Salone del Libro: Il latino ai tempi di Twitter

Sabato 10, ore 14 – Sala Bianca 

La nuova serie della rivista Latinitas

con Luciano Canfora, Ivano Dionigi, Valerio M. Manfredi e mons. Ravasi 

Il latino si presta perfettamente a twitter, vista la sua proverbiale sinteticità che ben si adatta a scrivere massime in meno di 140 caratteri. Il solo problema è che se scriviamo sui social network, forse vorremmo essere compresi dai più e questo, usando il latino, non sempre è possibile. Anzi, i relatori hanno raccontato diversi divertenti aneddoti su come vari illustri intellettuali usassero il latino o il greco nelle loro lettere o diari proprio perché i domestici non potessero impicciarsi dei fatti loro.

La tutela della privacy non è però il motivo per cui la Pontificia Academia ha voluto ripristinare la rivista Latinitas, che torna ad essere pubblicata dopo molto tempo. L’iniziativa, come spiega Dionigi nell’introduzione, è invece volta al recupero di una lingua che è stata alla base della nostra cultura, e che ancora sarebbe fondamentale per formare cittadini proprio perché in latino si sono create le basi della nostra letteratura e filosofia, della scienza, della religione. La rivista raccoglie contributi, in lingue moderne o in latino, non solo di analisi letteraria, ma anche di “letteratura latina contemporanea” e sulla didattica, perché il recupero della lingua di Cicerone non può che passare per le scuole.

Come ha ricordato Valerio M. Manfredi, al termine di una conferenza divertente e vivace per i molti episodi e citazioni evocati dai dottissimi relatori, i tentativi di attualizzare il latino (ad esempio con giornali in tale lingua) somigliano molto agli strumenti di respirazione e alimentazione forzata per tenere in vita un malato in coma irreversibile: lo spirito deve essere, invece, di una profonda conoscenza che ci permetta di comprendere le nostre origini, oltre che la nostra lingua (ed i nostri dialetti).

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