Lo schiaffo – Christos Tsiolkas

Titolo: Lo schiaffo
Autore: Tsiolkas Christos
Genere: Romanzo
Pagine: 544
Prezzo: 12.00 €

Autore: Christos Tsiolkas
Titolo: Lo schiaffo
Editore: Neri Pozza
Genere: romanzo
Pagine: 544
Anno di pubblicazione: 2011
Prezzo: 18.00 euro

Lo schiaffo di Christos Tsiolkas è un ottimo esempio di romanzo familiare in cui le vicende dei numerosi personaggi e delle diverse famiglie, ruotano attorno ad un unico avvenimento che dà il titolo al libro e funge da momento zero della narrazione. Quando durante un party in giardino uno degli adulti presenti, infastidito dal comportamento ineducato del piccolo Hugo, preoccupato per il suo stesso figlio che è minacciato dai capricci e dalla mazza da baseball che il bambino agita con rabbia, perde la calma e lo schiaffeggia, è davvero come se il tempo si fermasse.

Dove prima c’era una famiglia composita e numerosa, ma fondamentalmente unita anche negli elementi acquisiti e senza legami di sangue, nelle amicizie tanto strette da figurare nel computo dei parenti, ora c’è una guerra  in cui prendere posizione è indispensabile.

Un unico evento di qualche secondo appena è capace di mettere in luce le differenze tra generazioni, culture e classi sociali. Le spaccature sono diverse, interne spesso ai singoli nuclei familiari, e attorno alla stessa domanda (è mai lecito schiaffeggiare un bambino?) si articolano tutta una serie di dubbi ulteriori, di questioni esistenziali, di scelte da ponderare. In qualche modo tutti i personaggi finiscono per mettere in discussione la routine della propria vita, salvo poi scivolarci nuovamente dentro prima ancora di rendersene conto.

Mi piacerebbe poter scrivere che leggere questo libro è come ricevere uno schiaffo in piena faccia, ma non è così. Non che non sia interessante, o ben scritto, o abbastanza lungo da farti affezionare ai personaggi. Ha tutto questo, è tutto questo. Però ci sono alcune pecche che hanno in qualche modo smorzato il mio entusiasmo, ridimensionato la sorpresa, abbassato il giudizio.

Si tratta di momenti di autocompiacimento, da cui l’autore non riesce a sfuggire. La tentazione di ridurre un carattere meno comune a qualche tratto conosciuto, condiviso da qualsiasi tipo di lettore, in fondo stereotipato. Una certa semplificazione dell’opposizione uomo / donna. L’impossibilità di trovare un vero punto di vista diverso da quello maschile nelle numerose scene di sesso.

Nel complesso, comunque, il romanzo è veramente piacevole, e non stupisce la collezione di giudizi entusiasti della stampa inglese che figura nella quarta di copertina.

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