Viaggiare con la letteratura

Spesso di un buon libro si ricorda l’ambientazione, perché descrive luoghi che conosciamo oppure perché fa nascere in noi il desiderio di visitarli. I grandi della letteratura in questo erano forse ancor più bravi degli scrittori moderni. Un tempo infatti, visitare paesi stranieri non era così semplice e in pochi potevano permetterselo. Tra questi gli scrittori, che nei loro tour raggiungevano alcune delle località più rinomate ed esotiche del tempo, che poi amavano descrivere minuziosamente nelle loro opere letterarie. La lista di paesi, zone e città “romanzate” è infinita, ma l’itinerario scelto qui è certamente memorabile.
In “Tenera è la notte”, F. Scott Fitzgerald, americano, ci porta in Costa Azzurra. “Sulla bella costa della riviera francese, a mezza strada tra Marsiglia e il confine italiano, sorge un albergo rosa, grande e orgoglioso…”, così scriveva. La vicenda si svolge all’inizio ad Antibes, dove la giovane attrice Rosemary Hoyt arriva una mattina di giugno del 1925 insieme alla madre e dove i Fitzgerald soggiornarono nell’agosto dello stesso anno, incontrando i personaggi più celebri del momento nel campo della letteratura, del cinema, del teatro, della politica e della finanza. Un romanzo a tratti autobiografico dunque. L’atmosfera è quella delle feste dell’alta società, della bella vita ma anche del conflitto etico-sociale degli anni ’30. I protagonisti del romanzo, Dick Diver e sua moglie Nicole, sempre in bilico tra il fallimento del loro matrimonio e la finzione, sono quantomai complessi e sfaccettati. I luoghi descritti hanno tutto il fascino di quegli anni e per riviverlo il consiglio è quello di atterrare al Nice Côte d’Azur International Airport e sfrecciare lungo la costa fino a Cap d’Antibe Plage de la Garoupe, la bella spiaggia immortalata nel romanzo. L’albergo descritto nel romanzo è ancora lì dove Fitzgerald ci ha raccontato.
Firenze era una delle mete per eccellenza dei grand tour, quei viaggi per l’Europa che toccavano le città simbolo di arte e cultura che spesso artisti e letterati intraprendevano per formarsi. Noi italiani conosciamo bene le meraviglie della città toscana, culla del Rinascimento, della massima espressione artistica in tutti i suoi ambiti, ma ai tempi di Edward Morgan Foster, fine Ottocento inizio Novecento, visitarla era qualcosa di straordinario, un’esperienza unica. In “Camera con vista” lo scrittore inglese si sofferma per tutta la prima parte del libro nella descrizione di ogni zona della città: il Lungarno con le sue atmosfere romantiche, la collina di Fiesole e i suoi panorami vasti e ricchi, il Duomo. Firenze è vista come un luogo dove tutto ciò che è bello può accadere, dove la libertà di espressione, artistica e di pensiero, e anche di amare, ha il suo apice. La protagonista femminile Lucy Honeychurch – con un nome “parlante” – dopo questo viaggio non sarà più la stessa, ma una donna diversa. È ciò che può accadere anche adesso, anche se già la si conosce, vivendo Firenze.
Sempre in Europa, ma questa volta in Spagna viaggiamo grazie a Ernest Hemingway e il suo “Fiesta”, primo romanzo dell’autore americano datato 1926. Dimenticate per un attimo le corride, Fiesta  racconta una Pamplona che è difficile non trovare attraente: Hemingway è stato qui e descrive la città e la sua vita in modo molto vivo e coinvolgente. Le grandi bevute fino a tarda notte, il calore quasi insopportabile e le piazze ombreggiate, la polvere, la musica e la lussuria, il caos creato da spettacoli e feste, le ballerine di flamenco. Così diversa, la Spagna è per gli americani e gli inglesi espatriati, protagonisti del romanzo, un altro mondo. Il luogo dove lasciarsi andare. Intensa la descrizione della festa di San Firmin, che richiama ancora molti turisti. Raggiungere Pamplona con autobus o treni da Madrid e Barcellona è molto semplice. Un bel giro potrebbe comprendere anche le vicine Saragozza, Bilbao e San Sebastian. E se volete cambiare atmosfera in pochi chilometri, passate il confine e dirigetevi a Biarritz, in territorio francese, dove da tutto il mondo arrivano appassionati di onde per fare surf.
Se invece si amano autori più moderni, due altri piccoli consigli possono essere il Giappone di Banana Yoshimoto e la New York di Paul Auster. La giapponese Yoshimoto, che ha avuto grande successo con ogni libro pubblicato in Italia, soprattutto il primo “Kitchen”, è una di quelle autrici che ha favorito il crescere della passione per il Sol Levante, la sua cultura e la sua cucina. I suoi romanzi sono lievi, impalpabili e intimisti; la protagonista principale di queste opere sembra essere l’atmosfera generale, il luogo e quindi il Giappone. Spesso ambientati a Tokyo, i suoi racconti sono capaci di condurci lì, in poche pagine. Perché non andarci davvero? È un viaggio impegnativo ma dalle atmosfere uniche.
Forse non occorre Paul Auster per aver voglia di andare a New York, ma nella sua Trilogia, la Grande Mela non è quella che tutti i turisti conoscono. I romanzi infatti sono ambientati in una città allucinata, in cui tutto si confonde e sfuma. I protagonisti di queste storie conducono ognuno un’inchiesta misteriosa e imprevedibile. Sono tre detective-stories in cui lo scrittore crea una sua New York strana e surreale, dove tutto può accadere e in cui tutti possono perdersi.
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