Non dare la corda ai giocattoli – Nicola Vacca

Titolo: Non dare la corda ai giocattoli
Autore: Nicola Vacca
Data di pubbl.: 2019
Casa Editrice: Marco Saya
Genere: Poesia
Pagine: 106
Prezzo: 12 €

La poesia di Nicola Vacca non lascia intravedere vie di uscita. Anche questa volta, i versi dell’autore pugliese vanno subito al sodo. Nessun concetto astratto o verbosa mistificazione della realtà, qui si parla il gergo della disillusione. Insomma, prendere o lasciare, perché tutto ha i minuti contati, tranne il disastro che dilata il tempo dell’abisso.

Chi conosce l’opera di Vacca sa che la sua è sempre stata una poesia di denuncia che non vuole istigare o fare proseliti, ma che pone il lettore davanti a una scelta. Chi dialoga con la negatività non è un pessimista, ma un uomo che sa di avere ancora la possibilità di salvarsi, a patto che agisca. Non dare la corda ai giocattoli è la testimonianza di un uomo in rivolta che ha detto no e che, nonostante la sua disillusione, non riesce ad arrendersi del tutto. Non è malvagio chi lotta per sopravvivere, ma chi dimostra indifferenza.

Tutto quello che c’era da comprendere/non l’abbiamo capito./Adesso che ogni cosa si scinde/non c’è niente di più bello/che scomparire./Dobbiamo portare pazienza/davanti a un silenzio terribile/di sospiri macabri.

I giocattoli di cui Vacca ci parla sono le utopie dietro cui ancora ci rifugiamo. Sono i miti del progresso che ancora ci ammaliano con speranze plastificate. Le merci esposte nelle vetrine dei centri commerciali sono balocchi per uomini che non vogliono ancora crescere. È tra queste mura in cemento armato la roba che riempie i nostri vuoti esistenziali.

Siamo tutti figli di un padre-giocattolaio che ha capito i nostri punti deboli. Non sappiamo liberarci della sua influenza, anzi, quando ce ne distacchiamo in noi si agitano i rimorsi.

Non date retta al venditore di giocattoli/con il suo carico di utopie./Lui sa che il giocattolo si è rotto.

Ricca di spunti anche la prefazione di Giulio Maffii, secondo cui, l’opera di Vacca ha come tema la disumanità che stuzzica nell’essere vivente una masochistica ricerca dell’infelicità. Concetti che il poeta pugliese mette in mostra in versi taglienti e carichi di nostalgia. In essi, infatti, si invoca il ritorno al senso di comunità, perché, a vincere è sempre il noi.

 

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Martino Ciano

Classe 1982, vive a Tortora, comune della provincia di Cosenza. Promesso ragioniere, lascia la partita doppia per la letteratura, la poesia, la musica e il giornalismo. Si laurea in Scienze Storiche all’Università La Sapienza di Roma. Attualmente è corrispondente per l’emettente televisiva Rete 3 Digiesse. Nel 2011, l’incontro con Gli amanti dei libri, per cui cura la rubrica Amabili letture. Collabora anche con le riviste letterarie Euterpe, Satisfiction e Zona di Disagio di Nicola Vacca. Ama scrivere racconti, alcuni dei quali sono stati pubblicati su siti e riviste on-line. Tra questi, La logica del difetto è nel catalogo dalla Bla - Bookmark Literary Agency di Paolo Melissi. La sua pagina personale facebook è Dispersioni 82. AMABILI LETTURE: I libri che mi piacciono, i classici che mi hanno formato, il profumo delle parole che mi hanno riempito l’anima. Sono un lettore anarchico, che si sposta da un genere all’altro con il solo obiettivo di saziare le mie curiosità. Voglio condividere con voi le mie impressioni sulle opere che mi hanno reso un divoratore di parole. In questo spazio verrà data voce agli esordienti, agli autori dimenticati, ai poeti, ai sognatori, agli irregolari. La letteratura è arte e scrivere d’arte è il mestiere più bello del mondo.

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