Quando il nome dell’autore è una garanzia

E’ uscito il libro di Pippa Middleton sul party perfetto e a una settimana dal lancio ha venduto solo 2000 copie, nonostante campagne pubblicitarie asfissianti, la parentela con la famiglia reale più famosa e potente del mondo e un prezzo di copertina dimezzato (da 25 a 12,5 sterline).

Se “l’autrice” (tra virgolette perché è lecito dubitare circa la sua diretta partecipazione alla stesura del libro) si coccola con le 400mila sterline pagate da una Penguin ancora ebbra per le feste post-fusione con la Random House, la casa editrice si mangia le mani, per i soldi buttati via con facilità e negligenza.

Sono molte, troppe, le case editrici che sfruttano il nome di un personaggio famoso per vendere manuali ridicoli e libri senza alcun significato e quando i lettori rispondono con decisione, irridendo e non comprando, l’evento è motivo di gioia per quella parte del settore editoriale che crede nella qualità e nella sperimentazione.

Lasciamo la scrittura agli scrittori, e che Pippa si consoli a suon di party. Magari quelli li sa veramente organizzare.

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