La complessità dello sguardo – Patrizia Garofalo

Titolo: La complessità dello sguardo
Autore: Patrizia Garofalo
Data di pubbl.: 2019
Casa Editrice: L'Argolibro editore
Genere: Poesia
Pagine: 90
Prezzo: € 12,00

La lingua della poesia non deve essere idilliaca.  Il tempo che viviamo ha aperto baratri di sconforto nelle nostre coscienze.  Abbiamo più che mai urgenza di essere attraversati da un a parola fisica e quindi il dettato poetico non può rifugiarsi nell’etereo, ma essere necessità corporea del qui e ora.

I poeti che dobbiamo leggere sono quelli che con il loro domandare ci obbligano a pensare sul qui e ora e sulle impossibili fughe da un reale che ci costringe all’asfissia.

La complessità dello sguardo è il titolo della raccolta di Patrizia Garofalo. La poetessa salernitana scrive versi stando sulla soglia del proprio tempo, affacciata sulle rovine coglie con occhi interiori attenti all’essenziale il movimento quotidiano di un vivere fatto di cose e persone che sono immanenti alla loro condizione esistenziale.

«Sono tante e articolate, – scrive Francesco Sicilia nella prefazione – le domande che affiorano alla mente leggendo le poesie di Patrizia Garofalo.  Cosa siamo, qui e ora? Cosa possiamo percepire? Cosa possiamo conoscere e cosa no? Domande che si moltiplicano, man mano che si procede, perché questa è poesia che stimola, che incoraggia l’analisi».

La poetessa si inoltra con occhi opachi e a fatica tra le maree di detriti, è anche consapevole che si fa fatica a entrare in una parola, per cogliere la complessità dello sguardo.

Patrizia Garofalo scava a mani nude e con molta circospezione nelle coscienza del mondo ferito, armata esclusivamente di quella poesia onesta che nasce dai battiti del cuore e dell’esperienza.

La complessità dello sguardo è un libro che fa i conti con i vuoti, con i sogni, con le assenze e presenze estetiche ed estatiche.

È un cammino coraggioso di una poetessa che a viso scoperto affronta questo nostro tempo contraffatto, che guarda negli occhi chiamano ogni cosa con il suo nome, sempre attenta alla cura per l’essenziale e per la sua luce necessaria che vive nella carne dei gesti.

È il cammino di un viandante che erra nei frantumi di un mondo che ha perso coscienza del suo divenire.

La poesia di Patrizia Garofalo è un invito esplicito a scoprire la complessità dello sguardo della vita, oggi resa banale da un’ovvietà pericolosa, quella di un pensiero unico che sta omologando le persone e le sta disabituando a pensare, e quindi a vivere.

«Ora la vita è un massacro / e la città abbrutisce / sempre più, nei suoi anfratti».

Questa è la realtà amara in cui siamo precipitati per finire un abisso da cui non c’è ritorno, proprio perché abbiamo rinunciato a quella complessità dello sguardo per segregare le nostre vite in “gabbie evolute” in cui sopravviviamo come anime morte senza redenzione.

 

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