Le cose dell’orologio – Mario Borghi

Titolo: Le cose dell'orologio
Autore: Borghi Mario
Casa Editrice: Rogas Edizioni
Genere: Romanzo
Pagine: 110
Prezzo: 11,00 euro

Una storia grottesca è raccontata in Le cose dell’orologio, opera di Mario Borghi edita nel mese di febbraio dalla Rogas Edizioni, nella collana Bandini dedicata agli scrittori emergenti (pochi titoli all’anno, selezionati accuratamente nell’oceano della narrativa, senza confini di genere o formato). Narra del furto di un orologio di una piccola stazione ferroviaria, uno di quei grandi orologi appesi alla parete dei binari che ogni passeggero consulta in attesa del treno.

Un giorno una bambina di passaggio in compagnia della zia si accorse che l’antico e amatissimo orologio, appeso sulla parete del primo binario  non c’era più. Subito si scatenò un parapiglia: tutti erano  tristi e disorientati per la sparizione. Nacque un comitato spontaneo di cittadini e il capostazione e il sindaco del paese furono incaricati di rintracciare l’oggetto scomparso. Capeggiava il gruppo la battagliera signorina Piccionetti. “Per mantenere viva l’attenzione sul caso la signora Piccionetti organizzava eventi di ogni tipo […] veglie di preghiera, sit-in di protesta, serate danzanti e fiaccolate” (pag.21), ma dell’orologio nessuna traccia. Il colpo mise in subbuglio tutti gli uffici preposti alle ricerche, mentre la stazione viveva momenti di grande disagio, essendo sempre sia i treni  sia i passeggeri in ritardo. Intanto l’orologio era finito ad abbellire un loft e a far compagnia ad una cabina telefonica.  Chi l’aveva preso, non ancora soddisfatto di quella sottrazione, già meditava un altro ladrocinio sempre in quella stazione.

Borghi  fa ruotare strani personaggi attorno ad un episodio stravagante e piuttosto inverosimile. Oltre alla battagliera Piccionetti,  troviamo il capostazione di quella sfortunata stazioncina, un maresciallo dei Carabinieri (di cui la Piccionetti è segretamente innamorata), un meccanico, una donna delle pulizie, insomma tutta gente comune che dà atto alle proprie aspirazioni a prescindere dalle eventuali conseguenze. Del resto l’autore, che per altro gestisce anche un irriverente lit-blog nonché un’agenzia (seria) di servizi letterari, ha tratteggiato una storia che ha nell’esagerazione il suo punto forte, un racconto da leggere tutto d’un fiato magari quando si ha il desiderio di una buona dose di buonumore. Ma e il nostro orologio? Beh, nel suo piccolo cova un dramma personale e inizia a dare segni di sofferenza.

Scritto in uno stile lineare, Le cose dell’orologio presenta un finale esplosivo per l’oggetto rubato tanto che il caso si risolverà quasi da solo. Borghi ci lascia una piccola morale a conclusione su cui riflettere: “valutate bene se e come fidarvi delle apparenze” ( pag.110). Una lettura che invita, di pagina in pagina, a scoprire come procede la storia; un romanzo divertente  e scanzonato capace di imbrigliare il lettore alle sue pagine.

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