Oleksandr Irvanets – Il venditore di stelle

Titolo: Il venditore di stelle
Autore: Oleksandr Irvanets
Data di pubbl.: 2018
Casa Editrice: I Quaderni del Bardo edizioni
Genere: Poesia
Traduttore: Paolo Galvagni
Pagine: 89
Prezzo: € 10

I Quaderni del Bardo, l’editoria firmata  Stefano Donno, è un mondo aperto alla poesia del mondo.

La piccola casa editrice salentina puntando sulla qualità sta scavando nel meglio che c’è nella poesia contemporanea, andando oltre i confini nazionali.

Il catalogo adesso si arricchisce anche di una collana di poesia slava, curata da Paolo Galvagni, che in materia è un esperto autorevole.

Il primo titolo è uscito in questi giorni.  Paolo ci presenta Oleksandr Irvanets, un poeta ucraino davvero interessante.

Il venditore di stelle, questo è il titolo della raccolta che Paolo Galvagni ha curato e tradotto.

Iravanets è nato nel 1961 a L’viv, importante centro culturale dell’Ucraina sud – occidentale. È poeta, narratore, drammaturgo e traduttore.

«La poesia di Irvanets – scrive Paolo Gaslvagni nella prefazione – è facilmente percepibile con l’orecchio: è chiaramente declamatoria, sagace, ironica e romantica al tempo stesso. Con tutti questi tratti ricorda l’opera dei cabarettisti, dei poeti chansonnier.

Oleksandr Irvanets è il rappresentante del post- moderno più carnevalesco e provocatorio. Punta l’attenzione su persone e gesti  che a prima vita sono quotidiani.Ma proprio in essi egli trova percezioni o fenomeni elevati, importanti per la propria coscienza o per la morale della società. Nelle sue opere si svela la vita quotidiana».

Siamo davanti a un poeta che sta nel giorno, scava con le parole nella linea della vita. Con la poesia attraversa il cielo capovolto dell’esistenza, fruga tra le rovine del mondo.  Con gli occhi tristi e la voce stanca sente e ascolta  tutto quello che accade del suo tempo che non porta buone notizie.

In un ‘intervista rilasciata nell’aprile del 2018, Irvanets afferma che in gioventù scriveva poesie d’amore: poi il vino è diventato aceto e la satira nella sua poesia insieme al disincanto hanno preso il sopravvento.

«La falsità non è affatto menzogna.  /La falsità è oggetto di compravendita»; « Portare la croce, dicono , è un dogma. / E il nuovo tempo  mi spazza via, mi cancella. / Ecco la mia croce. L’ho portata a lungo. / Prendete il mio posto. / Toglietemela di dosso».

La vena lirica si è prosciugata . Il poeta guarda negli occhi il suo tempo e la sua terra . Il vino è diventato aceto.  La poesia è tutto quello che gli resta per attraversare tutto questo freddo che sta diventando gelo perenne.

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