Revival – Stephen King

Titolo: Revival
Autore: King Stephen
Data di pubbl.: 2015
Casa Editrice: Sperling & Kupfer
Genere: thriller
Traduttore: Giovanni Arduino
Pagine: 480
Prezzo: 19,90

Parliamo di Revival dopo che Sperling & Kupfer ha annunciato l’uscita del prossimo thriller Chi perde paga (titolo originale Finders Keepers uscito il 2 giugno in America) per l’autunno.

Qualche polemica intorno a Stephen King (e non mancano le critiche verso l’editore italiano), come per qualsiasi argomento “grande” e importante, si solleva sempre: ogni suo libro suscita un dibattito, anima una discussione e, a chi lo legge, lascia un segno. Non c’è niente di banale o di scontato, in questo “segno” che King imprime anche ai suoi lettori occasionali. La scrittura del Re, nei suoi ultimi romanzi, è cambiata, lui è un uomo maturo e nostalgico, si mostra cervellotico e interessato alle questioni più intime e personali legate all’essere uomo.

Si può leggere Revival in diversi modi. Si possono rintracciare tutti i riferimenti letterari a Howard Phillips Lovecraft, si può stilare anche una colonna sonore del romanzo (Sperling ne ha parlato con #KingPlaylist), si può sospirare sul primo amore (che è poi sempre l’ultimo, quello su cui si chiudono gli occhi e i sogni), si può riflettere sulla necessità dell’uomo di rendersi immortale. E l’immortalità, ciascuno la rincorre a suo modo, d’altronde: chi mettendo al mondo figli per portare avanti la progenie, chi creando musica, chi sfidando le leggi naturali e sconfinando nella follia.

Cos’è Revival? E’ la storia di un ragazzo che scopre due cose che gli cambieranno l’esistenza: il giro di mi, che gli apre le porte al mondo della musica, e l’elettricità, che nelle mani di un reverendo può fare miracoli. Forse.

Ci sono due storie in questo libro: la scoperta del mondo, i primi concerti da musicista di Jamie, il suo primo bacio, la prima volta, l’incontro e l’amicizia con Charles Jacobs, il reverendo. E poi c’è l’incubo, la discesa ad inferos, la dipendenza dalla droga e dal dolore, e la possibilità che forse, dopo questa vita, non ci sia nulla di bello ad aspettarci.

King ti sta accanto in ogni passaggio della storia, da bravo vecchio zio che qualcosa della vita l’ha capita e, così, raccontandoti qualche aneddoto spaventoso, te la vuole spiegare.

La gente dice che finché c’è vita, c’è speranza, e non ho niente da obiettare, ma funziona anche al contrario.

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Vivo a Milano, dove mi occupo di comunicazione e nel poco tempo che mi rimane, tra lavoro e lettura (lettura, lettura), scrivo racconti (quelli per sole donne).

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