OLTRE LA PENNA DI… Massimo Romagnoli

L’astrologia secondo Massimo Romagnoli

A mio avviso i segni zodiacali non esistono o per meglio dire le costellazioni zodiacali non c’entrano niente con l’astrologia. Forse gli antichi non sapendo che la terra girava e vedendo il cielo muoversi, hanno scelto un simbolo per ogni momento dell’anno… ma perché proprio quei dodici simboli e non altri?

Ho trovato la risposta passeggiando nel mio giardino in una bella giornata di primavera quando dal terreno spuntava una piantina nata da pochissimo. Da quel momento tutto mi è diventato chiaro.

L’Ariete è il primo segno e lo zodiaco inizia con la Primavera, quando le giornate si allungano e il ciclo naturale riparte. È un montone, il maschio della pecora. E che caratteristica ha? Quella di combattere a testate! I primi giorni di primavera infatti sono un atto di forza e di energia, indispensabile alle piante per poter iniziare la loro avventura alla luce del sole. Alla fine di aprile è il momento del Toro: le piantine sono già cresciute, le api impollinano i fiori con l’aiuto del vento e nell’ovaio inizia la meiosi, cioè la moltiplicazione cellulare. Tutta roba del mondo femminile. E allora perché hanno scelto il Toro? Questo mi domandavo fino a quando non sono incocciato nell’astrologia egiziana: gli egiziani avevano Hator, la donna dalle orecchie da mucca a simboleggiare la fertilità di madre natura. Perché la mucca? Beh, se voi conoscete un animale domestico con gli organi riproduttivi più maestosi di una mucca, fatemelo sapere. Credo che tutta questa bellezza sia stata nascosta dalla cultura maschilista e sostituita dal toro.
Poi arrivano i
Gemelli: sono due, proprio come le due parti dei frutti che vediamo comparire sulle piante in questo mese. Aprite un frutto e lo vedrete composto di due parti appiccicate insieme, esattamente come noi: due orecchie, due occhi, due narici, due braccia, due testicoli, due ovaie, due piedi. I Gemelli sono la linea che parte in mezzo alla fronte e finisce all’inguine dividendo il corpo in due. Con i Gemelli avviene la consapevolezza dell’altro e inizia la comunicazione. Il Cancro è associato al primo mese dell’estate, quando i frutti maturano e si gonfiano, proprio come le donne in maternità. Il cancro, cioè il granchio, è timido e se lo disturbate lo vedrete camminare a ritroso per poi rifugiarsi in un buchetto. Torna indietro e si rifugia all’interno della prima tana, l’utero materno, ovvero la nostra prima casa, comoda e sicura.

Nel secondo mese dell’estate troviamo il Leone: la criniera ricorda la corona dei raggi solari e siamo nel momento dell’esplosione in natura, è il momento del raccolto, del parto e del conseguente orgoglio: Guarda mio figlio! Guarda che zucchine ho raccolto! Alla fine di agosto Madre Natura si secca e torna come Vergine: non è più tempo di produrre ma di curare il raccolto per farlo durare il più a lungo possibile. L’involucro dei semi caduti a terra si secca e fa sì che si superi l’autunno e l’inverno per poi ricominciare il ciclo nella primavera successiva. Da qui la famosa pignoleria del segno della Vergine. A settembre tornano le piogge che reidratano il terreno e lo fanno ritornare pronto e disponibile a una nuova produzione. Il simbolo della Bilancia è stato scelto perché con il settimo segno iniziano le opposizioni, cioè autunno e inverno che bilanciano la primavera e l’estate. Nell’ottavo segno, lo Scorpione, muoiono e cominciano a cadere le foglie dagli alberi. L’animale viene scelto per il pungiglione portatore di morte. In fondo la morte cos’è? L’espulsione all’esterno di una parte di noi che feconderà altra vita. Alla fine di novembre le foglie cadute nel periodo dello Scorpione iniziano il processo di putrefazione che sprigionerà energia e si entra nel segno del Sagittario, l’animale mitico mezzo cavallo e mezzo uomo: a cavallo infatti si facevano i lunghi viaggi. E a cosa sta puntando l’uomo con la sua freccia? Ma è chiaro! Alla primavera! L’energia sprigionata dalle foglie morte darà la forza al seme comparso nel mese della Vergine per poter compiere il lungo viaggio attraverso i mesi freddi. A dicembre arriva il freddo e la terra si indurisce a formare una crosta che proteggerà la vita sottostante. Il Capricorno infatti vive sulle vette delle montagne tra il freddo e le intemperie. In questo simbolo vediamo il freddo e la durezza ma anche la scalata alla vetta e il punto d’arrivo.
Il mese successivo il seme si risveglia, la brocca dell’
Acquario da dove scorre acqua simboleggia lo scorrere di vita, il ritorno e la distribuzione della coscienza e della conoscenza. E infine nell’ultimo periodo del ciclo annuale il seme sacrifica se stesso. Con un atto di metamorfosi perde la propria identità per trasformarsi in una nuova piantina che ricomincerà il ciclo vitale. E’ il momento dei Pesci, perché tutte le grandi metamorfosi negli esseri viventi avvengono nell’acqua.


Questo per me è il senso intrinseco dei segni zodiacali che non stanno in cielo ma partecipano di tutta la vita. Perché la vita tutta segue questo ciclo.

massimo romagnoli

Massimo Romagnoli è nato a Roma, dove gestisce il pub Il Pigmalione, fondato insieme a Claudia, l’amica inseparabile che compare nel romanzo. Vive nella campagna laziale, circondato da cani e galline. Ha una grande passione per l’astrologia, che ha studiato in modo approfondito ma che non pratica per professione, e ama viaggiare, specialmente in luoghi molto lontani. Le tre caravelle in un mare di guai, edito da Giunti, è il suo primo romanzo.

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