cinesi e, appena avverte sentore di tour organizzati,  fugge a gambe levate alla ricerca di paesaggi bucolici e luoghi dell’anima. L’autore compie deviazioni verso località sperdute e paesaggi periferici e ignoti di intatta bellezza. La cartina geografica, autoprodotta, di un’Europa che non guarda ai confini nazionali, lo porta alla ricerca di regioni che la geografia del Novecento ha spazzato via: “Sulla mia carta fai-da-te non sono annotati stati-nazione, ma antiche regioni frontaliere inghiottite dalla geopolitica” (pag.15). Scende lentamente queste terre segnate dall’acqua e annota con cura i cambiamenti del mondo vegetale: il passaggio dalle betulle ai tigli e alle querce, quindi le vigne, infine i platani e i fichi.

Nel mezzo la descrizione di un’umanità toccante, di persone semplici. Tanti incontri in un viaggio intenso dai quali emerge l’animo generoso della gente comune sempre pronta ad aiutare e a condividere quel poco che ha in nome dell’ospitalità per far sì che lo straniero si senta come a casa. Un viaggio geografico ma soprattutto umano, una raccolta di testimonianze di un mondo che fatica a sopravvivere sempre più minacciato dalla globalizzazione. Piccole grandi storie di vita quotidiana: storie di monaci e di pescatori di merluzzi, di poveri contadini e di modesti apicoltori, imbevute di profumi di terra selvaggia, di stati d’animo, di emozioni. Nessun incontro con personaggi famosi e importanti ma spazio solo agli anonimi o meglio ancora ai dimenticati. Si leggono incontri meravigliosi capaci di offrire tempo e calore umano: una venditrice di mirtilli e un pescatore di granchi giganti, un fisarmonicista d’antan, tassisti e contrabbandieri e profughi di ogni risma. Esperienze inattese e casuali legate a deviazioni verso località sperdute che gli fanno scoprire la vera vita, portandolo all’euforia quando rintraccia antiche etnie e religiosità. E il suo zaino si svuota e si riempie ogni volta di un nuovo contenuto.

Per chi ama la geografia questo libro è una vera meraviglia. La narrazione è un fluire continuo come il dialogo con le persone e i luoghi incontrati. La penna di Rumiz riesce a far coincidere ogni momento con un incontro. E’ un inno ad un mondo pieno di colori, sapori, tradizioni e usanze che sta scomparendo. Trans Europa Express è un libro che stimola un gran desiderio di viaggiare.

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  • Tiziano da Belluno

    Quasi coetaneo (sono del ’48)sto assorbendo quanto stai scrivendo sul ‘Trans…’ e risento vecchie ‘armonie’ che credevo non più rivivibili.-
    Ti rigrazio di quanto hai scritto e sopratutto ‘difeso’ un mondo che mai più vivremo e che non siamo stati capaci di consegnare ai nostri figli, non siamo riusciti a tasmettere quanto è possibile leggere nel semplice mondo che ci circonda senza guardare ‘le lucette del mondo consumistico’ che tutto fa marcire.-
    Ti invidio per la semplicità che hai nello scrivere di ‘senzazioni’ sia tue che degli altri e credo che questo ti sia dato da quella magnifica città che è Trieste (trst) e dei sui ‘scanzonati’ abitanti sempre pronti ed abituati a cancellare le frontiere (ma è dovuto alla storia passata vissuta…) .-
    Una curiosità, a parte l’inglese, quanto ti è servito nel tuo viaggio la conoscenza del mondo slavo, del suo modo di pensare ecc.. e credi sia ancora possibile rifarlo per un piccolo gruppo di amici .-?
    Anche se non mi rispondi grazie lo stesso anche perchè hai acceso ancora la mia curiosità per mondi che mi facevano un poco di paura…
    resti atavici per il diverso del tipo ‘mamma li turchi ecc.’ dove tra l’altro da solo con mia moglie ho passato tre magnifici periodi estivi in mezzo a gente tranquilla, e così in Marocco …..-
    Complimenti di nuovo e vedro di leggerne ancora di libri così piuttosto disincantati ma pieni di ‘luce perduta.-
    Continua …e ‘se sentimo’ Tiziano

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