OLTRE LA PENNA di… Giulia Alberico

LA MIA LIBRERIA CHIUDE

A fine marzo calerà definitivamente le saracinesche la libreria dove per più di dieci anni ho incontrato, quasi ogni giorno,  i miei librai, i libri, amici lettori, scrittori, saggisti, poeti.

So della chiusura, come tutti i clienti, da mesi. Ma ho fatto finta di niente fino a ieri. Pure, ora che il count down si fa più incalzante, mi preparo davvero a questa cerimonia degli addii. Voglio celebrarla col ricordo di quel che ho avuto, di quel che questa libreria mi ha dato. Né de profundis sul declino della lettura ( esiste una letteratura in merito), né malinconie crepuscolari, né attacchi astiosi contro le ‘catene’ supermarket che vendono i libri.

Voglio invece fare, e farò, una grande festa. Lì, in libreria. Ne ho parlato oggi. La voglio fare insieme ai tanti che resteranno orfani come me, insieme ai librai che sono diventati amici e che non perderò.

Faremo un bell’ultimo incontro, come i tantissimi che si sono succeduti negli anni: col prosecco, i vini rossi, la torta, le castagnole, le frappe, i bigné.

La mia libreria che sta per chiudere si chiama Pergamon. Sta in una strada silenziosa e di scarso traffico, sulla collina di Monte Mario. Ha due grandi vetrine, una panchina che viene tirata fuori ogni mattina e fatta rientrare la sera, ha un divano rosso che ha dato il nome, per otto anni, ad un gruppo di lettura che s’è riunito, mese dopo mese, sempre più folto, accalorato nelle discussioni, appassionato per le parole scritte.

Si andava da Pergamon per incontrare Piera e Armando, i librai, e Valentina, la commessa. Anche solo per un saluto, due parole sulle ultime uscite, per ordinare qualcosa di cui s’era letto sul Domenicale…

Insieme agli altri orfani stiamo cercando asilo per poter continuare a vederci, parlare di libri, passare insieme ore di gioiosa scoperta, confronto, aperture a nuovi autori, riletture di classici, scambio di entusiasmi.

Troveremo asilo da qualche parte, lo so, ma non sarà più lo stesso.

In certe sere d’inverno noi del gruppo di lettura s’arrivava da Pergamon a passo svelto, e portavamo con noi un odore di freddo e di nebbia. Dentro, nello stanzone illuminato e caldo del Divano Rosso, libere dalle sciarpe e cappotti, si iniziava a discutere del libro del mese. Uscivamo dopo due ore calde di tepore ricevuto dal luogo e dalle parole scambiate.

Con l’arrivo del caldo è sempre stata la panchina, sulla strada, ad accoglierci. Ci si attardava sotto certi cieli di Roma di colore viola e rosa, a fumare una sigaretta, ad anticipare ‘scoperte’ di autori, di nuovi romanzi…

Poi dentro, per non sciupare il tempo, voraci e allegre per esserci, per essere un gruppo che divideva la stessa passione: la lettura.

Il nostro Divano Rosso conta soprattutto donne. Di varia età e formazione, di esperienze di vita e di lavoro molto diverse. Siamo insegnati ed ex insegnati, avvocate, architetti, counselor, impiegate, casalinghe, universitarie, giornaliste. Nubili, mogli, madri, nonne. Nessuna di noi è una donna annoiata, nessuna gioca a ‘fare salotto’, ci si è incontrate da Pergamon per curiosità e passione.

Ora, dico la verità, sembriamo un po’ sbandate dalla imminente chiusura. Forse, visto come va il trend della lettura in Italia, siamo una strana specie? Chiuderanno tutte le Pergamon? Dove andrà ad abitare la voglia di stare insieme, con un libro tra le mani? Nei supermarket è difficile…

Chi vivrà vedrà! Intanto mi preparo a una grande festa da Pergamon nel primo mese di questa primavera 2015!

Giulia Alberico

Giulia Alberico è nata a San Vito Chietino (Chieti) e vive a Roma. È stata insegnante di Italiano e Storia negli Istituti Superiori. È autrice di Madrigale ( Sellerio 1999); Il gioco della sorte (Sellerio 2002); Il corpo gentile. Conversazione con Massimo Girotti (Sossella 2003); Come Sheherazade (Rizzoli 2004); Il vento caldo del Garbino (Mondadori 2007); I libri sono timidi (Filema 2007); Cuanta Pasion(Mondadori 2009). Ha diretto collane per Filema ( Napoli) e Lozzi editore ( Roma). Ha pubblicato racconti per diverse antologie e riviste.

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