L’anno che è passato – Amanda Reynolds

Titolo: L’anno che è passato
Autore: Amanda Reynolds
Data di pubbl.: 2017
Casa Editrice: Corbaccio
Genere: psicothriller, thriller
Traduttore: V. Galassi
Pagine: 324
Prezzo: 16.90 €

Quando Jo si risveglia da una brutta caduta sulle scale, l’ultima cosa che si ricorda è la sensazione di vuoto e di tristezza provata dopo la partenza per l’università del suo secondo figlio, Fin. Peccato che la partenza di Fin risalga ad un anno prima…come può essere questo il suo ultimo ricordo? La caduta ha provocato alla protagonista una brutta amnesia: gli ultimi dodici mesi della sua vita sono scomparsi, cancellati con un colpo di spugna. Come può aver perso un intero anno intero vita? Sembra uno scherzo, un errore, eppure pian piano Jo capisce che le mancano davvero dei ricordi: “può anche sembrarmi che Fin sia partito per l’università solo ieri ma, in fondo, sono consapevole che tra quel momento nella sua stanza vuota e la mia caduta giù per le scale c’è un buco enorme, un vuoto immenso che non so colmare.” (p. 15)

Jo comincia con fatica a mettere insieme la propria vita, ma i ricordi sono frammentati, confusi e, contrariamente a quanto si sarebbe aspettata, il marito e i figli non sono di aiuto, anzi. Tutti e tre sembrano volerle nascondere qualcosa, soprattutto Rob, il marito, verso il quale Jo prova istintivamente avversione e diffidenza. Eppure il loro rapporto è sempre stato amorevole, all’insegna della fiducia reciproca, e Jo non sa spiegare le sue sensazioni: “Mi chiedo che cosa abbia potuto cancellare i precedenti ventitré anni di matrimonio in un solo anno: ora siamo come due estranei l’uno per l’altra, e anche diffidenti, per giunta.” (p. 62)

A mano a mano che Jo si riappropria dei propri ricordi, quello che scopre la sorprende e la disturba, fino a spaventarla, perché ciò che ricorda non coincide con l’immagine che vogliono dipingerle i familiari, cioè quella di una donna appagata dalla vita famigliare, con un marito affettuoso, due figli ormai indipendenti, una vita agiata. Cosa è successo davvero durante l’ultimo anno? Dai frammenti che emergono dalla sua memoria ci sono volti sconosciuti, luoghi estranei, situazioni che fatica ad inquadrare, ma soprattutto una costante e sempre più incombente sensazione di paura e pericolo.

“Ho paura di ricordare, ma al contempo ho un disperato bisogno di conoscere la verità.” (p. 77)

Segreti, bugie e tradimenti familiari: questi gli elementi principali  del romanzo L’anno che è passato, opera prima della scrittrice inglese Amanda Reynolds, un thriller psicologico con una trama intrigante che si dipana pagina dopo pagina in un’atmosfera di crescente mistero e dubbio. Ritmata e avvincente, la vicenda viene raccontata in capitoli che si alternano tra prima e dopo la caduta dalle scale, in un continuo passaggio dal passato al presente che funziona molto bene, garantendo una serie di colpi di scena che catturano l’attenzione del lettore. I personaggi sono credibili e volutamente antipatici, scomodi, e rendono così possibili tante sfaccettature e molte letture delle vicende che la protagonista ricorda (o crede di ricordare?), portando il lettore a chiedersi di chi possa davvero fidarsi Jo. Per tutto il romanzo infatti il lettore condivide unicamente il punto di vista della protagonista, limitato ai pochi ricordi che man mano ricostruisce con fatica, garantendo con questo espediente sia una vicenda ricca di suspense sia il crescente desiderio di arrivare a conoscere, finalmente, la verità.

1

Acquista subito

Chiara Barra

Se dovessi partire per un’isola deserta, e potessi portare con me soltanto un libro...sarebbe un’ardua impresa! Come immaginare la vita senza il mistero di Agatha Christie, la complessità di Milan Kundera, la passione di Irène Nemirovsky, l’amarezza di Gianrico Carofiglio, il calore di Gabriel Garcia Marquez, la leggerezza di Sophie Kinsella (eh sì, leggo proprio di tutto, io!). Ho iniziato con “Mi racconti una storia?” e così ho conosciuto le fiabe, sono cresciuta con i romanzi per ragazzi che mi tenevano compagnia, mi sono perdutamente innamorata dei classici...che ho tradito per i contemporanei (ma il primo amore non si scorda mai)!

Ti potrebbero interessare...

Login

Lost your password?