La moglie straniera – Jan Guillou

Autore: Jan Guillou

Titolo: La moglie straniera

Editore: Corbaccio

Traduzione: U. Ghidoni

Genere: romanzo

Numero di pagine: 319

Anno di  pubblicazione: 2013

PREZZO: 18,90 E.

Jan Guillou ha regalato a “I Ponti di Bergen” un seguito degno di nota: La moglie straniera, editi entrambi nel 2013, sempre per le edizioni Corbaccio.

All’inizio di questo nuovo romanzo nella vita dell’ingegnere norvegese Lauritz è in atto una grande svolta: il fratello Oscar, residente in Africa e venuto a conoscenza delle sue disagiate condizioni economiche, decide di aiutarlo offrendogli il denaro necessario per acquistare lo studio ingegneristico Horneman & Hauges. In questo modo il giovane Lauritz può finalmente anche ottenere il consenso alle nozze con l’amata Ingeborg, nozze sempre ostacolate dal padre della ragazza proprio per la condizione economica fino ad allora disagiata del futuro genero.

Guillou sceglie di narrare le vicende attraverso il punto di vista dei personaggi: quello di Lauritz, quello del fratello Oscar e quello di Ingeborg. E’ quest’ultima forse il fil rouge, la chiave di lettura dell’intera storia, tanto importante da dare persino il titolo al romanzo.

Ingeborg proviene da una ricca famiglia tedesca e quindi è “straniera” dal punto di vista di Lauritz e degli altri personaggi norvegesi. E’ una donna interessante che crede in se stessa e che va contro corrente rispetto alla classica figura femminile di inizio secolo. La giovane, infatti, non esita a mettere in pratica i suoi ideali e i suoi valori: innanzitutto è medico; pensa in un modo più fine e intelligente rispetto alle coetanee e alle donne dell’epoca; il suo è un modo di ragionare e agire lontano dalla tradizione e dagli schemi mentali prefissati, lontano dall’etichetta imposta, ma sensibile ai cambiamenti e ai tempi in atto. Lo stesso Lauritz, e il rapporto d’amore che ha con lui, le permettono di essere e comportarsi così, senza remore, rancori e fraintendimenti. Lauritz è infatti un uomo consapevole dell’importanza della donna come essere pensante e fondamentale all’interno di una società sana e in cambiamento. La coppia appare quindi come una vera e propria immagine pionieristica del Novecento.

Diversa è la vita di Oscar, fratello minore di Lauritz, anch’egli ingegnere, emigrato da tempo in Africa dove è riuscito a costruire linee ferroviarie tanto all’avanguardia da essere paragonate a quelle tedesche. In Africa Oscar ha fatto fortuna riuscendo a diventare uno degli uomini più ricchi di Dar el-Salaam. Nelle parti narrate dal suo punto di vista domina la natura selvaggia e incontrastata dell’Africa nera, la caccia agli elefanti, l’amore passionale e quasi magico per Aisha.

Ma la Prima Guerra Mondiale sovrasta e incombe. Una guerra da leggersi attraverso gli occhi e la voce dei protagonisti, raccontata con minuzia di particolari e di scene. Il conflitto sarà atroce: nulla alla fine sarà uguale a prima ma la consapevolezza di essere sopravvissuti ad un orrore messo in atto dall’uomo stesso permetterà di intravedere la possibilità di ricominciare tutto da capo con uno spirito ed una forza rinnovati. Come a dire che la distruzione porta sempre con sé e dentro di sé una rinascita.

La moglie straniera è un romanzo fatto di persone che raccontano immagini e di immagini che descrivono personaggi: Guillou riesce a catturare il lettore e a mostrargli i dettagli anche più nascosti delle vicende, dove la Storia e la Guerra non sono semplice contorno bensì deus ex machina dell’intero romanzo. Lo scontro tra potenze mondiali diventa il motivo per far muovere i suoi personaggi, per parlare di innovazioni non solo a livello materiale ma anche e forse soprattutto a livello mentale. Singolare e interessante poi è il fatto che lo scrittore abbia scelto di ambientare la vicenda in Norvegia: un Paese singolare, tranquillo, incantato nei suoi paesaggi da fiaba, che si trova sempre in secondo piano nei libri di Storia e quando si parla di guerra. Eppure, in tutta la sua bellezza, è un Paese da cui fuggire se originario di una Nazione nemica, perché la guerra non sconta e perdona nulla, a nessuno.

Nonostante una narrazione che in diversi tratti si fa cruda e schietta, La moglie straniera è una lettura che lascia aperte speranze e che, nonostante l’ambientazione in tempi che appaiono ormai così lontani, acquista, soprattutto in questo momento, un sapore tutto contemporaneo.

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